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(Adnkronos) - "L'erede designato in Iran, il figlio di Khamenei, è stato ferito ma a quanto pare è ancora vivo". Lo ha reso noto in un post su X Amit Segal, giornalista dell'emittente israeliana Channel 12 e Ynet. Mojtaba Khamenei, il secondogenito della defunta Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è considerato il favorito ad essere scelto come nuovo leader dall'Assemblea degli Esperti. Intanto si registra una nuova serie di forti esplosioni a Teheran e Gerusalemme. Lo riferiscono giornalisti dell'Afp sul posto. Mentre il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso in tv al termine dell'ottava giornata di attacchi contro l'Iran condotti insieme agli Stati Uniti, ha annunciato: "Abbiamo il controllo quasi totale dello spazio aereo iraniano". I Pasdaran hanno rivendicato un attacco alla base americana di Juffair, in Bahrein, sostenendo di aver così risposto a un raid su un loro impianto di desalinizzazione partito da lì. "In risposta all'aggressione dei terroristi americani dalla base di Juffeir contro l'impianto di desalinizzazione di Qeshm, questa base americana è stata immediatamente colpita da missili di precisione dei Guardiani della rivoluzione", riferiscono sul loro sito web. Nonostante le rassicurazioni del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che aveva annunciato un cessate il fuoco verso i Paesi del Golfo, si sono registrate nuove esplosioni in Bahrain, ad Abu Dhabi e in Qatar, riferisce la Cnn. L’agenzia iraniana Fars ha parlato di "forti esplosioni nelle basi americane in Bahrain". Un attacco iraniano ha provocato un incendio a Manama, che ha distrutto un'abitazione e altri edifici, ha reso noto il ministero dell'Interno bahrenita, denunciando "l'aggressione iraniana" contro la capitale: "La difesa civile sta prendendo le misure necessarie per estinguere l'incendio". Fonti hanno riferito inoltre all'Afp che sono state udite "diverse esplosioni" anche a Doha. Il ministero della Difesa dell'emirato ha reso noto in una breve dichiarazione che "le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar". Il Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Emirati Arabi Uniti ha scritto su X che "i sistemi di difesa aerea stanno attualmente rispondendo a una minaccia missilistica", invitando la popolazione a "restare in un luogo sicuro". Una nuova forte esplosione è stata avvertita a Dubai, ha riferito l'Afp. Diversi edifici della Marina di Dubai sono stati evacuati dopo che detriti dall'intercettazione riuscita di missili e droni hanno danneggiato la facciata di un grattacielo. Tra gli edifici evacuati quello dello staff della Cnn. Una persona è morta a Dubai che dopo i detriti provocati dall'intercettazione di un proiettile lanciato dall'Iran sono finiti sulla sua auto. Lo ha riferito il Dubai media office, precisando che la vittima è di origine asiatica. Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan, ha affermato, per la prima volta dall'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran, che il Paese si trova in "tempo di guerra". Lo riporta Haaretz. "Adempiremo al nostro dovere nei confronti del nostro Paese, del nostro popolo e dei residenti, che fanno parte della nostra famiglia - ha detto bin Zayed - Non siamo una preda facile. Abbiamo la pelle spessa e la carne dura". "L'apertura del presidente Pezeshkian alla de-escalation nella nostra regione, a condizione che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei nostri vicini non vengano utilizzati per attaccare il popolo iraniano, è stata quasi immediatamente uccisa dall'errata interpretazione da parte del presidente Trump delle nostre capacità, determinazione e intenzioni". E' l'accusa che arriva dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, in una dichiarazione diffusa stasera al termine di una giornata che si era aperta con la dichiarazione 'distensiva' di Pezeshkian e le scuse ai Paesi del Golfo, seguita da una sua parziale correzione dopo che Donald Trump aveva parlato di "resa" di Teheran e poi dall'affermazione del capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei, secondo cui continueranno gli attacchi contro i Paesi che aiutano "il nemico". Se Trump cerca l'escalation, "è proprio ciò a cui le nostre potenti forze armate sono preparate da tempo, ed è proprio ciò che otterrà", ha minacciato Araghchi, citando il rapporto dell'intelligence americana, secondo cui "la guerra all'Iran è destinata a fallire". "La responsabilità di qualsiasi intensificazione dell'autodifesa da parte dell'Iran ricadrà interamente sull'amministrazione statunitense", ha