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(Adnkronos) - Eclissi totale di luna, oggi martedì 3 marzo, primo grande evento astronomico del 2026. Caratterizzata dal tipico colore rosso scuro del nostro satellite - e per questo soprannominata 'Luna di sangue' - l'eclissi totale avverrà quando disco lunare, Sole e Terra saranno perfettamente allineati e il satellite entrerà nel cono d'ombra terrestre. Un'eclissi lunare, spiega la Nasa, si verifica quando la Terra passa direttamente tra il Sole e la Luna, proiettando un'ombra gigantesca sulla superficie lunare e tingendo la Luna di un intenso rosso-arancio. Questo allineamento può verificarsi solo durante la fase di Luna piena . È possibile osservare un'eclissi lunare senza attrezzature speciali. Per un'esperienza di osservazione più spettacolare, consiglia la Nasa, bisogna tuttavia cercare un ambiente buio, lontano dalle luci intense. Anche un binocolo o un telescopio possono migliorare la vista. Durante un'eclissi lunare totale, la Luna appare di colore rosso scuro o arancione. Questo perché il nostro pianeta impedisce alla maggior parte della luce del Sole di raggiungerla, e la luce che raggiunge la superficie lunare viene filtrata attraverso una spessa fetta dell'atmosfera terrestre. È come se tutte le albe e i tramonti del mondo fossero proiettati sulla Luna. Per spiegare il fenomeno, la Nasa ha realizzato un'animazione ad hoc. Questa volta, purtroppo, l'eclissi totale non sarà visibile in Italia. Il tutto infatti avverrà a partire dalle 12.04 ora italiana per finire circa un'ora più tardi. A poter ammirare l'evento in serata saranno invece l'Asia orientale e l'Australia, per tutta la notte nel Pacifico e nelle prime ore del mattino in Nord e Centro America e nell'estremo ovest del Sud America. L'eclissi sarà parziale in Asia centrale e in gran parte del Sud America. Nessuna eclissi sarà invece visibile in Africa o in Europa. L'unica occasione per poterla ammirare 'da vicino' sarà quindi vederla attraverso le numerose dirette online durante l'evento.
(Adnkronos) - Oggi in occasione dell’evento 'Ia nel mondo del lavoro, la visione umanocentrica dell’intelligenza artificiale', realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l'Inail ha presentato alcuni dei suoi progetti più innovativi e ha ricordato come l'Intelligenza artificiale sia stata applicata alle istruttorie dei progetti Isi. Nato nel 2010, il bando Isi è uno strumento strutturale delle politiche per la prevenzione, grazie ai finanziamenti a fondo perduto destinati alle aziende che adottano soluzioni tecnologiche, organizzative e gestionali per aumentare gli standard di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. A partire dal 2017, l’Inail ha investito sulla digitalizzazione e il modello di processo è stato rinnovato, prevedendo la standardizzazione delle tipologie di interventi ammissibili, la tracciabilità di ogni singolo evento di variazione di stato della pratica, la scomposizione dell’attività di valutazione tecnico-amministrativa dei progetti in singoli controlli elementari, la compilazione online delle perizie e la digitalizzazione di tanti altri documenti. Significativi sono stati anche i cambiamenti delle modalità di relazione con l’utenza, attraverso un modello totalmente digitalizzato, anche per le richieste di chiarimenti o integrazione a supporto dell’attività istruttoria. Ciò ha posto le basi per introdurre soluzioni evolute attraverso il supporto di algoritmi e modelli di intelligenza artificiale, grazie all’attivazione di analisi complesse che permettono di raccogliere informazioni, regole, relazioni. Le innovazioni introdotte consentono di applicare i modelli di Ia alla valutazione dei requisiti del bando per le domande, seguendo i percorsi valutativi dei professionisti tecnici e dei funzionari amministrativi e proponendo soluzioni fondate su un’ampia base dati presenti nel sistema e su casi analoghi. La valutazione assistita dall’Ia per alcuni requisiti è già disponibile in sperimentazione per alcuni utenti esperti. L’obiettivo ulteriore è realizzare un Osservatorio che raccolga le migliori esperienze da trasformare in 'casi tipo' a vantaggio dell’utenza, quale ventaglio di soluzioni di finanziamento ammesse dal Bando Isi per la specifica lavorazione. Le potenzialità dell’Ia consentono di predisporre per ogni tipologia di progetto delle schede informative, veri e propri casi d’uso. Si tratterà, in definitiva, di estrarre dalla base di conoscenza le esperienze positive e presentare all’impresa le possibili soluzioni ammissibili; in prospettiva, questo patrimonio di conoscenze potrà essere utilizzato per affiancarla nella fase di domanda per migliorare anche la qualità dei progetti Inail.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.