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(Adnkronos) - “Parlare di Antonio Catricalà significa ricordare una figura che ha rappresentato un punto di riferimento per le istituzioni e per il Paese. Era, nel senso più pieno del termine, un professore: uno di quei professori che insegnavano davvero e a cui piaceva insegnare”. Lo ha detto Vincenzo Nunziata, presidente di Aeroporti di Roma (Adr), intervenendo a Roma all’incontro dedicato alla concorrenza nel trasporto aereo. “Ha continuato a insegnare fino alla fine della sua carriera – ha aggiunto – affiancando alla molteplicità degli incarichi istituzionali un’intensa attività accademica. Credeva profondamente nel valore dello studio e nella responsabilità di trasmettere conoscenze e competenze alle nuove generazioni”. Nunziata ha ricordato come la formazione giuridica di Catricalà fosse di matrice civilistica ma capace di spaziare tra diversi ambiti del diritto. “Aveva una straordinaria capacità di muoversi tra diritto civile, amministrativo e penale”. Durante l’esperienza all’Avvocatura dello Stato, ha ricordato, Catricalà si occupò anche del processo Moro. “In quel contesto affrontò questioni di diritto penale con grande competenza e rigore”. Quella solida formazione giuridica, ha osservato Nunziata, ha caratterizzato anche il suo lavoro nelle autorità indipendenti e nelle istituzioni economiche. “La sua attività all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e poi in Aeroporti di Roma nasceva proprio da questa formazione”. Nel campo della concorrenza, ha ricordato, Catricalà sviluppò un approccio pragmatico alla regolazione dei mercati. “Diceva spesso che le sanzioni, soprattutto nei confronti di grandi gruppi economici, hanno un valore relativo. Ciò che conta davvero è ottenere risultati concreti”. Per questo motivo, ha spiegato, fu sviluppata una prassi che prevedeva la riduzione delle sanzioni nel caso in cui le imprese si conformassero immediatamente alle prescrizioni dell’Autorità.
(Adnkronos) - Oggi il percorso di FiberCop dedicato all’innovazione e al dialogo con le nuove generazioni ha fatto tappa all’Istituto Peano a Monterotondo (Roma). Un’iniziativa immersiva e coinvolgente che ha portato, in modalità virtuale, l’Innovation Hub di Torino di FiberCop direttamente nelle scuole. Il progetto di formazione e orientamento è pensato per avvicinare gli studenti al mondo della rete e delle infrastrutture digitali. Grazie a un’esperienza virtuale, i ragazzi sono entrati nei laboratori di FiberCop di Torino per scoprire da vicino come nasce e si sviluppa la rete in fibra ottica che garantisce la connettività del Paese. (Video) Durante la visita virtuale, studenti e studentesse sono stati guidati in un percorso che racconta il funzionamento della rete in fibra, le attività svolte negli ambienti tecnici e il viaggio della connessione fino alle abitazioni degli italiani. Una nuova modalità di narrazione che unisce tecnologia, competenze e innovazione, rendendo accessibile e coinvolgente un mondo spesso percepito come distante. Il progetto ha previsto anche la presenza del personale FiberCop nella scuola per portare esperienza professionale e condividere le proprie competenze sui temi chiave del settore: dalla rete fissa e mobile alla fibra ottica, dall’IoT al 5G, fino alla cybersecurity. Con questa iniziativa, FiberCop apre le porte dei propri laboratori alle nuove generazioni, mettendo al centro le persone, il sapere e la formazione. Un impegno concreto per contribuire alla crescita di nuovi talenti e per raccontare, anche ai più giovani, cosa significa lavorare ogni giorno per costruire e garantire le infrastrutture digitali del futuro. Il progetto proseguirà coinvolgendo l’Istituto Hensemberg di Monza il 5 marzo e l’Istituto Righi a Taranto il 13 marzo, per continuare nei mesi successivi con altre tappe su tutto il territorio nazionale.
(Adnkronos) - “La direttiva di recente introduzione del settembre 2025 ha reso obbligatori dei target che a livello di Sdgs, quindi a livello di Nazioni Unite, non erano obbligatori per diversi settori, in particolare quelli che vengono ritenuti i maggiori produttori di sprechi e, quindi, distribuzione e livello di consumo domestico". Sostiene Carola Ricci, professore associato di Diritto internazionale Università di Pavia e istituto di Studi superiori di Pavia e delegata allʼAfrica e alla Cooperazione internazionale per l'Università di Pavia, intervenuta al convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. "Tuttora, anche alla luce della nuova normativa, mancano dei metodi di misurazione che siano uniformi sia a livello europeo, sia a livello nazionale, comportando difficoltà nel definire realmente a che punto siamo e dove vogliamo andare. Ci tengo a sottolineare che l’Italia è ben preparata a queste modifiche normative. Siamo al decimo compleanno della Legge Gadda e siamo stati tra i pionieri nell’applicare la piramide invertita della riduzione dell’eccedenza alimentare anche a favore dei più bisognosi, incentivando le imprese e dando una definizione di eccedenza che mancava a livello nazionale", aggiunge Ricci. "Per quanto riguarda la ristorazione scolastica, grazie a fondi e progetti come Onfoods, si è riusciti a ridurre gli sprechi coinvolgendo famiglie e personale scolastico, proponendo una dieta più sostenibile e bilanciata per i minori. Questo approccio multisettore, promosso anche dalla Legge Gadda e allineato con le direttive europee, è la via migliore per tradurre le raccomandazioni in azioni concrete", conclude.