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(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. E' in libreria con Mondadori 'Non vi sarà più notte' di 'Leonardo Colombati. San Pietroburgo, 1900. Vasilij “Baz” Kozlov, diciotto anni, è in partenza per Parigi, pronto a sfidare col suo reggimento Inghilterra, Francia e Germania in una partita di tennis: da quasi un secolo, infatti, a risolvere le dispute internazionali non sono più le guerre ma i tornei sportivi. Alla stazione di Berlino però entra in scena Cécile, promessa sposa di un ufficiale francese con cui il nostro eroe dovrà incrociare la racchetta… Quella partita piegherà la curva del suo destino, portandolo in America, dove diventerà marito e padre (non proprio in quest’ordine) e incontrerà gangster, spie, ballerine, politicanti, attori di vaudeville, venditori di pozioni magiche, astrofisici, divi del cinema muto, escapisti e galeotti; una folla di coloratissimi personaggi che abitano un mondo leggermente diverso dal nostro, perché l’armistizio ha favorito gli scambi tra i Paesi accelerando il progresso, e così il primo Novecento somiglia più a un romanzo di Jules Verne che a quello dei libri di Storia. Ma la pace sarà davvero perpetua? Storia di formazione e poi di guerra, racconto di mare ma anche on the road e diario di prigione, spy story e avventura post-apocalittica: Leonardo Colombati ci dà in pasto dosi massicce di Amore e Morte in un romanzo-mondo travolgente, dove convivono personaggi d’invenzione e figure reali come Isadora Duncan e Charlie Chaplin, Harry Houdini e il kaiser Guglielmo, tutti al servizio di Baz Kozlov, il superstite, che tenta fino alla fine di opporre al corso degli eventi la sua ottusa fiducia nella bontà dell’animo umano, con la speranza di ritrovare, al termine della sua odissea, l’unica persona che può davvero salvarlo. Sarà in libreria dal 6 marzo con Fazi 'Dalla stessa parte' di Michele Navarra. Alessandro Gordiani è caduto in una crisi profonda dopo la tragica conclusione dell’ultima causa di cui si è occupato. Si è ritirato nella sua casa al mare e ha deciso di abbandonare la professione. Dopo varie insistenze, la figlia Ilaria, diventata avvocato come lui, lo convince a tornare sui suoi passi per assumere la difesa di Ernesto Boni, il nuovo compagno di sua madre, accusato di omicidio colposo per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro per una morte bianca avvenuta nel suo cantiere. Un operaio, Giuseppe Cicerchia, è precipitato dal tetto di un capannone mentre eseguiva delle riparazioni di manutenzione e la colpa è stata imputata proprio a Ernesto Boni. Quello che all’apparenza sembra solo un terribile incidente, nasconde in realtà molto di più. Tra indagini serrate, quaderni scomparsi, minacce, tentativi di ricatto e attentati, anche alla vita della stessa Ilaria, Alessandro e i suoi colleghi faranno di tutto perché la verità possa venire a galla. Quella che sembrava solo una causa legale si trasformerà in un’avvincente caccia al colpevole in una storia piena di colpi di scena e rivelazioni inaspettate. Avvocato penalista dal 1992, Michele Navarra nel corso della sua carriera ha avuto modo di seguire alcune delle vicende giudiziarie più importanti della storia italiana, dalla strage di Ustica alle imprese della banda della Uno bianca. Nei suoi libri, ha creato il personaggio seriale dell’avvocato Alessandro Gordiani, presente anche nei romanzi 'Solo Dio è innocente' (2020), 'Nella tana del serpente' (2021), 'Una giornata cominciata male' (2022) 'Il peso del coraggio' (2023), e 'Per non aver commesso il fatto' (2024), tutti editi da Fazi Editore. Sarà in libreria dal 3 marzo con Sellerio 'E non è subito sera' di Jenny Erpenbeck. Una bambina muore nella Galizia asburgica di inizio Novecento. La madre, una ragazza ebrea sposata a un goj, un non ebreo, viene abbandonata dal marito e segue il proprio destino. Con la bambina muore anche la fanciulla che sarebbe diventata, l’adolescente, la giovane, la donna matura e infine la vecchia. Tante possibilità irrealizzate, ma che aleggiano da qualche parte proprio in quanto possibili. "Se per esempio quella notte la madre oppure il padre avesse preso una manciata di neve per infilarla sotto la camicia della bambina, allora forse la bambina avrebbe di colpo ripreso a respirare", allora il ventaglio dei vari futuri alternativi si sarebbe aperto. È quello che fa questo libro, in scanditi capitoli (separati da intermezzi) esplorando cosa sarebbe potuto essere della bambina nata nella Galizia asburgica. Vite possibili di una donna, originaria di una terra contesa e insanguinata, nei luoghi e nei tempi del Novecento europeo: la Vienna socialdemocratica del primo dopoguerra, il Reich nazista, l’Unione Sovietica delle purghe staliniane, la Berlino riunificata del post-comunismo. E ciascuna delle diverse possibilità scivola dentro l’altra: la giovane emigrata che cerca se stessa sfuggendo al conformismo della famiglia; la perseguitata comunista ed ebrea che spera rifugio nel paradiso in terra della Russia bolscevica; la vittima casuale del gulag staliniano; la affermata scrittrice privilegiata della DDR; in ultimo l’anziana signora berlinese che finisce la vita nella Germania unita. Tutti questi passati svaniscono come una nebbia, restando forse alcuni iconici oggetti agli altri incomprensibili, che portano il segno di pogrom dimenticati. Al di sotto, la linea continua e ininterrotta della storia che anzi decide, a ognuno dei bivi dell’esistenza, quale sarà la strada intrapresa. E infatti uno dei sensi di questo romanzo, scritto in una lingua precisa e tenace, sospesa tra il terrore e l’incanto, sta nell’incontro incandescente tra la vita e la storia. La vita, campo della possibilità, del caso, della scelta, e la storia unica e inesorabile necessità. Jenny Erpenbeck è nata a Berlino Est nel 1967 da padre di origini russe e madre polacca. Ha vinto con 'E non è subito sera' (2012, Sellerio 2026) l'Hans Fallada Prize. Con Sellerio ha pubblicato anche 'Voci del verbo andare' (2016), Premio Strega Europeo 2017, finalista al Deutscher Buchpreis, 'Di passaggio' (2019), 'Storia del la bambina che volle fermare il tempo' (2020), l’esordio che l’ha consacrata come astro nascente della letteratura tedesca contemporanea, 'Il libro delle parole' (2022), 'Kairos', tradotto in molti paesi, vincitore l’International Booker Prize 2024. Con Feltrinelli arriva in libreria 'Il fuoco di Venezia' di Giovanni Montanaro. Alla fine degli anni Sessanta, mentre l’uomo sta per mettere piede sulla Luna e il divorzio non è ancora legge, Elena Spina Torcellan gestisce da sola la Fornace dell’Est, nell’isola di Murano. È una donna in un mondo di uomini, che spesso le sono ostili, ma è anche competente e coraggiosa, ed è determinata a salvare la ditta insieme a Tiziano Zen, un giovane maestro vetraio, geniale e ombroso. Vengono da due mondi diversi – Elena dalla ricca borghesia, Tiziano da un sestiere popolare –, ma li unisce il vetro, li uniscono le collezioni che creano insieme, a partire dai Vetri Spaziali destinati a conquistare il mondo. Elena è già sposata e ha un figlio, ma tra lei e Tiziano nasce un amore che li accompagna per oltre cinquant’anni, un sentimento che resiste anche quando loro si perdono per poi ritrovarsi, mentre arde il fuoco del vetro, della Storia, di un incendio che forse spegnerà per sempre la Fornace dell’Est. Addii e fallimenti, sorprese e rinascite, serate alla Fenice e gite in laguna, ma anche le Brigate Rosse, la Mala del Brenta, Černobyl’ e l’11 Settembre, e infine la crisi economica. Com’è sorprendente Venezia vista con gli occhi di chi ci è nato e ci vive... In questo romanzo vitale e pieno d’amore, Giovanni Montanaro ce la restituisce come non era mai stata raccontata: non solo una città unica, ma anche una città come tutte le altre, e soprattutto un luogo ancora pieno di speranza e di futuro, di nuove generazioni che, nonostante tutto, scelgono di vivere affacciati sullo specchio luccicante e mutevole della laguna. Giovanni Montanaro (Venezia, 1983) è scrittore e avvocato. Ha scritto i romanzi La croce Honninfjord (Marsilio, 2007), Le conseguenze (Marsilio, 2009), Tutti i colori del mondo (Feltrinelli, 2012, Premio Selezione. In 'Non è mai troppo tardi' (Piemme) Silvio Garattini vuole ribaltare una delle convinzioni più diffuse e scoraggianti: che la prevenzione sia un privilegio dei giovani e che, superata una certa età, modificare le proprie abitudini sia non solo difficile, ma persino inutile. Con il suo stile rigoroso ma accessibile, Silvio Garattini passa in rassegna i comportamenti che influenzano più profondamente la qualità e la durata della vita, dimostrando come anche cambiamenti introdotti tardivamente possano produrre benefici concreti e