ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Con il duetto con Pupo, Dargen D'Amico ha riportato al centro dell'attenzione 'Il disertore', la celebre canzone pacifista di Boris Vian (1920-1959) scritta nel 1954. La cover di 'Su di noi' - la canzone più nota del cantante aretino Enzo Ghinazzi, alias Pupo, presentata a Sanremo nel 1980 - è diventata un mash-up pieno di riferimenti culturali, ma il cuore del brano è rimasto il messaggio universale di Vian: il rifiuto della guerra e la difesa della vita. Scritta nel contesto della disfatta francese a Dien Bien Phu, la canzone 'Le Déserteur' si presenta come una lettera a un "egregio Presidente", dove il protagonista dichiara di non poter uccidere né diventare un assassino. Interpretata per la prima volta da Marcel Mouloudji nel 1954, la canzone ha attraversato generazioni e confini, con versioni di artisti come Serge Reggiani e Joan Baez, che la utilizzò per moltissime marce pacifiste al tempo della guerra in Vietnam. La versione italiana più conosciuta è quella tradotta da Giorgio Calabrese, che è stata incisa da Ornella Vanoni nel 1971, da Serge Reggiani nel 1972, da Ivano Fossati nel 1992, dai Marmaja nel 2002, dai Folkabbestia nel 2006 e da Zibba e Almalibre nel 2013. La sua forza pacifista ha spesso provocato censura e scalpore, diventando simbolo universale di protesta contro la guerra. Dargen D'Amico ha alternato la recitazione dei versi di Vian alla melodia di 'Su di noi' cantata da Pupo. Ma non è tutto: la cover ha incluso anche la melodia ebraica di 'Gam Gam', basata sul Salmo 23 dell'Antico Testamento delle Sacre Scritture, che ha aggiunto un richiamo spirituale e universale al brano, creando un ponte tra culture e generazioni. Sul finale, la canzone ha evocato la memoria e l'impegno civile con due citazioni iconiche: la voce di Charlie Chaplin nel film 'Il grande dittator' (1940) - 'Più che macchinari ci serve umanità' – e il monito di Papa Francesco 'Non rassegnamoci alla guerra'.
(Adnkronos) - "Siamo tutti interessati, persone e organizzazioni, da questa trasformazione, quindi nessuno si può tirare indietro. Per questo, io credo che bisogna rivendicare una gestione pubblica dell'intelligenza artificiale, credo che solo così possiamo lavorare bene e insieme, con una strategia europea, è importante dotarsi di politiche e strumenti comuni. Per noi, governare l'intelligenza artificiale nel mercato del lavoro significa una cosa molto concreta: significa dare una direzione comune e trasformarla in strategia operativa". Così Vincenzo Caridi, capo del Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. "L'Ia in Italia -spiega ancora Caridi- può dare moltissimo, perché siamo un Paese bellissimo ma non tutto funziona come dovrebbe; abbiamo una grande crisi demografica, e questo vuol dire meno lavoratori, e l'Ia può essere utilizzata per potenziare le competenze dei lavoratori che ci sono, non per sostituirli. L'Ia quindi è una sfida, e dobbiamo lavorarci con una strategia europea", conclude.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.