ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Inversione di rotta meteo in arrivo sull'Italia, con la fine del caldo anomalo e lo stop della primavera anticipata che ha regalato alla Penisola giornate di sole e tepore. Nei prossimi giorni, avvertono gli esperti, faremo un brusco salto indietro nel tempo verso temperature e scenari tipicamente invernali: attesi temporali improvvisi e forte maltempo. Sono queste le previsioni per la giornata di oggi, venerdì 13 marzo, e per i giorni a venire. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma momenti instabili anche in una data che nel folklore e nella cultura popolare è da sempre associata alla scaramanzia: venerdì 13. Ebbene, dal punto di vista meteorologico, questa data porterà effettivamente un po' di "sfortuna" a chi sperava in un avvio di weekend soleggiato al Centro-Sud, dove esploderanno improvvisi e fastidiosi temporali. Le temperature si manterranno ancora miti nella giornata di venerdì, ma inizieranno a calare in modo sensibile al Nord-Ovest già a partire da sabato, per poi crollare sul resto della Penisola la prossima settimana. Il weekend di metà marzo sarà teatro di un peggioramento decisamente più marcato di quanto previsto negli ultimi giorni: questo cambiamento è dipeso dalla traiettoria incerta e "ballerina" del temibile Vortice Scozzese in discesa verso il Mediterraneo. Nelle scorse giornate, le elaborazioni modellistiche ci hanno tenuto col fiato sospeso: prima indicavano una rotta Scozia-Libia, poi Scozia-Marocco, fino a ieri sembrava confermato un tragitto verso l'Algeria. Nelle ultime ore, il colpo di scena: i modelli sono tornati alla rotta iniziale, la Scozia-Libia. Con questa traiettoria, l’Italia sarà colpita in modo molto più incisivo e si ritroverà divisa letteralmente a metà: ad ovest avremo forte maltempo, ad est tempo perlopiù asciutto. Sulle Alpi occidentali cadrà tanta neve oltre i 1000-1400 metri di quota sia sabato (giornata clou per i fenomeni) sia domenica. Sul versante tirrenico e sulle Isole Maggiori il meteo si manterrà spiccatamente instabile. Questo vortice scozzese non si limiterà a portare maltempo nel weekend, ma farà da apripista a una dinamica ben più fredda: la successiva “invasione balcanica”. Dalla prossima settimana scatterà un vero e proprio "Attacco da Est". Masse d'aria fredda, di lontana estrazione russa, affluiranno dai Paesi dell’ex Jugoslavia verso l’Italia. Questo flusso orientale porterà almeno 3 fronti perturbati, causando rovesci e un netto calo termico soprattutto sulle regioni adriatiche e al Sud. Pensate che tornerà la neve sugli Appennini fin verso gli 800 metri di quota! Arriverà dunque l'immancabile "colpo di coda" invernale. Si tratta di una fase molto delicata e pericolosa per l’agricoltura, a causa del forte rischio di gelate tardive su alberi e colture che, ingannati dai 22°C dei giorni scorsi, sono già in piena fioritura. Ma come è possibile avere colpi di coda invernali così freddi a fine marzo? La spiegazione è geografica e astronomica: a marzo le zone polari e subpolari conservano ancora l'immenso serbatoio di gelo accumulato durante la lunga e buia "notte polare" invernale appena conclusa. L'aria a quelle latitudini è ancora gelida, e basta che l'alta pressione si sposti in modo anomalo (come sta per accadere) per far scivolare queste correnti gelide verso sud, investendo in pieno il Mediterraneo e l'Italia. Non ci resta che tirare fuori di nuovo berretti e cappotti, le temperature scenderanno di 7-9°C. Venerdì 13. Al Nord: spesso soleggiato, locali nebbie. Al Centro: temporali e acquazzoni improvvisi specialmente nel pomeriggio. Al Sud: instabilità con scrosci di pioggia. Sabato 14. Al Nord: maltempo al Nord-Ovest con tanta neve sulle Alpi. Al Centro: nubi irregolari, rare piogge. Al Sud: entro sera peggiora in Saregna. Domenica 15. maltempo al Nord-Ovest, piogge sul Triveneto, neve sulle Alpi. Al Centro: cielo spesso coperto, rare piogge. Al Sud: instabile su Sardegna, Sicilia e ioniche. Tendenza: calo delle temperature con venti più freddi da est, piogge sul versante adriatico e meridionale, e neve in Appennino fino a 800 metri di quota.
