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(Adnkronos) - "Vogliamo costituire un'alleanza con Coop con la finalità di cambiare la cultura di stampo patriarcale che purtroppo ancora ci caratterizza e che vede la donna come sottoposta all’uomo". Lo ha detto Anna Maria Tarantola, vice presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, intervenendo a Milano all’evento organizzato da Coop per presentare le azioni che metterà in campo nel 2026 per la promozione di una cultura fondata sulla parità di genere. Un impegno per la parità che si conferma per il sesto anno consecutivo grazie alla campagna 'Close The Gap'. Tra le azioni che la Fondazione vuole mettere in campo al fianco di Coop figura "un processo di formazione rivolto ai dipendenti e alle loro famiglie -afferma Tarantola-. Attraverso questa formazione vogliamo innanzitutto fornire informazioni, perché la conoscenza delle varie forme di violenza è già un primo passo molto importante. Diversi studi -spiega- hanno infatti dimostrato che la scarsa conoscenza corrisponde a una scarsa sensibilità e a una scarsa consapevolezza dell'esistenza di tali violenze e della necessità di contrastarle". "In seguito -prosegue- attraverso la conoscenza, l'obiettivo è scandagliare le modalità con cui i dipendenti, le loro famiglie e l'azienda stessa possano attivare iniziative di contrasto, favorendo l'engagement: l'impegno e la responsabilità di ciascuno per poter ridurre e contrastare questi fenomeni". "E' fondamentale sapere che le forme di violenza sono molteplici: non solo fisica e sessuale, ma anche economica, psicologica, del linguaggio e digitale -fa notare-. Vogliamo dunque approfondire questi temi e diffondere la consapevolezza su cosa si possa fare a livello personale, usando linguaggi corretti e imparando a captare quelle forme di violenza che magari le donne hanno paura di denunciare, aiutandole anche quando non arriva una richiesta esplicita di aiuto". A questo primo approccio per Tarantola si rende necessaria una successiva fase di monitoraggio: "E' fondamentale capire come queste iniziative di formazione stiano incidendo. Verranno quindi svolte dalla Fondazione Giulia Cecchettin delle attività di monitoraggio in forma anonima, i cui risultati saranno messi a disposizione di Coop". "In questo modo -conclude- sarà possibile sapere cosa succede dopo l'intervento informativo, valutandone l'impatto ed eventuali necessità di ulteriori azioni".
(Adnkronos) - Luca Pignataro è stato confermato oggi presidente di Cia-Agricoltori Italiani Calabria Nord per i prossimi 4 anni. "Il nostro obiettivo per il prossimo mandato -spiega Pignataro- è accrescere il coinvolgimento degli agricoltori nella nostra organizzazione, sarà una 'ristrutturazione'. Dobbiamo affrontare tante tematiche, quella della gestione dei fiumi, il dissesto idrogeologico, la Pac, la concorrenza sleale. Insomma tutto quello che riguarda l'agricoltura italiana, calabrese, ma specialmente quella cosentina, che ha bisogno delle organizzazioni di categoria come Cia Calabria Nord", conclude.