misurabili. L'alimentazione, l'attività fisica, l'importanza del sonno, l'uso (o l'abuso) di farmaci, il nostro rapporto con le dipendenze, il valore dell'informazione, spesso volutamente deformata, l'educazione al benessere e la prevenzione primaria nei ragazzi: tutti pezzi di un mosaico che forma le persone che siamo e gli anziani che diventeremo e su cui ognuno di noi è chiamato a intervenire. Pagina dopo pagina, l'autore ci invita alla consapevolezza e alla responsabilità individuale, nella convinzione che il benessere non sia solo un fatto personale, ma un atto di solidarietà collettiva. Se la salute è una scelta quotidiana, allora ogni giorno è quello giusto: per smettere di fumare, per cambiare la nostra alimentazione, per vincere la pigrizia e iniziare a praticare sport. Perché vivere bene non è questione di fortuna, né soltanto di genetica: è una responsabilità, una conquista, una scelta che facciamo ogni giorno. E' sugli scaffali con Rizzoli 'Il colpevole' di Sergio Cusani. “Ognuno di noi vive tante vite, spesso anche molto differenti tra loro, ma c’è sempre un filo che le tiene assieme”. Per Sergio Cusani è il filo della politica, quella intesa nel senso più puro e nobile della parola, però. Sia quando, appena arrivato per studiare a Milano, sceglie il Movimento studentesco della Bocconi per attraversare il Sessantotto. Sia quando più maturo varca i cancelli del carcere per andare incontro alla sua “nuova libertà”. In mezzo ci sono gli anni spericolati di un Paese dove finanza e industria correvano ancora insieme. Cusani frequenta lo studio di Aldo Ravelli, il più importante commissario di Borsa italiano e si ritrova catapultato nei mercati finanziari. In quella fase incontra Serafino Ferruzzi, il fondatore del gruppo agroindustriale per cui lavorerà fino al drammatico epilogo degli anni Novanta e alla stagione degli arresti di Mani pulite. Anzi, del processo per eccellenza, quello della maxitangente Enimont. All’epoca erano in molti a considerarlo un “kamikaze”. Mentre tutti gli altri indagati cercavano di scappare, o di rovesciare la colpa su qualcun altro, o di negare, “io ero lì” scrive Cusani, come “testimone privilegiato”. Intorno a lui c’erano ad affannarsi “politici, esperti di finanza e giocatori sprovveduti, potenti e aspiranti tali, tecnici della colpa e magistrati affamati di popolarità, cronisti prezzolati e molti sbirri”. Ma un solo colpevole. Lui. Con sorprendente sincerità, Sergio Cusani traccia una memoria unica e un monito: “Se ci si vuole emancipare da quella stagione di gravi errori e reati, occorre sapere con precisione il prima e il dopo. La verità è un mosaico pieno di tasselli vuoti, la verità processuale ancora di più”. Molti di questi tasselli sono raccontati qui. E' in arrivo il 5 marzo con Einaudi 'Il custode' di Niccolò Ammaniti. In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà piú sopportare. "Niccolò Ammaniti - afferma la casa editrice - scrive il suo romanzo d'amore piú pauroso, scavando nei desideri nascosti di un adolescente, Nilo Vasciaveo, che con la sua famiglia custodisce un segreto antico e letale". Sarà in libreria dal 3 marzo con Neri Pozza 'Distanza di sicurezza' di Romana Petri. Forse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce. Luciana Albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l’abbandono improvviso di suo marito Vasco. E se di giorno la vita la trascina lontano – la pittura che ormai l’ha resa un’artista conosciuta nel mondo, l’immortale cane Barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a sé stessa che è una vincente –, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perché? Vasco Dos Santos conosce la risposta, ciò che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. Conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare Roma e tornare nella sua Lisbona. In quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all’inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. Conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa. Luciana e Vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare ciò che è stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. Con questo romanzo, Romana Petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessità, e ci restituisce la verità dietro il sogno, la possibilità dietro la fine. Adelphi manda in libreria i taccuini di Henry James, 'Ormai non poteva succedere più