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(Adnkronos) - Dal tiramisù 'doping' legale ai pizzoccheri valtellinesi diventati ormai famosi nel mondo, fino alle file per il gelato al 'pistaccìo', le Olimpiadi di Milano Cortina vincono anche a tavola. Se quello della cucina italiana patrimonio Unesco era forse il trionfo più scontato dei Giochi, più sorprendenti sono le quantità di cibo consumato (assicurano sempre con piacere) dai 2.880 atleti giunti in Italia da tutto il mondo. Ottomila, mille più di quelli cantati da Alex Britti nel celebre tormentone sanremese, sono i caffè consumati in media ogni giorno nei Villaggi olimpici di Milano e Cortina. Sommando i tiramisù andati a ruba in tutti i buffet e gli espressi consumati con grande stupore 'all'italiana', ovvero al bancone dei bar, la dose di caffeina assunta da atleti e staff sembra ben al di sopra di quella raccomandata. Tra jet lag e festeggiamenti per le medaglie, il tempo per ricaricare le batterie non dev'essere bastato. Pizza e pasta, simboli dell'Italia nel mondo, oltre a fonte di carboidrati fondamentali per gli atleti, si sono confermate protagoniste anche a Milano Cortina. Si calcola che in media nei Villaggi olimpici siano state consumate ogni giorno 12mila fette di pizza. Quanto alla pasta, in occasione dei Giochi il Cio ha addirittura prodotto un nuovo formato: gli Anelli Olimpici. La pasta 'a cinque cerchi', che con la ricetta alla Crudaiola dello chef stellato Carlo Cracco celebra la tradizione italiana, è stata servita agli atleti di tutto il mondo. La media del consumo di pasta ai Villaggi olimpici nelle settimane dei Giochi è stata di 365 chili al giorno. Sugo privilegiato il classico pomodoro, ma c'è anche chi - come ha raccontato all'Adnkronos lo chef di Casa Italia Livigno Stefano Saltari - ha azzardato il condimento con l'aceto. In tanti devono però essersi attenuti alla più golosa delle tradizioni italiane, la 'nevicata' di formaggio. Anzi, forse 'valanga' a giudicare dal consumo di Grana Padano: ne sono stati fatti fuori 60 chili al giorno nei Villaggi olimpici. Se pasta e pizza hanno garantito l'apporto di carboidrati fondamentale per gli atleti, a quello proteico hanno pensato le uova. Tra colazioni, pranzi e cene (il cibo nei Villaggi olimpici era disponibile 24 ore su 24, con finestre molto ampie per i pasti principali) il consumo medio è stato impressionante: 10mila uova al giorno, ben più dei preservativi olimpici che tanto hanno fatto parlare. Risultato dell'abbuffata olimpica: la Fondazione Milano-Cortina ha calcolato che impilassero tutti i vassoi utilizzati ogni giorno nei Villaggi olimpici si creerebbe una torre alta 60 chilometri, si formerebbe una torre alta 60 chilometri, 18 volte la Tofana di Rozes.
(Adnkronos) - Ha aperto oggi i battenti, e fino a martedì 24, Mipel, il più importante appuntamento internazionale dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda, tornato a Fiera Milano Rho con la 129ª edizione e un format completamente rinnovato. Sotto il concept 'Reinventing Mipel' la manifestazione - si sottolinea - si presenta con un nuovo layout esperienziale progettato dallo studio Lombardini22 e con attività sinergiche potenziate insieme a Micam, per offrire a espositori e visitatori un’esperienza più fluida, contemporanea e orientata al business. Promosso e organizzato da Assopellettieri con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Agenzia ICE, e con il Patrocinio del Comune di Milano, Mipel si conferma una vetrina globale, capace di offrire ai buyer internazionali attesi un mix unico di eccellenze Made in Italy e brand internazionali. La kermesse rappresenta da sempre il più importante evento internazionale dedicato alla pelletteria e all'accessorio moda: borse, zaini, marsupi, valigie, trolley, cappelli, guanti, ombrelli, cinture, portafogli e molto altro della stagione FW 2026/27, insieme alle più recenti innovazioni del settore di circa 200 brand saranno i protagonisti indiscussi della manifestazione. In occasione dell’edizione di febbraio, Mipel si trasferisce nel Padiglione 5 occupandone la parte anteriore e beneficiando di una maggiore visibilità e centralità all’interno del quartiere fieristico. Il nuovo layout espositivo è pensato per creare percorsi fluidi e intuitivi e un’identità visiva contemporanea e funzionale per migliorare l’esperienza dei visitatori e fornire più contenuti di valore. Mipel si inserisce nel calendario di Fashion Link Milano, il progetto che riunisce in contemporanea Micam, Mipel, Milano Fashion & Jewels, Sì Sposaitalia Collezioni e The One Milano, offrendo ai buyer una visione integrata del mondo moda e accessori. A partire da settembre 2026 si aggiungeranno a Fashion Link Milano anche le manifestazioni Lineapelle e Simac Tanning Tech per completare l’offerta fieristica integrata del mondo della moda. “Mipel rappresenta un momento strategico per l’intera filiera della pelletteria. In una fase complessa per il comparto, è fondamentale, infatti, preservare i punti di riferimento e continuare a creare spazi di apertura, confronto e opportunità di business, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del settore. In questo contesto di profonda trasformazione, il progetto 'Reinventing Mipel' rappresenta una risposta concreta alle sfide del mercato globale. Il trasferimento nel Padiglione 5 non è una semplice scelta logistica, ma un’operazione strategica che garantisce centralità e visibilità all’interno del quartiere fieristico. Grazie alla collaborazione con lo studio Lombardini22 e attraverso il concept creativo della nuova campagna promozionale, lo spazio espositivo si è trasformato in un vero e proprio “Osservatorio” sul mondo della pelletteria, dove il nuovo layout, più fluido e intuitivo, valorizza l’esperienza del visitatore e l’eccellenza del prodotto. Questa evoluzione consente di offrire una piattaforma fieristica all’avanguardia, capace di mettere in luce il saper fare italiano e di attrarre i visitatori e i buyer internazionali con un linguaggio contemporaneo e coinvolgente”, dichiara Claudia Sequi, Presidente di Mipel e Assopellettieri.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.