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(Adnkronos) - L'Iran ha scelto il leader sbagliato. Donald Trump boccia la nomina di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema ma rifiuta di considerare il figlio dell'ayatollah Ali Khamenei un 'dead man walking'. "Ha un bersaglio sulla schiena? Non voglio dirlo, sarebbe inappropriato", frena il presidente degli Stati Uniti nella conferenza stampa tenuta a Miami per fare il punto sull'operazione Furia Epica. "La guerra è praticamente finita", dice Trump, ribadendo che l'apparato militare di Teheran è stato distrutto. Per la chiusura della missione "mancano giorni, succederà presto", risponde, escludendo però che il sipario possa calare questa settimana. Alla soddisfazione per i risultati dell'offensiva si accompagna la delusione per la nomina del figlio dell'ayatollah Ali Khamenei. "Sono rimasto deluso, perché pensiamo che porterà problemi simili per il paese. I leader sono morti o, se non lo sono, contano i minuti che mancano all'eliminazione...", dice con tono minaccioso. Dal tono delle risposte, Trump sembra considerare Mojtaba Khamenei una figura transitoria. "Devono avere un leader che sia in grado di agire per la pace. Mi piace l'idea di una leadership 'interna', come in Venezuela. In Iraq sono stati licenziati tutti, non era rimasto nessuno ed è venuto fuori l'Isis. Non vogliamo che accada questo in Iran. Un candidato interno funziona bene. Voglio dire, penso che l'abbiamo dimostrato in Venezuela", ripete. Se Trump rifiuta di 'mettere una taglia' su Khamenei, è decisamente più netta la posizione di Israele. "Mojtaba Khamenei è un tiranno come suo padre", dice il ministero degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar. "Tale padre, tale figlio. Le mani di Mojtaba Khamenei sono già macchiate dal sangue che ha caratterizzato il governo di suo padre. Un altro tiranno destinato a continuare la brutalità del regime iraniano", afferma, convinto che la Guida Suprema proseguirà le "politiche estremiste e folli" del predecessore. Il nuovo leader è un "falco antiamericano e antioccidentale, è chiaro che gli estremisti continuano a dettare la linea a Teheran". Alla domanda se il nuovo leader supremo possa diventare un obiettivo per Israele, il ministro risponde sibillino: "Dovrete aspettare e vedere". La nuova Guida Suprema riceve il sostegno dei partner storici di Teheran. La Cina si dice contraria a qualsiasi azione contro la nuova leadership affermando che la sua nomina è ''una scelta interna'' all'Iran, afferma il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa. "La Cina si oppone all'ingerenza negli affari interni di altri paesi con qualsiasi pretesto e la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate", sottolinea. Da Mosca, arriva il messaggio del presidente russo Vladimir Putin che si congratula per la nomina a nuova Guida Spirituale dell'Iran. Putin è fiducioso che Khamenei continuerà l'opera del padre "con onore" e unirà il popolo iraniano "di fronte a prove difficili". La Russia continuerà a sostenere l'Iran, con la volontà di "confermare il suo incrollabile sostegno a Teheran e la sua solidarietà con i nostri amici iraniani". "In un momento in cui l'Iran si trova ad affrontare un'aggressione armata - dice Putin rivolgendosi a nKhamenei - il tuo mandato in questa posizione d'alto rango richiederà senza dubbio grande coraggio e dedizione".
(Adnkronos) - Il decreto sui Fondi interprofessionali ridisegna la governance: nuovi standard, più controlli e apertura a risorse integrative: la riforma cambia equilibri e modelli operativi del sistema. La sfida diventa quindi costruire un sistema capace di garantire trasparenza e controllo senza ridurre la capacità dei Fondi di rispondere rapidamente ai fabbisogni reali di imprese e lavoratori. "Il decreto introduce un sistema di regole più strutturato e vincolante, destinato a incidere non solo sugli aspetti amministrativi ma anche sugli equilibri del 'quasi mercato' e sulla concorrenza tra Fondi", spiega Giovanni Galvan, esperto di politiche attive del lavoro. "Si apre una fase di transizione in cui sarà determinante comprendere come le nuove disposizioni verranno applicate operativamente e quale impatto avranno su imprese ed enti di formazione", aggiunge. In un contesto segnato da transizione digitale, diffusione dell’intelligenza artificiale e ridefinizione dei fabbisogni professionali, la formazione finanziata torna così al centro delle politiche industriali e del lavoro, configurandosi sempre più come infrastruttura strategica per la competitività del sistema produttivo. Per offrire una lettura tecnica ed economica degli effetti della riforma, il 25 marzo a Roma, presso l’Università degli Studi Link (via del Casale di San Pio V), si terrà il Symposium della Formazione Finanziata, realizzato da Ecosistema Formazione Italia in collaborazione con lo Studio Galvan, tra i principali osservatori tecnici sulle politiche attive del lavoro e sul funzionamento dei Fondi interprofessionali. L’incontro riunirà rappresentanti istituzionali, Fondi, imprese ed enti di formazione per analizzare i principali nodi aperti dalla nuova normativa: sostenibilità del comparto, evoluzione delle dinamiche di mercato, interoperabilità digitale, certificazione delle competenze, ruolo dell’intelligenza artificiale e integrazione tra risorse pubbliche e private. "La riforma rende evidente come la formazione continua non sia più soltanto uno strumento di aggiornamento professionale, ma un’infrastruttura economica strategica per lo sviluppo del Sistema Paese", sottolinea Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia. "Il Symposium nasce proprio per favorire un confronto operativo tra istituzioni e operatori in una fase di ridefinizione del sistema delle competenze", aggiunge. L’evento, che si svolgerà a numero chiuso su invito, è fortemente voluto dagli attori di riferimento del settore e realizzato con la partecipazione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Università e della Ricerca, Inapp, Sviluppo Lavoro Italia, con il patrocinio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Comune di Roma, Aran Agenzia, Unioncamere e sostenuto da Coursera, Optimum Assessmen e Dokimazo. Al dibattito e ai diversi tavoli tematici tecnici saranno presenti la maggior parte dei Fondi Interprofessionali. La lista completa dei Fondi, dei partecipanti e il programma al link Symposium Formazione 2026 di Ecosistema Formazione Italia Il Symposium rappresenta un momento di confronto promosso da Efi, Ecosistema Formazione Italia, con la volontà di diventare piattaforma permanente di dialogo tra attori pubblici e privati del sistema delle competenze e si colloca in modo sinergico e complementare rispetto all’Innovation training summit, di cui rappresenta il momento preparatorio e di approfondimento specifico quanto strategico, nel giorno precedente l’apertura ufficiale dell’edizione 2026. L’Innovation training summit, giunto alla sua terza edizione, si terrà a Roma il 26 e 27 marzo presso l’Auditorium della Tecnica. E' l’evento di riferimento a livello nazionale e internazionale dedicato all’innovazione nella formazione, allo sviluppo delle competenze e al futuro del lavoro. Riunisce istituzioni, imprese e principali operatori del settore, enti di formazione, professionisti hr, startup Edtech e HRtech, rappresentanti della finanza e fondi di investimento. Con 250 relatori nazionali e internazionali e oltre 3.500 partecipanti, l’evento rappresenta il momento di sintesi del percorso avviato da Efi sul ruolo strategico della formazione per lo sviluppo del capitale umano e per accompagnare le trasformazioni economiche e produttive, rafforzando la competitività del Sistema Paese.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.