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(Adnkronos) - Afghanistan e Pakistan di nuovo allo scontro armato. Bombardamenti e colpi di mortaio, durante il mese di Ramadan, dopo l'escalation dello scorso ottobre e l'annunciato accordo per un cessate il fuoco più fragile che mai. Su X il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif, ha scritto che "la pazienza è finita" ed è "guerra aperta" all'Afghanistan in cui dal 2021 sono di nuovo al potere i Talebani. In un contesto di annose dispute nella regione, ha anche accusato i Talebani di aver fatto dell'Afghanistan una "colonia dell'India". Da Kabul dicono di volere il "dialogo". Tutto è iniziato lo scorso fine settimana quando dall'Afghanistan orientale sono arrivate notizie di raid aerei attribuiti alle forze pakistane con un bilancio di 18 civili uccisi, bambini compresi, e anche di operazioni nella provincia di Nangarhar e in quella di Paktika. Il Pakistan, dove i militari restano l'istituzione più potente, confermava di aver preso di mira "sette campi e covi di terroristi", parlando di "risposta" a una recente ondata di attacchi suicidi in terra pakistana. Il ministero della Difesa del governo talebano minacciava una "risposta adeguata". Poi nelle scorse ore gli afghani avrebbero attaccato postazioni pakistane al confine. E il Pakistan, come riferito dalla tv pakistana, ha annunciato l'avvio dell'operazione "Ghazab lil-Haq" ('Operazione Giusta Furia'), contro "il regime dei Talebani dell'Afghanistan" dopo l'"aggressione immotivata". Raid aerei delle forze di Islamabad, hanno riportato i media pakistani, hanno colpito "siti militari" a Kabul, con sei milioni di abitanti, Paktia e Kandahar, considerata la 'culla' dei Talebani, dove si ritiene viva il leader supremo Haibatullah Akhundzada. A Kabul, secondo una fonte militare afghana citata dal New York Times, è stato bombardato almeno un deposito di munizioni. Dalla capitale afghana hanno raccontato alla Cnn di aver sentito una forte esplosione nel cuore della notte e di come siano poi seguite ore di paura. Dal distretto di Baizai, nel nordovest del Pakistan, hanno riferito alla rete americana di aver sentito "una serie di esplosioni" nella notte e di boati che sono andati avanti anche stamani. Il Pakistan afferma di aver ucciso 133 combattenti Talebani, dall'Afghanistan hanno parlato di otto "soldati" uccisi e sostengono di aver eliminato 55 militari pakistani. Il ministro dell'Informazione del governo di Islamabad, Attaullah Tarar, ha accusato su X combattenti dei Talebani del Pakistan di aver cercato di sferrare attacchi con droni contro le zone di Abbotabad, Swabi e Nowshera, nel nordovest del Pakistan, e ha parlato di episodi che "dimostrano ancora una volta legami diretti tra il regime dei Talebani dell'Afghanistan e il terrorismo in Pakistan". Islamabad accusa da tempo i Talebani del Pakistan per le violenze in terra pakistana e punta il dito contro Kabul, che - dicono le autorità pakistane - consente loro di vivere in territorio afghano. Kabul respinge da sempre ogni addebito. Lo scambio di accuse è continuo. E, sottolinea il Nyt, in privato funzionari afghani hanno riconosciuto la presenza di Talebani del Pakistan in Afghanistan. Secondo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il governo afghano ha fornito armi, anche droni, ai Talebani del Pakistan. Le zone di confine hanno subito per decenni le conseguenze dell'insorgenza. Molti degli ultimi attacchi sono stati messi a segno con armi americane abbandonate durante il ritiro del 2021, ha denunciato la Cnn dopo un servizio in quelle che ha descritto come tra le aree più pericolose del Pakistan in cui alla troupe sono stati mostrati centinaia di fucili, mitragliatrici e fucili di precisione di fabbricazione americana finiti nelle mani di 'nuovi' jihadisti e insorti. Secondo dati che la rete cita spiegando che le sono stati mostrati dai militari pakistani, solo lo scorso anno in attacchi dei militanti nel Paese sono rimaste uccise più 1.200 persone, compresi militari e civili, il doppio rispetto al 2021. Stando ai dati del Pak Institute for Peace Studies, con sede a Islamabad, l'anno scorso sono state uccise in Pakistan più di 440 persone in attacchi dei Talebani del Pakistan e l'80% erano delle forze di sicurezza. Ma c'è anche altro che alimenta le tensioni. Molti Talebani dell'Afghanistan, ha detto a novembre alla Cnn il ministro della Difesa del governo di Islamabad, hanno ancora proprietà e parenti in Pakistan. Nel post su X Asif ha accusato l'Afghanistan di "esportare il terrorismo". Il quadro, sintetizza la rete americana, vede un Pakistan - dotato di armi nucleari - con un apparato della difesa sofisticato, mentre l'Afghanistan dispone di una "forza unica e unificata", stimata in meno di 200.000 uomini. Ovvero i Talebani, che non hanno le armi pesanti del vicino Pakistan, ma sono 'abituati' a decenni di guerra asimmetrica. In passato con la mediazione di attori come Arabia Saudita, Qatar e Turchia si era riusciti a far rientrare le tensioni. Adesso "qualsiasi forma di rappresaglia da parte degli afghani sarebbe nei centri urbani del Pakistan" e "questa è una ricetta per il caos ed è il caos che cercano le reti terroristiche per proliferare", ha commentato Abdul Basit della S. Rajaratnam School of International Studies, citato dalla Cnn.
(Adnkronos) - "La dinamica del 2025 dimostra che il comparto delle costruzioni ha mantenuto una traiettoria positiva anche in una fase di normalizzazione del mercato". Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche. "A dicembre - spiega - l’indice della produzione segna un incremento di oltre il 5% rispetto a dicembre 2024, mentre nell’intero 2025 la crescita si attesta al +4,8% nei dati corretti per i giorni lavorativi. Secondo stime del Centro studi di Argenta Soa nell’ultimo triennio si è registrata una crescita cumulata di quasi il 16%. Sono numeri che confermano la solidità della base produttiva del settore". "Anche dopo la rimodulazione degli incentivi sulle abitazioni - osserva - il comparto ha continuato a offrire un contributo positivo alla crescita del Pil italiano e all’occupazione. Negli ultimi tre anni sono stati creati oltre 200 mila nuovi posti di lavoro, secondo le stime del nostro Centro Studi. Il passaggio del testimone dall’edilizia residenziale a quella non residenziale, trainata dal Pnrr, è stato cruciale per garantire continuità alla dinamica produttiva”. “Le opere pubbliche - ricorda - rappresentano oggi il principale fattore di sostegno del settore. Nel 2025 gli investimenti in costruzioni pubbliche sono cresciuti in modo sostenuto, con un incremento del +21% secondo Ance. Inoltre, oltre la metà della spesa Pnrr finora realizzata riguarda direttamente il settore delle costruzioni, con un forte coinvolgimento degli enti locali e dei grandi operatori pubblici, in particolare nel comparto ferroviario". “Il 2026 - afferma Giovanni Pelazzi - sarà l’anno della prova di maturità. Una quota rilevante delle opere previste dal Pnrr riguarda le infrastrutture ferroviarie, con quasi 23 miliardi di euro impegnati sulla rete nazionale. E' uno dei capitoli più consistenti dell’intero Piano. Secondo le ricognizioni più recenti, Rfi ha già sostenuto una spesa nell’ordine dei dieci miliardi di euro sulle risorse Pnrr assegnate, segno che una parte significativa degli interventi è entrata nella fase esecutiva”. “Resta tuttavia - avverte - un elemento di attenzione: circa il 30% dei progetti di lavori pubblici presenta un avanzamento più lento rispetto ai cronoprogrammi iniziali. È un dato che richiama alla complessità tecnica e procedurale delle opere infrastrutturali. Parallelamente, il 2026 si apre con oltre 1.300 cantieri ferroviari attivi sulla rete nazionale, a testimonianza di una fase realizzativa ormai diffusa su larga scala”. “Questa concentrazione dei cantieri - sottolinea - può diventare un fattore di accelerazione produttiva per il comparto, a condizione che gli avanzamenti siano reali e accompagnati da continuità finanziaria. Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una leva industriale diretta per l’edilizia. Ogni investimento attivato coinvolge imprese generali, aziende specializzate, operatori impiantistici e fornitori lungo tutta la catena del valore. E' qui che il Pnrr diventa economia reale”. “In questo contesto - dice - le attestazioni Soa assumono un ruolo centrale, perché costituiscono il presupposto per la partecipazione alle gare pubbliche di importo rilevante e certificano la capacità tecnica ed economica delle imprese impegnate nelle opere più complesse. La qualificazione non è un adempimento formale: è uno strumento di garanzia per la realizzazione efficace degli interventi. Il 2025 ha dimostrato che il settore delle costruzioni sa reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari. Il 2026 dirà se gli investimenti ferroviari del Pnrr riusciranno a consolidare questa crescita trasformandola in sviluppo strutturale per le imprese e per il Paese”.
(Adnkronos) - Ecologia integrale, cooperazione tra Europa e Stati Uniti, innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente, responsabilità dei media globali e sostenibilità dei grandi eventi: sono questi i temi che saranno al centro del XVII Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, promosso da Greenaccord Ets e in programma a Treviso dal 18 al 21 marzo 2026 con il titolo 'Building Future Together - Un’umanità nuova con sete di futuro'. Per quattro giorni Treviso diventerà una redazione globale diffusa, accogliendo oltre 100 giornalisti provenienti da più di 40 Paesi insieme a rappresentanti istituzionali, amministratori pubblici, imprese innovative, accademici ed esponenti del mondo della cultura. Il Forum si svolgerà tra Ca’ dei Carraresi e la Camera di Commercio di Treviso e Belluno e si articolerà in una sessione inaugurale e sei sessioni tematiche dedicate ai nodi cruciali della transizione ecologica e alla costruzione di una visione condivisa di ecologia integrale, capace di tenere insieme ambiente, economia, dimensione sociale e responsabilità culturale. L’edizione 2026 assume una valenza strategica per la costruzione di un ponte strutturato tra il Triveneto e lo Stato del Colorado. Territori accomunati da identità montana, forte vocazione sportiva e turistica, sistemi produttivi dinamici e crescente attenzione alle politiche ambientali, Veneto e Colorado saranno protagonisti di un confronto concreto su mobilità sostenibile, pianificazione territoriale, tecnologie pulite, economia montana e governance della sostenibilità. Tra i relatori internazionali sono attesi rappresentanti istituzionali e imprenditoriali del Colorado, insieme a protagonisti dell’innovazione tecnologica statunitense, a testimonianza di un dialogo che guarda alle Montagne Rocciose e alle Dolomiti come territori laboratorio di cooperazione transatlantica. Un focus centrale sarà dedicato alla sostenibilità dei grandi eventi internazionali, con un approfondimento specifico sul modello dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Nella sessione inaugurale interverrà Gloria Zavatta, Sustainability & Impact Director di Milano Cortina 2026, per illustrare il rapporto di sostenibilità dei Giochi e le strategie adottate per ridurre l’impatto ambientale e garantire un’eredità positiva per i territori ospitanti. Il Forum offrirà inoltre uno sguardo globale grazie alla presenza di Jinfeng Zhou, segretario generale della China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation, che porterà l’esperienza cinese nel campo della tutela della biodiversità e della cooperazione ambientale internazionale. Il confronto tra modelli europei, nordamericani e asiatici contribuirà a rafforzare il carattere autenticamente globale dell’iniziativa. Grande attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle piattaforme digitali e dell’industria culturale nella costruzione del dibattito ambientale. Interverranno Andy Thompson, dirigente internazionale attualmente International Technologist di Meta con una lectio magistralis sull’impatto delle notizie ambientali sulle piattaforme social, e Hanna Grahn, Head Sustainability and Climate Action di Spotify, che affronterà il tema della musica e dei contenuti culturali come strumenti di consapevolezza e responsabilità collettiva. Il programma affronterà inoltre il rapporto tra natura e bellezza, economia del benessere, rigenerazione urbana, bioarchitettura, agricoltura sostenibile, filiere del cibo, tecnologia digitale, ecologia della mente e dell’anima. Una sessione conclusiva sarà dedicata al ruolo dei media e dei giornalisti della rete Greenaccord, con la consegna del Greenaccord International Media Award a una realtà nordamericana impegnata nella narrazione delle sfide climatiche. "In un tempo segnato da conflitti, crisi climatiche e incertezze geopolitiche - dichiara Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord - abbiamo bisogno di ricostruire un orizzonte comune. L’ecologia integrale non è uno slogan, ma una visione che tiene insieme ambiente, giustizia sociale, economia e spiritualità. Con questo Forum vogliamo offrire ai giornalisti e alle istituzioni uno spazio di dialogo autentico tra Europa e America, ma anche tra Occidente e Asia, tra tecnologia e cultura. Solo costruendo ponti e assumendoci una responsabilità condivisa possiamo generare un futuro credibile per le nuove generazioni". "In un mondo lacerato dalla violenza e dalla prepotenza, avvertiamo il bisogno di tornare a frequentare la gentilezza e la convivialità delle differenze. Il nuovo Forum internazionale di Greenaccord - sottolinea il segretario generale dell'organizzazione, Giuseppe Milano - non nasce con la sola ambizione di raccontare la complessità contemporanea, tra innovazioni straordinarie e relazioni internazionali virtuose, ma anche e soprattutto di provare a costruire insieme una diversa visione di società, più giusta e inclusiva, in cui la giustizia sociale e ambientale siano saldate nella pace e nella prosperità intergenerazionale e crossterritoriale".