(Adnkronos) - Adaptability e upskilling. Sono queste le due parole chiave che descrivono il mercato del lavoro di oggi. Dopo un biennio dominato dal dibattito sulle potenzialità delle nuove tecnologie, il 2026 si accinge a diventare l’anno della concretezza. Tutti i discorsi sull’intelligenza artificiale, sull’innovazione green e sull’industria 5.0 hanno smesso di essere proiezioni future e stanno diventando, sempre di più, realtà all’interno dei processi aziendali che non possiamo più ignorare. Questo cambio di paradigma si traduce, ovviamente, anche in una ricerca sempre più insistente di profili altamente qualificati e con competenze ibride, ovvero professionisti che, insieme alle hard skills, abbiano una visione di insieme per muoversi in contesti sempre più complessi. Competenze con una data di scadenza: il nuovo mercato del lavoro è sempre più dinamico. La velocità dell’innovazione ha ridotto drasticamente la vita delle hard skill. Secondo le ultime analisi di agap2 - multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’It - oggi le competenze tecniche hanno un ciclo di vita media di circa due anni prima di diventare obsolete. Non si tratta più, quindi, solo di imparare a usare nuovi strumenti, ma di abbracciare percorsi di formazione continui e dinamici per adattarsi a un ambiente in costante evoluzione e cambiamento. "Il 2026 - afferma Alessandro Rosati, Ceo di agap2 - rappresenta uno spartiacque: non basta più essere spettatori dell'innovazione, bisogna saperla gestire. La vera sfida nei prossimi mesi sarà trasformare la velocità del cambiamento in un asset strategico per anticipare le esigenze di mercato e fornire risposte concrete, precise e tempestive. La capacità di disimparare e imparare di nuovo diventa il vero vantaggio competitivo per i candidati, ma anche per le aziende. Oggi nessun professionista può limitarsi ad essere un semplice esecutore, ma deve essere un artefice del cambiamento con competenze in perenne aggiornamento per poter colmare il gap che si apre tra l’innovazione tecnologica che corre velocissima e le necessità di sviluppo del business”. Maquali saranno i professionisti più richiesti nel 2026? Ecco il quadro tracciato da agap2. -Energy manager e sustainability engineer: in vista dei traguardi del Green Deal, queste figure evolvono da semplici consulenti ad architetti della transizione. Non si limitano all'efficientamento energetico, ma riprogettano l'intero ciclo di vita del prodotto secondo i principi dell'economia circolare, integrando fonti rinnovabili e tecnologie di cattura della Co2 per garantire la resilienza operativa e il rispetto dei nuovi standard Esg. -Ingegnere dell’automazione 5.0: il 2026 segna il passaggio definitivo dall'automazione rigida a quella collaborativa e cognitiva. Questo professionista progetta ecosistemi dove robotica avanzata e operatori umani interagiscono in sinergia (Cobot), sfruttando il Cloud Manufacturing e l'Edge Computing per creare linee produttive iper-flessibili, capaci di auto-ottimizzarsi in tempo reale grazie ai dati di fabbrica. -AI implementation specialist (o AI architect): è l'anello di congiunzione tra la data science e il business concreto. Il suo compito non è la creazione di codici grezzi, ma l'integrazione strategica di AI generativa e modelli predittivi nei workflow aziendali. Agisce come un traduttore tecnologico che adatta i modelli linguistici e gli algoritmi di machine learning per automatizzare decisioni complesse e personalizzare l'esperienza del cliente su scala industriale. -Cybersecurity governance consultant: con l'adozione della normativa Nis2 e del Cyber Resilience Act, la sicurezza diventa una questione di processo e non solo di difesa tecnica. Questo consulente gestisce la sicurezza dell'intera supply chain, trasformando la protezione dei dati in un asset competitivo. Coordina la gestione del rischio, la compliance normativa e la resilienza infrastrutturale per prevenire minacce sistemiche in un mondo sempre più interconnesso. -Data engineer: è l'architetto che costruisce le fondamenta del patrimonio informativo aziendale; progetta pipeline di dati scalabili e sicure che alimentano l'intelligenza artificiale in tempo reale. Il suo ruolo è cruciale per garantire la data quality e l'interoperabilità tra database eterogenei, trasformando flussi di dati grezzi in infrastrutture pronte per l'analisi strategica e il decision-making automatizzato.
(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.