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(Adnkronos) - Dopo l'attacco all'Iran, Donald Trump coglie l'occasione di un punto stampa con il Cancelliere tedesco Merz per 'bacchettare' in diretta quei Paesi europei che hanno apertamente rifiutato di offrire sostegno all'operazione Usa o 'rei' di non collaborare abbastanza nelle prime fasi dei raid. Nel mirino del tycoon finiscono così la Spagna ma anche la Gran Bretagna, con una stoccata in particolare al premier Keir Starmer. Nei primi giorni dell'operazioni militare contro l'Iran, alcuni Paesi "sono stati d'aiuto, altri no", le parole di Trump, che ha iniziato dagli elogi prima di passare alla 'lista nera': "La Germania è stata ottima. Altri sono stati molti bravi. Il capo della Nato, Mark Rutte, penso sia fantastico" ma "altri europei sono stati terribili...". Ed è così che, davanti ai giornalisti, il leader Usa ha quindi annunciato lo stop agli scambi commerciali con la Spagna, il cui "terribile" governo di Pedro Sanchez ha rifiutato di consentire agli aerei statunitensi di utilizzare le sue basi per attaccare l'Iran e si è opposto all'aumento dei fondi per la difesa nell'ambito della Nato. "La Spagna si è comportata in modo terribile. Ho detto a Bessent di interrompere il commercio con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con loro", l'attacco di Trump. Trump si è poi scagliato contro il premier britannico Keir Starmer per il rifiuto iniziale a concedere l'utilizzo di basi militari britanniche nell'operazione militare in Iran. "Non sono contento del Regno Unito - ha detto Trump parlando ai giornalisti -. Ci sono voluti tre o quattro giorni per capire dove potevamo atterrare. Non abbiamo certo a che fare con Winston Churchill". Già dopo le prime ore dei raid, la Spagna si era smarcata del tutto dagli Usa, rifiutando apertamente il sostegno all'operazione voluta da Trump con Israele. "Ogni Paese prende le proprie decisioni di politica estera. La Spagna ha una posizione molto chiara: la voce dell'Europa deve essere in questo momento una voce di equilibrio e moderazione, lavorare per la de-esclation e perché si torni al tavolo negoziale", aveva spiegato il ministro degli Esteri spagnolo, Jose Manuel Albares. "Una logica di violenza come quella che stiamo vivendo porta ad una spirale di violenza e azioni militari unilaterali fuori dalla Carta delle Nazioni Unite, fuori da qualsiasi azione, nessuno ha un obiettivo chiaro. L'Europa deve difendere il diritto internazionale, la de-escalation e i negoziati". La posizione della Spagna di non sostenere gli attacchi all'Iran ha spinto il Pentagono a ritirare una decine di aerei cisterna KC-135 dispiegati nella base di Moron de la Frontera, e, in misura minore, a Rota, usati per il rifornimento in aria dei caccia, ha confermato la ministra della Difesa, Margarita Robles, sottolineando che gli accordi di cooperazione, che stabiliscono le regole per la permanenza delle truppe americane in Spagna, prescrivono che queste "devono operare nell'ambito della legalità internazionale" mentre ora sono impegnate in azioni unilaterali, senza il sostegno di organizzazioni multinazionali, come Onu, Nato e Ue. "Le basi non daranno appoggio, a meno che non sia necessario dal punto di vista umanitario", ha aggiunto, sottolineando che fino a quando "non ci sarà una soluzione, il trattato non sarà applicato". Dal canto suo, il premier britannico Keir Starmer nelle scorse ore aveva già confermato alla Camera dei Comuni che la Gran Bretagna non prenderà parte alla fase iniziale degli attacchi. "Riteniamo che il modo migliore per andare avanti nella regione e per il mondo sia una soluzione negoziale in cui l'Iran accetti di rinunciare a qualsiasi aspirazione a sviluppare armi nucleari e di cessare le sue attività destabilizzanti nella regione", aveva dichiarato il premier, precisando che la sua è "la posizione che hanno da tempo i successivi governi britannici". "Il presidente americano Donald Trump ha espresso il suo disaccordo con la nostra decisione di non essere coinvolti con gli attacchi iniziali. Ma spetta a me decidere cosa è negli interessi nazionali britannici. Ed è quello che ho fatto e a cui mi attengo".
(Adnkronos) - "Ringrazio la ministra Calderone per aver scelto la nostra sede per evento così importante e strategico. Si parlerà di un futuro sempre più presente, un grande tema per la società non solo italiana e europea: come governare l'intelligenza artificiale, guardando in particolare all'impatto sul mondo del lavoro". Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità', promosso dal ministero del Lavoro e in corso nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, in piazza di Pietra, presso la sede della Camera. E Tagliavanti ha sottolineato la necessità di accelerare per l'economia italiana e di trovare le competenze adeguate per le imprese. "C'è una forte domanda di lavoratori, ma il 36% di questa domanda è di qualifiche digitali e 10% di alto livello. La domanda è se il mercato è in grado di fornire queste professionalità", ha conclude Tagliavanti.
(Adnkronos) - “La direttiva di recente introduzione del settembre 2025 ha reso obbligatori dei target che a livello di Sdgs, quindi a livello di Nazioni Unite, non erano obbligatori per diversi settori, in particolare quelli che vengono ritenuti i maggiori produttori di sprechi e, quindi, distribuzione e livello di consumo domestico". Sostiene Carola Ricci, professore associato di Diritto internazionale Università di Pavia e istituto di Studi superiori di Pavia e delegata allʼAfrica e alla Cooperazione internazionale per l'Università di Pavia, intervenuta al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. "Tuttora, anche alla luce della nuova normativa, mancano dei metodi di misurazione che siano uniformi sia a livello europeo, sia a livello nazionale, comportando difficoltà nel definire realmente a che punto siamo e dove vogliamo andare. Ci tengo a sottolineare che l’Italia è ben preparata a queste modifiche normative. Siamo al decimo compleanno della Legge Gadda e siamo stati tra i pionieri nell’applicare la piramide invertita della riduzione dell’eccedenza alimentare anche a favore dei più bisognosi, incentivando le imprese e dando una definizione di eccedenza che mancava a livello nazionale", aggiunge Ricci. "Per quanto riguarda la ristorazione scolastica, grazie a fondi e progetti come Onfoods, si è riusciti a ridurre gli sprechi coinvolgendo famiglie e personale scolastico, proponendo una dieta più sostenibile e bilanciata per i minori. Questo approccio multisettore, promosso anche dalla Legge Gadda e allineato con le direttive europee, è la via migliore per tradurre le raccomandazioni in azioni concrete", conclude.