nulla'. L'autore aveva un segreto: lo nascose nelle pieghe velenose della vita mondana, l’unica che gli fosse concesso di conoscere, e lo nascose ancor meglio nella sua prosa evasiva. Un segreto pronto a balzare alla gola dei protagonisti, e dell’autore, come la 'bestia nella giungla' di un suo celebre racconto che divora ogni cosa, anche chi si arrischia a darle un nome. L’occasione per penetrarlo la offriranno questi taccuini: un autentico forziere dove James custodì quel materiale umano – aneddoti, pettegolezzi, visite, pranzi, cene, passeggiate – che andava cogliendo fra i prodotti della civiltà perfezionata, e gli si presentava ogni giorno sotto forma di 'minuscolo germe per un minuscolo racconto'. Poi, secondo la formula ricorrente nei Taccuini, lo scrittore sarebbe andato a 'vedere un po’ i particolari'. In quel preciso istante cominciavano a vibrare le antenne narrative di James: ed è come se assistessimo al momento aurorale dell’invenzione narrativa. Subito dopo, eccolo delineare il profilo del racconto, con una tale perspicuità da non far rimpiangere che non sia mai stato narrato distesamente: era già stato scritto, nelle pagine dei Taccuini. Non occorreva di più.
(Adnkronos) - "Mentre in commissione Giustizia alla Camera emendamenti di carattere corporativo e lesivi della concorrenza vogliono cancellare, dalla legge delega di riforma della professione di commercialista, la giusta tutela delle attività svolte dai professionisti associativi ai sensi della Legge 4/2013, ed i vertici dei commercialisti interpretano sentenze di Cassazione e della Corte Costituzionale pro domo sua e non in modo oggettivo ed ovviamente ignorando la vera sentenza, questa si storica, della Corte Costituzionale n. 418/96 che ha ben definito il concetto di libertà di esercizio del lavoro autonomo professionale, i tributaristi dell’Istituto nazionale tributaristi (Int) hanno partecipato alla consultazione promossa dalla Commissione Ue sulla trasferibilità delle competenze per tutelare la concorrenza e il diritto al lavoro professionale". E' quanto si legge in una nota dell'Istituto nazionale tributaristi. "Si chiude infatti oggi, 27 febbraio 2026, la consultazione pubblica -continua la nota- sulla trasferibilità delle competenze al fine di agevolare la mobilità dei lavoratori nell'Ue, grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione, consultazione promossa dalla Commissione Europea nel dicembre scorso e segnalata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) definendola un’iniziativa strategica per rendere più trasparente il riconoscimento delle competenze anche nelle professioni non regolamentate, in ordini o collegi ai sensi della Legge 4/2013". L'Istituto nazionale tributaristi (Int) ha partecipato, prima rispondendo all'apposito questionario, poi con un intervento specifico sulle professioni ex lege 4/2013. L'Int è intervenuto con il suo presidente, Riccardo Alemanno, che ha così esposto: "In merito alla trasferibilità delle competenze e all’agevolazione della mobilità dei lavoratori nell'UE grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione evidenziamo, al di là di una necessaria omogeneità delle regole e dei modelli adottati nei vari Paesi Ue, che in ambito Ue esistono professioni regolamentate e professioni non regolamentate, anche nell’ambito di uno stesso settore, e che, come già indicato dalla Corte dei Conti europea, l'eccesso di regolamentazione costituisce un evidente ostacolo allo stabilimento di un professionista all'interno dei Paesi Ue". "Occorrono pertanto -ha continuato- nuovi strumenti per attestare le certificazioni e per individuare le competenze, ciò al fine di modernizzare i sistemi organizzativi e di riconoscimento esistenti nei Paesi UE, che spesso producono effetti negativi sulla possibilità di stabilimento. in Italia la legge 4/2013 (professioni non organizzate in ordini o collegi) ha introdotto l'utilizzo in ambito professionale di due tipologie di attestazioni delle competenze, si tratta dell'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati rilasciato dall'Associazione professionale di appartenenza e/o della certificazione ai sensi delle norme Uni (Ente italiano di normazione), a titolo esemplificativo la norma Uni 11511/2020 che definisce i requisiti relativi all'attività professionale del tributarista esercente attività professionale ai sensi della legge 4/2013", ha spiegato. "Tali certificazioni, rilasciate entrambe previa autorizzazione pubblica dei Ministeri competenti, devono essere adottate ai fini del riconoscimento delle competenze professionali all'interno dei Paesi Ue. Questa tipologia di certificazione, se adottata in modo uniforme dai Paesi Ue, garantire un più rapido ed efficace controllo, chiaro e trasparente, delle qualifiche e delle competenze che renderebbe più agevole lo stabilimento, nei vari Stati dell’Unione, dei professionisti", ha concluso.
