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(Adnkronos) - Vaccino anti Covid alle mamme in attesa per gravidanze e parti più sicuri. Indipendentemente dall'effetto-scudo contro l'infezione da Sars-CoV-2, la vaccinazione anti Covid-19 in gravidanza, in particolare se accompagnata da una dose booster, riduce significativamente il rischio di preeclampsia, una grave complicanza ostetrica potenzialmente pericolosa per la vita materna e fetale. E' la conclusione di uno studio internazionale pubblicato sulla rivista 'EClinicalMedcine' (gruppo Lancet) e condotto nell'ambito del consorzio Intercovid, una rete di ricerca nata durante la pandemia per analizzare gli esiti materni e perinatali del Covid. Il lavoro è stato guidato dall'università di Oxford (Josè Villar e Aris Papageorghiou), che ne ha anche sostenuto il finanziamento attraverso il Covid-19 Research Response Fund, e ha coinvolto oltre 6.500 donne in gravidanza reclutate tra il 2020 e il 2022 in 40 ospedali di 18 Paesi del mondo. Il centro capofila per l'Italia è stato l'Irccs ospedale San Raffaele di Milano con Paolo Cavoretto, primo autore dello studio, medico ostetrico-ginecologo responsabile della Medicina materno fetale dell'Unità di Ginecologia e Ostetricia diretta da Massimo Candiani, anche professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell'università Vita-Salute San Raffaele. Per il nostro Paese hanno contribuito altri hub ostetrico-ginecologici e pediatrici tra cui la Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico - Clinica Mangiagalli di Milano, l'Irccs azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, l'Irccs Gaslini di Genova, l'ospedale Luigi Sacco - università degli Studi di Milano e il Sant'Anna Hospital - Aou Città della Salute e della Scienza di Torino. La ricerca conferma che "la vaccinazione anti-Covid in gravidanza riduce il rischio di preeclampsia non solo prevenendo l'infezione da Sars-CoV-2, ma anche nella popolazione generale, riducendo inoltre la probabilità di parto pretermine, morbilità e mortalità materna e perinatale". La preeclampsia - ricorda una nota del San Raffaele di Milano - è una patologia che compare generalmente dopo la 20esima settimana di gravidanza e si caratterizza per un'ipertensione arteriosa associata a danno d'organo, spesso accompagnata da proteinuria (presenza di proteine nelle urine). E' una delle principali cause di complicanze ostetriche e di morbilità e mortalità materna e neonatale, responsabile di parto pretermine, danni renali ed epatici, disturbi neurologici e, nei casi più gravi, può mettere a rischio la vita della madre e del bambino. La preeclampsia colpisce fino dal 3% all'8% delle gravidanze a livello globale, in funzione del rischio gestazionale e dei protocolli clinici. Le origini della malattia non sono completamente note, ma si ritiene che derivi da un'alterazione dello sviluppo e della funzione della placenta, alla quale possono contribuire anche disfunzioni cardiovascolari. Questo processo può innescare uno stato di infiammazione diffusa e compromettere il corretto funzionamento di diversi organi, in particolare dei vasi sanguigni. "Questi meccanismi - spiega Cavoretto - sono gli stessi che si osservano nelle forme gravi di infezione da Sars-CoV-2. E' infatti noto che l'infezione da Covid-19 scateni una 'tempesta citochinica' infiammatoria e produca per questo danni ai vasi sanguigni, aggravando la vulnerabilità della placenta". I vaccini anti-Covid agiscono stimolando il sistema immunitario a riconoscere e neutralizzare il virus Sars-CoV-2, riducendo il rischio di infezione e delle sue complicanze più gravi. Studi precedenti hanno già confermato la loro sicurezza in gravidanza e la capacità di prevenire forme severe di Covid-19, parto pretermine e mortalità materna e neonatale. Questo studio aggiunge un elemento innovativo, chiariscono gli autori: "La vaccinazione potrebbe influenzare positivamente i meccanismi del sistema immunitario e dei vasi sanguigni che giocano un ruolo chiave nello sviluppo della preeclampsia, potenzialmente offrendo una forma di protezione anche in assenza dell'infezione virale". Dall'analisi prospettica delle 6.527 pazienti in gravidanza reclutate (3.753 donne non vaccinate e 2.774 vaccinate, di cui 848 avevano ricevuto anche la dose booster), emerge che l'infezione da Covid-19 in gravidanza è associata a un aumento del rischio di preeclampsia del 45%, che raggiunge il 78% nelle donne non vaccinate. Al contrario, la vaccinazione anti-Covid risulta associata a una riduzione del rischio complessivo di preeclampsia del 33% dopo dose booster. Nelle donne con comorbidità preesistenti, tra cui diabete, ipertensione e patologie tiroidee, la riduzione del rischio associata alla vaccinazione con booster raggiunge il 58%. L'associazione tra vaccinazione e riduzione del rischio di preeclampsia rimane significativa anche tenendo conto di altri fattori che possono influenzare la gravidanza, suggerendo un possibile beneficio nella prevenzione della preeclampsia anche in assenza di infezione da Sars-CoV-2. Inoltre, le donne vaccinate mostrano una minore probabilità di altri esiti avversi relativi alla gravidanza, tra cui parto pretermine, morbilità e mortalità materna e perinatale, ciascuno ridotto di circa il 30%. "Questo è il primo risultato prospettico su larga scala che dimostra come la vaccinazione anti-Covid, in particolare con dose booster, possa contribuire alla prevenzione della preeclampsia - afferma Cavoretto - In particolare, l'effetto protettivo è massimo nelle donne con comorbidità preesistenti, che sono proprio quelle a rischio più elevato". Secondo i ricercatori, "queste osservazioni rafforzano l'importanza di sostenere e ampliare i programmi vaccinali per le donne in gravidanza, con particolare attenzione alla copertura booster e all'equità di accesso a livello globale". "Lo studio - commenta Candiani, primario dell'Unità di Ginecologia e Ostetricia e Medicina della riproduzione dell'Irccs ospedale San Raffaele, ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università Vita-Salute San Raffaele - conferma il valore dell'integrazione tra clinica e ricerca che caratterizza l'eccellenza dell'Irccs ospedale San Raffaele e il nostro impegno per una cura a 360 gradi delle nostre pazienti. Essere protagonisti di una collaborazione internazionale di questa portata è motivo di orgoglio e testimonia la rilevanza globale del nostro lavoro".
(Adnkronos) - Presentato oggi a Roma a Palazzo Chigi il nuovo portale della famiglia e della genitorialità, progettato dall’Inps e accessibile anche da App: 40 prestazioni Inps per la famiglia e i genitori e 300 servizi di altre pubbliche amministrazioni in una logica di interoperabilità. La home page del portale presenta i principali servizi Inps per la famiglia, evidenziando anche quelli già attivi. La piattaforma è organizzata in 7 sezioni: servizi Inps (personalizzati), diventare genitori, crescita bambina/bambino, disabilità, centri per la famiglia, servizi di prossimità (vicino a te). Al portale si accede con Spid o Cie. Tra i servizi presenti, Isee, Assegno Unico Universale, bonus nuovi nati, bonus asilo nido, nuovo bonus mamme, bonus sociali, congedi parentali (maternità e paternità), indennità per congedi, carta Dedicata a te, carta europea della disabilità, Reddito di libertà, Adi, bonus donne, lavoratori domestici, libretto di famiglia, centri per le famiglie, prestazioni per figli con disabilità. Il portale propone un’esperienza integrata e personalizzata, in una gestione interistituzionale e interoperabile che abilita la collaborazione tra Inps e altre Pa. “Avere luoghi fisici e virtuali attraverso i quali ricevere servizi e orientarsi è un elemento centrale di supporto che semplifica la vita ai genitori e aiuta anche a far percepire la vicinanza di uno Stato amico", dichiara Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. Per il presidente Inps Gabriele Fava, "il Portale della Famiglia e della Genitorialità non è un punto di arrivo. È un tassello di una responsabilità più ampia. Con il portale della famiglia prende forma il grande progetto della riorganizzazione dei servizi Inps per eventi della vita. Non introduce nuove prestazioni. Non modifica la normativa. Non è una misura finanziaria aggiuntiva, ma una scelta strutturale di semplificazione, ricondurre prestazioni oggi sparse in un unico accesso, in un solo clic”.