affermato ancora il capo della diplomazia di Teheran, secondo cui "la disavventura durata una settimana del signor Trump è già costata all'esercito statunitense 100 miliardi di dollari, oltre alle vite di giovani soldati". "Quando i mercati riapriranno, tale costo aumenterà vertiginosamente e sarà trasferito direttamente ai cittadini americani alle stazioni di servizio", ha detto Araghchi, parlando dei prezzi del petrolio e della benzina. Quindi il ministro ha citato il rapporto del National intelligence council, "che rappresenta il contributo delle 18 agenzie di intelligence degli Stati Uniti, secondo cui la guerra contro l'Iran è destinata a fallire". Araghchi ha ricordato di aver avvertito "gli inviati di Trump che la guerra non avrebbe migliorato la loro posizione negoziale: questi avvertimenti sono stati trasmessi?". "Il popolo americano ha votato per porre fine al coinvolgimento in costosi pantani in Medio Oriente. Invece, si è ritrovato con un'amministrazione che Netanyahu, dopo decenni di tentativi falliti, è finalmente riuscito a ingannare per combattere le guerre di Israele - ha concluso il ministro - Questa è una guerra scelta da una piccola cricca di 'Israel Firsters', e 'Israel First' significa sempre “America Last'". Intanto è conto alla rovescia in Iran per la scelta della nuova Guida Suprema. L'Assemblea degli Esperti si riunirà "nelle prossime 24 ore" per scegliere la nuova Guida Suprema iraniana, dopo l'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato all'agenzia Fars un membro dell'Assemblea, l'ayatollah Mozafari. La Guida Suprema detiene l'ultima parola su tutte le questioni di Stato. Gli 88 membri dell'Assemblea dovranno decidere chi assumerà l'incarico secondo il principio del 'vilayat-e faqih', secondo cui il successore dev'essere un'autorità politica e religiosa di alto livello. Khamenei non aveva mai indicato pubblicamente un successore. Sul fronte libanese, l'Esercito israeliano ha rivolto oggi un appello agli ultimi abitanti rimasti nella zona sud di Beirut a evacuare "immediatamente" l'area in previsione di nuovi raid contro obiettivi di Hezbollah. In un comunicato, il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, ha intimato: "Allerta urgente per gli abitanti della periferia sud di Beirut, in particolare per quelli che non hanno ancora evacuato la zona. Lo ripetiamo: salvatevi la vita e lasciate le vostre case immediatamente".
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - Dal ruolo della filiera delle costruzioni per la transizione energetica al futuro delle rinnovabili, fino al tema della cooperazione. Sono questi alcuni dei temi al centro della seconda giornata di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, fino a venerdì 6 marzo alla Fiera di Rimini. Il ruolo della filiera delle costruzioni è stato approfondito con la presentazione del 'Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni' realizzato in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. L’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO2. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo scenario, la transizione energetica del settore edilizio si pone non solo come una sfida ambientale, ma come una scelta strategica per la competitività industriale, la sicurezza energetica e la resilienza economica del Paese. La realizzazione degli impianti e le condizioni di finanziabilità dei progetti rappresentano due elementi strategici per lo sviluppo delle rinnovabili. Di questo si è discusso nell’evento 'Epc e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili', a cura di Elemens e Key, che ha riunito istituzioni, industria e sistema bancario per analizzare il nuovo scenario del settore energetico. Il convegno si è aperto con un keynote speech di Elemens sul contesto in cui operano Res e Bess nel mercato italiano - che nel 2025 ha registrato progetti autorizzati di rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, pari a 9,5 GW e 1,5 GW - oltre a esplorare evoluzioni regolatorie, sfide di costruzione e vincoli di financing. Mission Innovation, 3Den e Epic sono fra le iniziative più importanti di cooperazione internazionale a sostegno della decarbonizzazione e della transizione energetica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nonché strumenti essenziali per integrare le rinnovabili e promuovere soluzioni scalabili in sinergia con il Piano Mattei. Se ne è parlato a Key nei tre panel dell’evento 'Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del Mase per la Transizione Energetica' curato dal Mase assieme a Undp (United Nations Development Programme) e Unep (Un Environment Programme).