(Adnkronos) - Nella settimana che ogni anno accende i riflettori sulla musica italiana, Cial - Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio - e Raf danno vita a una collaborazione speciale che porta al centro dell’attenzione il valore dell’alluminio e la sua capacità di rinascere infinite volte. L’iniziativa prende vita dall’incontro tra la missione del Consorzio - promuovere la raccolta e il riciclo di un materiale riciclabile al 100% e all’infinito come l’alluminio - e l’atteso ritorno di Raf al Festival di Sanremo 2026 con il brano 'Ora e per sempre', scritto insieme al figlio Samuele Riefoli. Con oltre quarant’anni di carriera, 14 album pubblicati in studio e più di 20 milioni di dischi venduti, Raf ha attraversato generazioni lasciando un segno riconoscibile nella musica italiana. La collaborazione si fonda su un’affinità spontanea tra il messaggio della canzone e la natura dell’alluminio: 'Ora e per sempre' racconta un legame che resiste al tempo e attraversa le trasformazioni della vita mantenendo intatta la sua forza, proprio come l’alluminio, capace di rinascere infinite volte senza perdere qualità. Un amore che dura 'ora e per sempre', un materiale che rinasce 'ora e per sempre': due storie parallele che parlano di continuità, cura e seconde possibilità. L’alluminio, infatti, può tornare a nuova vita infinite volte grazie a un gesto semplice e quotidiano come la corretta raccolta differenziata. Lattine per bevande, vaschette, scatolette, fogli sottili e bombolette in alluminio, se correttamente conferiti, diventano così risorse preziose che alimentano un ciclo virtuoso capace di ridurre l’utilizzo di materia prima e il consumo energetico. Per raccontare questi contenuti in modo accessibile e coinvolgente, Cial ha invitato Raf a partecipare a una speciale Ciallenge - Raf Edition, una video-sfida digitale pensata per unire intrattenimento e informazione, che vivrà sui canali social del Consorzio. Nel corso della divertente challenge, Raf è stato chiamato a rispondere ad un quiz legato alla raccolta differenziata dell’alluminio, alle sue possibilità di riciclo e agli oggetti che possono rinascere grazie al recupero del materiale. La domanda conclusiva ha creato un ponte diretto tra musica e sostenibilità: un titolo che racconta sia l’amore sia la capacità dell’alluminio di durare nel tempo. La risposta - 'Ora e per sempre' - ha sancito il successo della sfida. A conclusione della Ciallenge, Cial ha consegnato a Raf una Ricicletta personalizzata, da anni simbolo delle attività di sensibilizzazione del Consorzio e protagonista di tante iniziative nell’ambito di 'Ogni Lattina Vale', il progetto internazionale attivo in 21 Paesi e guidato in Italia da Cial per diffondere la cultura del riciclo delle lattine anche fuori casa. La Ricicletta è una city bike realizzata utilizzando l’equivalente di circa 800 lattine in alluminio da 33 cl riciclate. Leggera, resistente e completamente in alluminio, rappresenta un esempio concreto di ciò che il riciclo rende possibile: trasformare un imballaggio di uso quotidiano in un prodotto nuovo, durevole e funzionale. “Attraverso questa piacevole challenge con un artista autentico, riconosciuto da pubblici trasversali e perfettamente in sintonia con il messaggio che vogliamo condividere come è Raf, abbiamo portato, anche nel contesto musicale, l’attenzione su un materiale che può davvero trasformarsi all’infinito - dichiara Stefano Stellini, direttore generale di Cial - La Ricicletta ne è la prova tangibile: un esempio virtuoso di economia circolare, capace di unire sostenibilità, innovazione e creatività. Il riciclo dell’alluminio non è solo una buona pratica ambientale, ma un modello industriale maturo che permette di recuperare risorse preziose, ridurre le emissioni e contribuire a una crescita economica sostenibile. È un impegno che guardiamo con convinzione al futuro”.