(Adnkronos) - Il Gruppo Serenissima Ristorazione presenta il suo primo Report di Sostenibilità redatto secondo la Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd), la nuova Direttiva europea che ha definito degli standard comuni e comparabili di rendicontazione Esg. Il Gruppo Serenissima Ristorazione - spiega l'azienda in una nota - ha scelto di anticipare gli obblighi normativi e di rendicontare l'impatto della sostenibilità sui propri risultati finanziari (materialità finanziaria), oltre che il proprio impatto sull'ambiente e sulle persone (materialità di impatto) secondo gli standard della Direttiva Csrd, un impegno rilevante che ha coinvolto le 14 società controllate, inclusa la capogruppo Serenissima Ristorazione Spa e le controllate estere in Spagna e Polonia. Con un fatturato di oltre 650 milioni di euro nel 2025 (dati di preconsuntivo) e più di 11mila collaboratori, il Gruppo Serenissima serve circa 50 milioni di pasti all’anno. "La redazione del nostro primo Bilancio di Sostenibilità secondo la Csrd è stata una sfida importante, che abbiamo scelto di affrontare su base volontaria perché crediamo profondamente nella sostenibilità come leva strategica e di business - dichiara Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione con delega alla sostenibilità - Rendicontare è l’unico modo per poter davvero gestire il percorso verso la sostenibilità: misurare ci consente di capire dove intervenire, definire priorità e agire in maniera strategica lungo la filiera, coinvolgendo tutti gli stakeholder. È solo attraverso la trasparenza e la responsabilità che possiamo costruire valore duraturo per l’impresa, per le persone e per l’ambiente". L’adozione della procedura di rendicontazione prevista dalla direttiva Csrd ha richiesto, come passaggio fondamentale, la misurazione della Carbon Footprint di Organizzazione, secondo gli standard internazionali. L’analisi - spiega l'azienda - ha evidenziato come le emissioni Scope 1, le emissioni dirette, ossia da fonti controllate o di proprietà, tutto ciò che il Gruppo brucia direttamente, e Scope 2, ossia le emissioni generate dall’energia acquistata e consumata dal Gruppo, incidano per circa l’8% su un totale pari a 240.107 tonnellate di CO2 equivalente, confermando che il core business di produzione dei pasti ha un impatto diretto contenuto. La vera sfida ambientale per il Gruppo è quindi rappresentata dalla filiera, con le emissioni Scope 3, la cui rendicontazione è diventata obbligatoria con gli standard europei Esrs e che comprende tutte le emissioni 'a monte' e 'a valle' della catena del valore, dalle emissioni generate dai fornitori di materie prime, alla logistica, fino alla gestione dei rifiuti, che pesano per circa il 92% del totale. Per questo Serenissima Ristorazione ha avviato un percorso strutturato di coinvolgimento dei fornitori e degli stakeholder, con l’obiettivo di intervenire lungo tutta la catena del valore, attraverso scelte di acquisto consapevoli, progettazione dei menu e qualificazione Esg dei partner. In questo senso, il Gruppo si sta impegnando a monitorare costantemente i fornitori considerati critici per volumi o tipologia di attività, per i quali sono previsti piani di controllo e audit specifici per verificare il rispetto dei principi di responsabilità sociale e ambientale. Un obiettivo specifico è il coinvolgimento dei partner nella condivisione di dati ambientali e di tracciabilità per migliorare la precisione del calcolo della Carbon Footprint di Gruppo. Inoltre, viene incoraggiato l’acquisto di forniture con imballaggi riciclabili, riutilizzabili o composti da materiale riciclato; quando la sicurezza alimentare lo consente, il Gruppo privilegia l’acquisto di prodotti in formato multi-porzione, che permettono di ottimizzare i carichi, limitare il numero di trasporti e abbattere le emissioni legate alla logistica. Per sostenere l’economia del territorio e ridurre ulteriormente le distanze percorse dalle merci, valorizzata la dimensione territoriale, promuovendo la scelta di fornitori locali. Sul fronte dell’efficienza, il Gruppo si è posto un obiettivo di riduzione dei consumi energetici pari al 5%, a fronte di un consumo complessivo di circa 52.000 MWh, corrispondente a un taglio di circa 2.600 MWh - un valore che equivale al consumo annuo di quasi 1.000 famiglie italiane - attraverso interventi di efficientamento, ottimizzazione dei processi produttivi e sistemi avanzati di gestione dell’energia. La dimensione sociale - continua la nota - rappresenta un pilastro centrale della strategia di sostenibilità del Gruppo Serenissima. La fortissima presenza femminile ne è una dimostrazione concreta: il 73,4% del personale della capogruppo è composto da donne, mentre nell’alta dirigenza si registra un equilibrio significativo, con il 43% di presenza femminile. Un impegno strutturato e certificato, riconosciuto attraverso la UNI/PdR 125:2022 per la Parità di Genere, che testimonia la volontà del Gruppo di promuovere inclusione, equità e valorizzazione delle competenze. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono quelli di monitorare e ridurre eventuali discriminazioni e di coinvolgere il management nella definizione di traguardi legati alla parità di genere. Sull’aspetto relativo alla parità di trattamento economico, il Gruppo ha pianificato interventi specifici, tra cui: un'analisi annuale delle retribuzioni per genere; azioni mirate a ridurre le disparità retributive nelle fasce dirigenziali; e il monitoraggio di indicatori (Kpi) per garantire che lo sviluppo professionale e la remunerazione siano basati esclusivamente sulle competenze. Grande attenzione è dedicata anche a formazione e sicurezza: nella sola capogruppo sono state erogate circa 50mila ore di formazione nel 2024. La redazione del report di sostenibilità ha accompagnato un’evoluzione significativa anche sul piano della governance. Dal 2025 è stata formalmente istituita una nuova governance Esg, con la creazione di un Comitato Esg, operativo dal 2025, incaricato di integrare in modo sistematico i valori ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Il Comitato è guidato dal vicepresidente Tommaso Putin e rappresenta uno strumento chiave per garantire coerenza tra strategia, gestione dei rischi, obiettivi di sostenibilità e coinvolgimento degli stakeholder lungo tutta la filiera. Anche in termini di Governance, il Gruppo ha individuato la necessità di avviare un processo di qualifica Esg dei partner per tracciare e ridurre i rischi lungo la filiera.