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(Adnkronos) - La separazione tra Al Bano e Romina Power, ufficializzata nel 1999, resta una delle pagine più dolorose della musica italiana. Una rottura segnata dalla scomparsa della figlia Ylenia nel 1994, evento che ha inciso sugli equilibri della coppia. Se per Romina rimarrà sempre di base "un grande amore", diversa è la posizione di Al Bano che ospite oggi a Verissimo ha detto: "Per me non è così. Certo è meglio che per lei rimanga l'idea dell'amore e non quello dell'odio. Io ho dovuto rispettare la sua decisione, che brutto periodo che è stato. Tutto avrei pensato in quel periodo ma non che sarebbe finita la favola tra me e Romina". Il cantante di Cellino San Marco ha parlato di un "rapporto straordinario", costruito tra sacrifici e successi condivisi: "Era un'unione così bella che faceva invidia al mondo ma a me non interessava. Non è stato facile sopportare questa rottura, ma ce l'ho fatta. Poi è arrivata una nuova primavera", ha aggiunto facendo riferimento alla nuova fase della sua vita sentimentale: da 25 anni al fianco di Loredana Lecciso. Spazio, poi, alla polemica su 'Felicità', brano simbolo della coppia. Recentemente Romina ha dichiarato che si sentiva a disagio a cantarla perché la reputava una canzone "banale". Una dichiarazione che Al Bano ha commentato con ironia: "Quante ne vorrei canzoni banali così... milioni e milioni di persone che ancora oggi dopo 42 anni amano e impazziscono per quella canzone". E ha ricordato: "Lei una volta mi disse 'ma perché quando canto da sola non succede niente e quando cantiamo insieme arriva il successo?'. Beh, Fatti una domanda e datti una risposta. È felicità sia", ha aggiunto. Nonostante tutto, non sono mancate parole di riconoscimento di Al Bano verso Romina: "Ma lei è stata brava, eccezionale, mi ha regalato dei sentimenti straordinari. Lei è nata in una famiglia dove ognuno dei suoi familiari avevano alle spalle tanti divorzi, io non sapevo quanto sarebbe durato il nostro matrimonio ma sapevo che non volevo perdere niente di quell'unione. Era un feeling straordinario, vivevo con una carica emotiva quotidiana che non è mai passata".
(Adnkronos) - "E' una bella botta per gli obiettivi che si poneva il Presidente e sicuramente l'agenda economica proposta dall'Amministrazione viene sconvolta perché le tariffe erano state utilizzate chiaramente in violazione dalle norme Costituzionali e quindi invocando uno stato di emergenza, ma di fatto servivano a degli obiettivi economici e politici di altro genere. Quindi vedremo adesso dei cambiamenti forti". Così, conversando con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro Reichlin, sui possibili effetti della decisione della Corte Suprema che ha stabilito che il presidente Usa, Donald Trump ha violato la legge federale imponendo in modo unilaterale dazi globali. Per Reichlin, professore di Economia alla Luiss 'Guido Carli', innanzitutto "c'è da tenere d'occhio l'andamento del dollaro, probabilmente mi aspetto che ci sarà una discesa. Però immagino anche comunque con una situazione di turbolenza relativa sul mercato dei cambi. Poi vedremo". La decisione della Corte Suprema è arrivata quasi in contemporanea con l'annuncio della visita di Trump in Cina, in programma dal 31 marzo al 2 aprile prossimi. "Trump puntava ad andare in Cina -spiega Reichlin- evidentemente con ben altre aspettative. In questo momento credo che dovranno riflettere, l'Amministrazione dovrà riflettere su quello che dovranno fare con la Cina. Certamente la Cina è uno dei Paesi che aveva reagito in modo più duro all'aumento minacciato delle tariffe e questa resistenza della Cina ha poi prodotto il risultato che quelle tariffe si erano state già abbassate in maniera abbastanza forte. Però comunque l'uso delle tariffe da parte di Trump è parte della sua politica in questo momento. Se questo strumento è svuotato è chiaro che tutta la politica di Trump nei confronti dei partner commerciali dovrà un po' essere rivista", sottolinea l'economista. Ma per lo studioso ora la situazione è aperta a diversi scenari. "Adesso io non so prevedere che cosa succederà. Ma certamente il Presidente potrebbe utilizzare altri strumenti. Ovviamente forse nei confronti della Cina possono essere utilizzati degli strumenti commerciali che sono stati già utilizzati nel passato anche da Biden. Ma io penso che la conseguenza principale di questa decisione della Corte Suprema, piuttosto che con la Cina, sarà riguardo al Canada e tutti i Paesi partner commerciali con cui il governo non può invocare delle motivazioni che hanno a che fare con la sicurezza nazionale", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - BolognaFiere annuncia il lancio di BeFire, nuova manifestazione fieristica internazionale dedicata al mondo del fuoco e del riscaldamento a biomassa, in programma a Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027. Con l’organizzazione di BeFire, BolognaFiere - spiega una nota - rafforza ulteriormente il proprio calendario inaugurando a Bologna un progetto concepito fin dall’origine come piattaforma europea, capace di superare i confini dei singoli mercati nazionali e di diventare un punto di riferimento per l’intera filiera continentale. L'evento intende dare visibilità, valore e prospettiva ad uno dei comparti strategici della transizione energetica. Oggi l’energia prodotta da biomassa - legna da ardere, pellet e cippato - rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile in Italia e la seconda per il riscaldamento domestico. BeFire si propone come una piattaforma internazionale di riferimento per il business, l’innovazione e il confronto tra tutti i protagonisti della filiera. Per tre giorni, BeFire creerà opportunità di networking e presenterà le più importanti novità tecnologiche del comparto, valorizzando i risultati raggiunti dai produttori nella riduzione delle emissioni di polveri sottili, nel miglioramento dei rendimenti degli apparecchi e nelle soluzioni dedicate alla qualità dell’aria. Ampio spazio sarà riservato anche alle start-up, soprattutto a quelle impegnate nello sviluppo di tecnologie avanzate e nuove applicazioni. BeFire sarà anche occasione per rafforzare le relazioni internazionali, costruire nuove partnership e riscoprire il valore culturale ed emozionale del fuoco “BeFire nasce per rafforzare la competitività di un settore strategico per la transizione energetica - dichiara Antonio Bruzzone, Ceo di BolognaFiere - Vogliamo costruire una piattaforma europea di riferimento in cui industria, filiera, istituzioni e mercato possano confrontarsi in modo strutturato su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e allineamento normativo. Un luogo capace di accompagnare l’evoluzione del riscaldamento a biomassa, valorizzandone il contributo industriale, energetico e occupazionale. BeFire rappresenterà al meglio la vocazione internazionale di BolognaFiere. Questo comparto ha bisogno di allargare i propri confini, di spingere sull’innovazione non solo di prodotto ma anche di modello di business, e di ritrovare il valore estetico ed emozionale del fuoco”.