(Adnkronos) - "Il 2026 è l’anno in cui la circolarità diventa una condizione strutturale per competere. Non è più un ambito specialistico o reputazionale: entra nei meccanismi economici, finanziari e industriali". Così Camilla Colucci, Ceo di Circularity, Società Benefit che accompagna le imprese nel percorso verso l’integrazione dei principi Esg nel proprio modello di business, ricostruisce con l'Adnkronos trend e tappe di questo 2026 sul fronte dell'economia circolare, individuando sfide e opportunità per il settore. "Tre passaggi sono decisivi - spiega - Il primo è l’entrata in applicazione operativa di norme chiave come il regolamento Ppwr sugli imballaggi, il diritto alla riparazione, l’estensione dell’Ecodesign e il Digital Product Passport previsti dall’Espr (Ecodesign for Sustainable Products Regulation). La progettazione dei prodotti cambia: riciclabilità reale, contenuto di riciclato, tracciabilità e dati diventano requisiti di mercato". Il secondo elemento è "la centralità delle filiere e delle materie prime seconde. Il 2026 consolida l’idea che il riciclo non sia solo gestione del rifiuto, ma leva di autonomia industriale e geopolitica, in coerenza con il Critical Raw Materials Act e gli obiettivi europei di copertura del fabbisogno tramite riciclo". Il terzo passaggio "riguarda la misurazione. Standard come la UNI/TS 11820 e l’allineamento agli indicatori europei rendono la circolarità auditabile. Finanza, banche e clienti chiedono Kpi, evidenze, Lca (Life Cycle Assessment) e coerenza con Tassonomia Ue e Csrd. È il passaggio definitivo da narrativa a governance". In questo quadro, prosegue, "l’Italia parte da una posizione di forza: se parliamo di riciclo, siamo leader europei nel tasso di utilizzo circolare di materia dopo l’Olanda e il Belgio (21,6% contro una media Ue del 12,2% nel 2024) e superiamo già oggi i target Ue sul riciclo degli imballaggi. Tuttavia, le criticità non mancano. La filiera della plastica è un caso emblematico: a fronte di buoni volumi di raccolta, persistono squilibri tra domanda e offerta di materiale riciclato e problemi di competitività industriale. Un’altra sfida cruciale riguarda i Raee e le batterie: i tassi di raccolta restano lontani dagli obiettivi europei". Infine, "la dipendenza dalle importazioni di materiali, cresciute in valore in modo significativo negli ultimi anni, espone le imprese a volatilità e rischi geopolitici, per cui integrare la circolarità nella gestione del rischio supply chain diventa una priorità". Per le imprese italiane "la vera sfida sarà integrare la circolarità nei processi core come procurement, progettazione, contrattualistica, gestione del rischio e non trattarla come funzione separata o solo reputazionale. Gli impatti potenziali sono chiari: maggiore efficienza operativa, miglior accesso al credito ma anche maggiore esposizione a rischi normativi e di non conformità per chi non si adegua". In vista di queste tappe fondamentali, Circularity ha pubblicato la Circularity Trend Guide 2026, una guida gratuita che anticipa e analizza i dieci trend chiave che caratterizzeranno il 2026 nell’economia circolare. "La Circularity Trend Guide 2026 nasce per supportare le imprese nel tradurre un quadro normativo e di mercato complesso in una roadmap operativa - spiega Colucci - Non è un documento teorico: mette insieme radar normativo, numeri chiave, implicazioni concrete e azioni pratiche per le imprese. Abbiamo strutturato la guida attorno a dieci trend che coprono packaging, materie prime seconde, digitalizzazione dei dati, procurement circolare, benefici economici e qualità dei flussi. L’obiettivo è aiutare le aziende a passare dal 'fare iniziative' al costruire sistemi di gestione con Kpi chiari, data owner, clausole contrattuali, business case, accordi di filiera. Solo così la circolarità diventa leva industriale e non costo aggiuntivo". Perché "il 2026 è anche l’anno in cui la circolarità entra definitivamente nei business plan". "I dati mostrano che le imprese che investono in sostenibilità ed economia circolare registrano riduzioni dei costi operativi, miglioramenti di redditività e, in molti casi, un accesso al credito più favorevole. In parallelo, cresce il rischio di greenwashing: senza dati, Lca e standard riconosciuti, le dichiarazioni ambientali possono trasformarsi in un boomerang reputazionale e normativo - conclude - La circolarità non è quindi solo un tema ambientale: è una strategia di resilienza industriale. Integrare dati, tecnologia, progettazione e filiera significa ridurre dipendenze, aumentare efficienza e rafforzare la credibilità sul mercato. La nostra ambizione, come Circularity, è quella di accompagnare le imprese in questo passaggio: dal rispetto delle regole alla costruzione di un vantaggio competitivo duraturo".