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(Adnkronos) - "Una strategia di escalation rischiosa, che gli sta alienando" la vicinanza di Paesi che "molto si erano spesi per evitare il conflitto". L'ex ambasciatore italiano a Teheran, Luca Giansanti, commenta così i continui attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo in un'intervista all'Adnkronos, nella quale parla anche della partita della successione ad Ali Khamenei e dell'eventuale cambio di regime - al momento difficile da capire quale sarà l'esito finale - e di una possibile ripresa dei negoziati, dopo che gli americani hanno dimostrato ancora una volta la loro inaffidabilità. "L'Iran in questa fase iniziale ha il duplice obiettivo di dimostrare la capacità di sopravvivenza del sistema, nonostante l'attacco pesantissimo a cui è sottoposto, chiaramente mirato a distruggere i gangli del sistema per favorire una sua evoluzione - spiega Giansanti - E poi quello di alzare i costi del conflitto per gli Stati Uniti ed è per questo che ha scelto una strategia di escalation, che è rischiosa e discutibile". Secondo l'ex ambasciatore a Teheran, gli attacchi iraniani al Golfo si stanno infatti trasformando "in un'arma a doppio taglio: se da una parte, colpendo anche i civili e non solo i militari, la speranza di Teheran è che questi Paesi facciano sentire la loro voce con Washington per uno stop agli attacchi, dall'altra si sta alienando Paesi, non necessariamente amici e alleati, che si erano comunque spesi per evitare il conflitto". Con il rischio, poi, che anche Francia, Germania e Regno Unito intervengano per aiutare i Paesi del Golfo e alleati come la Giordania. E legata al tema della sopravvivenza del sistema c'è la partita della successione che si è aperta con la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso due giorni fa in un attacco di israeliani e americani. "La successione era già stata sicuramente preparata da tempo - sottolinea Giansanti - perché anche non potendo prevedere quello che è successo in queste ore", le condizioni di salute e l'età di Khamenei avevano indotto la leadership a pianificarla. Adesso è stato creato un consiglio di transizione che "non dovrebbe restare in carica a lungo", con la previsione di un'elezione della Guida suprema nel giro di due-tre giorni, come detto dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, nel segno della continuità, "pur se ci sono obiettivi ostacoli logistici per far riunire sotto le bombe gli 88 membri dell'Assemblea degli esperti". "Difficile comunque fare previsioni sulla scelta del nome, in una partita che si gioca interamente in un sistema che ha dinamiche non trasparenti - sostiene l'ex ambasciatore - Ma è ipotizzabile pensare che la scelta sarà influenzata dal contesto esterno e quindi non nel senso auspicato dagli Stati Uniti" di una figura pragmatica e più disposta al compromesso. E la difficoltà di lettura degli eventi dipende anche dal fatto che si tratta della "seconda rottura" nel sistema in 47 anni: "Se Khamenei - ragiona - non poteva eguagliare Khomeini in leadership religiosa, la prossima Guida suprema non potrà eguagliare l'esperienza di Khamenei, al vertice per 37 anni". Quanto alla possibilità che gli attacchi di questi giorni producano il cambio di regime invocato da Washington e Tel Aviv, l'ex ambasciatore ricorda che "qualsiasi esperto militare ci dice che raid aerei di questo tipo non sono destinati a produrre un cambiamento politico e strategico da soli e adesso è difficile immaginare che la popolazione, la cui priorità è la sopravvivenza, possa scendere in piazza per manifestare per far cadere il regime". Con gli attacchi partiti sabato "è stata messa in moto una dinamica il cui esito finale è incontrollabile", sottolinea. Quindi i negoziati. Giansanti esclude che possano riprendere a breve, nonostante le 'aperture' di Donald Trump. "Gli americani hanno perso ogni credibilità sul fronte del negoziato, dimostrando che il loro obiettivo non era quello su cui stavano trattando a Ginevra, ma il cambio di regime. Detto questo, le ragioni del negoziato rimangono valide, non solo per Teheran. Vale a dire l'allentamento delle sanzioni americane, in cambio di limitazioni e verifiche per quanto riguarda il programma nucleare iraniano per assicurarsi della sua natura esclusivamente civile. In questo quadro, potrebbe trovare spazio anche un riconoscimento del diritto ad arricchire l'uranio, senza esercitarlo", commenta. Infine, l'ex ambasciatore non crede alla possibilità che la guerra duri quattro settimane, come sostenuto dal presidente americano. "E' un modo - chiosa - per smentire da parte sua le notizie di stock difensivi insufficienti. Non credo possano continuare così a lungo, né gli americani né gli iraniani".
(Adnkronos) - Oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l'Inail ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi e ha ricordato come l'Intelligenza artificiale sia stata applicata alle istruttorie dei progetti Isi. Nato nel 2010, il bando Isi è uno strumento strutturale delle politiche per la prevenzione, grazie ai finanziamenti a fondo perduto destinati alle aziende che adottano soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali per aumentare gli standard di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. A partire dal 2017, l’Inail ha investito sulla digitalizzazione e il modello di processo è stato rinnovato, prevedendo la standardizzazione delle tipologie di interventi ammissibili, la tracciabilità di ogni singolo evento di variazione di stato della pratica, la scomposizione dell’attività di valutazione tecnico-amministrativa dei progetti in singoli controlli elementari, la compilazione online delle perizie e la digitalizzazione di tanti altri documenti. Significativi sono stati anche i cambiamenti delle modalità di relazione con l’utenza, attraverso un modello totalmente digitalizzato, anche per le richieste di chiarimenti o integrazione a supporto dell’attività istruttoria. Ciò ha posto le basi per introdurre soluzioni evolute attraverso il supporto di algoritmi e modelli di intelligenza artificiale, grazie all’attivazione di analisi complesse che permettono di raccogliere informazioni, regole, relazioni. Le innovazioni introdotte consentono di applicare i modelli di Ia alla valutazione dei requisiti del bando per le domande, seguendo i percorsi valutativi dei professionisti tecnici e dei funzionari amministrativi e proponendo soluzioni fondate su un’ampia base dati presenti nel sistema e su casi analoghi. La valutazione assistita dall’Ia per alcuni requisiti è già disponibile in sperimentazione per alcuni utenti esperti. L’obiettivo ulteriore è realizzare un Osservatorio che raccolga le migliori esperienze da trasformare in 'casi tipo' a vantaggio dell’utenza, quale ventaglio di soluzioni di finanziamento ammesse dal Bando Isi per la specifica lavorazione. Le potenzialità dell’Ia consentono di predisporre per ogni tipologia di progetto delle schede informative, veri e propri casi d’uso. Si tratterà, in definitiva, di estrarre dalla base di conoscenza le esperienze positive e presentare all’impresa le possibili soluzioni ammissibili; in prospettiva, questo patrimonio di conoscenze potrà essere utilizzato per affiancarla nella fase di domanda per migliorare anche la qualità dei progetti Inail.
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.