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(Adnkronos) - Da concorrente Big a co-conduttore. Achille Lauro sarà al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini nella seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Il cantante lo scorso anno ha partecipato in gara alla kermesse canora, per la quarta volta, con il brano 'Incoscienti giovani'. Al secolo Lauro De Marinis, ma conosciuto come Achille Lauro, suo nome d'arte. Il nome d'arte è un mix tra il suo vero nome di battesimo Lauro e quello dell'eroe greco Achille. L'artista ha dichiarato di averlo scelto perché molti associavano il suo nome al cognome dell'armatore napoletano, appunto Achille Lauro. Nato a Verona, l'11 luglio del 1990, dopo i primi esordi nel mondo del rap underground Achille ha ottenuto il favore del pubblico con Rolls Royce, il brano portato sul palco del Festival di Sanremo nel 2019. Lauro ha mantenuto un rapporto molto stretto con la mamma, Cristina Zambon, che ricopre il ruolo di amministratrice delegata della sua casa discografica, la 'No Face Agency'. Non si può dire lo stesso con il papà, dove i rapporti non sono mai stati particolarmente idilliaci. Nicola de Marinis, Magistrato della Corte di Cassazione, ha sempre sognato che il figlio intraprendesse una carriera in magistratura. Questo ha creato un rapporto padre-figlio molto complesso, ma negli ultimi anni i due hanno avuto modo di riallacciare il legame: “Volevo che seguisse le mie orme ma un giorno mi ha voltato le spalle. Oggi sono fiero di lui”, aveva rivelato De Marinis in un'intervista a DiPiù. Lauro ha dimostrato negli anni di essere un'artista eclettico, dando scalpore per le sue scelte eccentriche in quanto ad abbigliamento. In gara al Festival di Sanremo 2022 il cantante, durante la prima esibizione con il brano Domenica, ha mimato il sacramento cristiano del battesimo versandosi dell'acqua sulla fronte, come omaggio al compleanno della madre, che professa la religione cattolica. Il gesto del cantante – considerato profano - ha suscitato numerose polemiche, soprattutto da parte di esponenti del clero cristiano. A suscitare scalpore anche il bacio che Achille e il produttore musicale Boss Doms - i due sono molti legati sin dall'adolescenza - si sono scambiati sul palco dell'Ariston nel 2020. Il suo ultimo singolo, 'Amore Disperato', è stato un vero e proprio successo radiofonico, certificato singolo di platino, continua a essere al vertice di tutte le classifiche a tre mesi dalla sua uscita sulle piattaforme. Dopo una lunga relazione con una ragazza di nome Francesca, nel 2025 è stato associato alla figura di Giulia Toscano, avvocato e imprenditrice, sorella della cantante Sarah Toscano. Relazione mai confermata. Achille Lauro in un'intervista a Sportweek ha detto di amare lo sport da combattimento in particolare la boxe: "Dal muay thai al pugilato. Poi sono un appassionato della corda, la uso moltissimo, e faccio molto lavoro a corpo libero". E ha aggiunto di seguire una dieta rigorosa che gli permette di rimanere in forma, non rinunciando ai piaceri della vita come "i dolci e il vino". Il 2025 è l'anno della sua consacrazione con l'album 'Comuni Mortali'. Tra i brani, spicca 'AMOR' che rappresenta una sentita dichiarazione d'amore alla città di Roma, con un testo che esplora la vulnerabilità, la vita vissuta e il legame profondo con la Capitale. Il brano è stato anche presentato dal vivo in Piazza di Spagna, sottolineando così il forte legame dell'artista con la città. Achille Lauro ha chiuso le Olimpiadi di Milano Cortina, domenica 22 febbraio. Il cantante romano (nato nella città di Romeo e Giulietta) è entrato in scena nella cerimonia di chiusura che si è tenuta all'Arena di Verona sulle note di 'Incoscienti giovani'. Il cantautore, già tedoforo a Roma per questi Giochi invernali, ha messo il punto esclamativo a un'edizione memorabile. Il cantautore, a poche ore dal debutto come co-conduttore al Festival di Sanremo, ha condiviso sui social un carosello di foto che lo ritraggono nelle precedenti partecipazioni alla kermesse canora in qualità di concorrente Big: "Domani torno a Sanremo. Quanto mi ha dato questo palco, perso alla ricerca della vita che sognavo. Se ripenso al 2019, quando arrivai qui con Rolls Royce, sembrano passate tre vite. Ricordo ancora come mi guardavano quando, nel 2020, tolsi il mantello e restai solo con la tutina. Forse è vero quello che si dice: “Un uomo che ha un'idea diversa è solo un pazzo, finché quell'idea non gli cambia la vita”. Auguro a tutti i ragazzi, quest'anno, di essere liberi, audaci, affamati e coraggiosi. Di amare quello che stanno facendo con tutto sé stessi e che questo palco regali loro quello che sognano. E, mentre il tempo corre veloce, di riuscire a scrivere la loro storia per vivere instancabilmente liberi e felici".
(Adnkronos) - “La notizia dell'introduzione di nuovi dazi generalizzati da parte dell'Amministrazione Usa aggiunge ulteriore instabilità a un quadro geo economico già complesso. Dal punto di vista delle aziende, la pianificazione strategica e lo sviluppo operativo diventano sempre più sfidanti a causa di un contesto che cambia continuamente secondo logiche difficilmente prevedibili. In uno scenario internazionale così fluido, il nostro compito come imprese è quello di essere pragmaticamente strategiche e strategicamente pragmatiche. Questo significa essere capaci di reagire in tempi brevi adattando piani e strategie al fine di minimizzare gli impatti negativi e cercare di cogliere, ove presenti, opportunità alternative in altri mercati, senza perdere di vista la strategicità del mercato americano nel lungo termine". Così Cristina Scocchia, ad di illycaffè, dopo l'annuncio di Trump su nuovi dazi al 15%. "Ovviamente dalle istituzioni europee ci aspettiamo una risposta compatta, ragionata e responsabile, volta a garantire stabilità negli accordi commerciali", conclude.
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.