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(Adnkronos) - Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto di estradizione verso gli Usa, firmato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, per l'imprenditore kazako Roman Khlynovskiy, arrestato in Italia la scorsa estate sulla base di un mandato di cattura internazionale. Considerato dall’Fbi un pericoloso hacker, l'uomo, 42enne, è accusato di aver sottratto, tramite ripetuti attacchi informatici ad ospedali del Nord America, dati sensibili e immagini di pazienti, tra cui funzionari governativi, volti dello spettacolo e altri personaggi pubblici, per poi chiedere riscatti milionari. La moglie di Khlynovskiy, detenuto nel carcere di Ferrara, di recente si era rivolta al Guardasigilli chiedendo di non estradarlo e di valutare le sue competenze professionali per impiegarle nell'ambito della cybersicurezza nazionale. La stessa richiesta era giunta anche dalla difesa. "La mancata estradizione potrebbe infatti consentire allo Stato italiano di acquisire informazioni e competenze strategiche in materia di sicurezza informatica", aveva detto all'Adnkronos l'avvocato Alexandro Maria Tirelli non escludendo un ricorso al Tar. Il decreto di estradizione è stato notificato il 17 febbraio, dopo qualche giorno è arrivata la pronuncia del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dai difensori di Khlynovskiy secondo i quali, come si legge nell'istanza diretta al tribunale amministrativo, "il ricorrente, prima dell’adozione del decreto ministeriale, ha formalmente manifestato la propria disponibilità ad essere ascoltato dalle competenti autorità ministeriali al fine di rappresentare elementi rilevanti sotto il profilo della sicurezza internazionale; disponibilità a fornire collaborazione su profili attinenti alla prevenzione di fenomeni criminali transnazionali", ma "tale richiesta non è stata oggetto di alcuna convocazione né di valutazione istruttoria". L’istanza mette in luce anche le questioni legate alla richiesta di protezione internazionale avanzata da Khlynovskiy, nonché il diritto all’unità familiare (è sposato con una cittadina ucraina e il loro figlio minore è già titolare di protezione speciale legata alla crisi in Ucraina). “La difesa non chiede di sostituirsi alle valutazioni del Governo, ma soltanto che venga svolta una verifica concreta sull’eventuale utilità delle competenze del sig. Khlynovskiy per la sicurezza nazionale”, sottolinea il legale Tirelli che sottopone la vicenda all’attenzione della premier Giorgia Meloni. “L’interesse pubblico non può essere affermato o escluso in modo generico, senza un’istruttoria effettiva del personale dell’intelligence. Chiediamo semplicemente che venga accertato, prima di ogni decisione definitiva, se esistano profili rilevanti per lo Stato italiano". E’ solo la quarta volta che in giurisprudenza si verifica la sospensione di una estradizione da parte del Tar.
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso