ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Enrica Bonaccorti, morta oggi a 76 anni, ha affrontato negli ultimi mesi una lunga e dolorosa battaglia contro un tumore al pancreas, malattia tra le più aggressive e difficili da trattare, diagnosticata all'inizo dell’estate del 2025. La scoperta del tumore, nel mese di giugno di un anno fa, ha segnato un momento di forte shock per la conduttrice, che in poche ore ha visto la sua vita rivoluzionata. "Mi sono come congelata: non ho provato né paura né tristezza, ma solo un’assenza, come un lungo letargo a occhi aperti", aveva raccontato in un’intervista al Tg1 nell’ottobre 2025. La reazione immediata è stata quella di isolarsi, evitando contatti sia con il pubblico che con amici e familiari, fino a rendere pubblica la malattia dopo mesi di silenzio. "Sono quattro mesi che mi sono nascosta anche con gli amici più cari, senza rispondere, senza richiamare", aveva scritto nello scorso autunno su Instagram, spiegando il bisogno di metabolizzare la diagnosi e di ritrovare la propria forza interiore. Nonostante la gravità della malattia, Bonaccorti ha sempre mostrato lucidità e determinazione. "Non sono disperata, le cure che faccio sono pesanti, ma sto reagendo bene", aveva dichiarato, sottolineando come il sostegno della figlia Verdiana fosse stato fondamentale. Il tumore che ha colpito Bonaccorti non era operabile a causa della posizione delicata dell’organo. La terapia ha previsto cicli di chemioterapia e radioterapia, con effetti collaterali significativi: "Durante la chemio non riuscivo a bere acqua, sapeva di metallo", aveva raccontato in un’intervista a 'Verissimo'. Nonostante le difficoltà quotidiane, la conduttrice ha continuato a seguire le cure con coraggio, aggiornando periodicamente il pubblico sul decorso della malattia. Il 29 settembre scorso Enrica Bonaccorti aveva rivelato il suo segreto su Instagram: in un post aveva raccontato che aveva iniziato la sua battaglia contro il tumore. “Sono 4 mesi che mi sono nascosta anche con gli amici più cari, senza rispondere, senza richiamare, come se il mio non esserci facesse scomparire quel che invece c’è… Mi scuso con tutti, fino a oggi mi sono bloccata nell’assenza, ma l’avevo sempre detto: se mi succedesse la stessa cosa di Eleonora, non sarei mai capace di affrontarla come lei”. Un riferimento all'attrice Eleonora Giorgi, scomparsa il 3 marzo precedente, per un tumore. Invece anche Bonaccorti, che è stata sommersa subito da messaggi affettuosi di incoraggiamento, dopo due giorni, mercoledì primo ottobre, decise di parlare della malattia al Tg1. "La prima pulsione è stata quella di scrivere, scusarmi con tutte le persone. Non sono disperata, le cure che faccio sono pesanti ma sto reagendo bene. Ho una bella, beh insomma bella, parrucchetta in testa". Una parrucca di capelli corti, biondi, come li aveva sempre portati. Poi la conduttrice spiegò perché il pensiero era andato subito a Eleonora Giorgi. "L’organo è lo stesso di Eleonora, una situazione difficile. Aveva un spirito, una forza. Non sarò mai come lei". Rifletteva: "Certo, abbiamo avuto una tegola in testa". "La mia unica ragione di vita - ha raccontato in varie interviste - è mia figlia. Mi dà molta forza". Nella foto che aveva pubblicato su Instagram la figlia Verdiana, sorridente, spingeva la carrozzina. Bonaccorti aveva spiegato che l’obiettivo delle terapie era ridurre il tumore e possibilmente renderlo operabile in futuro. "Tra tre mesi si faranno le indagini e vedremo se si potrà operare", aveva detto nell'ottobre scorso, mostrando una consapevolezza lucida e realistica della propria situazione. Il tumore al pancreas, organo fondamentale per la digestione e la regolazione del metabolismo, viene spesso diagnosticato in fase avanzata perché i sintomi iniziali possono essere assenti o vaghi. Tra i segnali più comuni si annoverano dolore persistente nella parte alta dell’addome o alla schiena, perdita di peso improvvisa, stanchezza intensa, nausea e ittero. La difficoltà di individuare precocemente la malattia rende la prognosi complessa e il trattamento impegnativo. Quando il tumore è localizzato e operabile, le terapie possono prevedere interventi chirurgici accompagnati da chemioterapia o radioterapia. Nei casi in cui la massa non è rimovibile, come nel caso di Bonaccorti, le cure sono principalmente farmacologiche, mirate a rallentarne la progressione e a gestire i sintomi. Enrica Bonaccorti, con una carriera lunga e trasversale iniziata in teatro negli anni Settanta e proseguita tra cinema, televisione e scrittura, ha affrontato la malattia con grande trasparenza, condividendo le difficoltà, la fragilità e la determinazione necessaria a convivere con una diagnosi così grave. La sua esperienza ha rappresentato per molti un esempio di coraggio e di resilienza, mostrando l’importanza del sostegno familiare e dell’affetto del pubblico nelle fasi più difficili della vita, come in molti stanno scrivendo sui social dopo aver appreso della sua scomparsa oggi a 76 anni.
(Adnkronos) - Si è svolto oggi nella sede di Ca’ Del Bosco a Erbusco nel Bresciano, l’innovation workshop promosso da Fondazione LGH in collaborazione con Teha - The European House Ambrosetti. Un appuntamento cruciale nel percorso di dialogo che la Fondazione porta avanti nei territori in cui opera. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia degli interventi a favore di innovazione e sviluppo sostenibile nel Sud della Lombardia. Fondazione Lgh – nata nel 2021 con la missione di stimolare, promuovere e sostenere l’innovazione generatrice di impatti ambientali, economici e sociali positivi – intende ora avviare una riflessione strutturata sulle proprie priorità di finanziamento, così da renderle sempre più aderenti ai bisogni dei territori, alle vocazioni locali e alle filiere produttive di riferimento. Fino a oggi, la Fondazione ha finanziato 24 progetti scientifici e ha avuto un impatto significativo anche nei settori culturale e sociale, come dimostrano le 87 iniziative supportate. Nell’anno 2025 il valore complessivo delle ricadute sui territori di riferimento ammonta a circa 1.049.000 di euro. “Ascoltare il territorio - ha sottolineato Giorgio Bontempi, presidente Fondazione Lgh - significa prestare attenzione alle sue caratteristiche uniche e valorizzare le relazioni tra le persone. Con questo workshop, abbiamo voluto attivare una riflessione strutturata con i nostri principali portatori d’interesse, rafforzando l’impatto ambientale, economico e sociale delle attività della Fondazione. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica sono fondamentali per trovare soluzioni efficaci. In un periodo di profondi cambiamenti ambientali, economici e sociali, innovare insieme è essenziale". Attraverso sessioni plenarie e tavoli di lavoro, oltre quaranta qualificati stakeholder locali e nazionali – provenienti dal mondo della ricerca, dell’impresa e dell’ecosistema abilitante – sono stati coinvolti in un dialogo costruttivo per individuare le principali priorità di innovazione, analizzare la coerenza tra queste e il perimetro di intervento della Fondazione e definire i driver più rilevanti per orientare l’azione futura nelle diverse filiere di interesse: trasformazione alimentare, agricoltura e zootecnia, cosmetica e materiali. “Il sistema delle fondazioni del Gruppo A2A – che comprende Fondazione AEM, Fondazione ASM, Banco dell’Energia e Fondazione Lgh – rappresenta un pilastro fondamentale del nostro impegno verso la crescita sostenibile dei territori e delle comunità che serviamo - ha spiegato Roberto Tasca, presidente di A2A -. Con la nascita di A2A Life Ventures abbiamo creato in Italia un modello societario integrato di open innovation che permette di trasformare idee, tecnologie e collaborazioni con startup, università e centri di ricerca in soluzioni concrete per l’economia circolare, l’energia pulita e infrastrutture intelligenti, favorendo l’ingaggio di giovani talenti”. Il percorso avviato all’Innovation workshop costituisce l’inizio di una nuova fase di sviluppo per la Fondazione, finalizzata al consolidamento del suo ruolo come promotore di innovazione territoriale, con l’obiettivo di servire le comunità locali e le future generazioni impegnate nell’innovazione. “Momenti come questo - ha precisato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi - dimostrano quanto sia strategico mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo della ricerca a vantaggio del territorio. Regione Lombardia crede in un’innovazione che non resti un concetto astratto, ma diventi strumento concreto di competitività e coesione, capace di generare valore diffuso. Nel Sud della Lombardia esistono filiere produttive solide e identità economiche ben riconoscibili: accompagnarle con strumenti mirati, favorire l’accesso a competenze e capitale, sostenere la capacità progettuale significa rafforzare l’intero sistema regionale. Il confronto avviato oggi va nella direzione giusta”. L’incontro, gestito e moderato da Teha, ha rappresentato un momento di confronto di alto livello, volto ad allineare le priorità di finanziamento della Fondazione Lgh all’identità e alle vocazioni dei territori, alle economie locali e ai bisogni espressi dalle comunità. Particolare attenzione è stata dedicata anche agli strumenti di ingaggio e di erogazione dei fondi: non solo modalità di finanziamento, ma anche accompagnamento, partnership e meccanismi di scouting come bandi, call for ideas e sportelli, per intercettare progettualità innovative e di qualità. A conclusione di questi primi anni di attività, la Fondazione ha voluto quindi avviare un processo di revisione delle proprie linee guida strategiche e operative, riassunte nelle nuove direttrici territoriali, in un’ottica di ascolto e valorizzazione delle specificità locali e delle relazioni tra le persone. L’obiettivo è posizionarsi come attore capace di promuovere un’innovazione radicata nei bisogni reali del territorio e validare le nuove direttrici in modo partecipato.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.