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(Adnkronos) - Un capogabinetto deve essere espressamente autorizzato prima di rilasciare interviste? "Normalmente quando il capogabinetto parla di cose attinenti al mondo governativo è d'accordo con il ministro. Io nella mia esperienza di quattro volte capogabinetto ho parlato sempre in accordo con il ministro. Però i capogabinetti e i ministri sono fatti a modo loro", spiega rispondendo all'Adnkronos il professore di Diritto costituzionale all'Univeristà Roma 3 Alfonso Celotto, già capogabinetto del Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, del Ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, del Ministro della Salute Giulia Grillo, del ministro per le riforme e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ma si è mai chiesto se esiste una norma di condotta che stabilisce la necessità di autorizzazione del ministro? "Ma scherziamo? "Non è una questione di comma 12. E' un problema di etichetta, di rapporti con il ministro", risponde il giurista, veterano di incarichi istituzionali ministeriali tanto da avere anche ricoperto il ruolo di capo dell'ufficio legislativo del Ministero delle Politiche europee (ministro Emma Bonino), del Ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli, del Ministro per lo Sviluppo Economico (con Federica Guidi) e di Consigliere giuridico del Ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti. Che ne pensa quindi delle recenti dichiarazioni di Giusi Bartolozzi? "Ah non lo so. Certo gli animi si stanno un po' inasprendo". (di Roberta Lanzara)
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.