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(Adnkronos) - "Questa nuova possibilità terapeutica in prima linea sicuramente rappresenta un vantaggio in più per le donne" con tumore dell'endometrio. "E' un'innovazione che sicuramente darà più possibilità, più tempo e una miglior qualità di vita alle pazienti. Dal nostro punto di vista sarà opportuno riuscire a far sì che possa essere davvero un'innovazione accessibile al maggior numero di donne". Lo ha detto oggi a Milano Ilaria Bellet, presidente di Acto Italia - Alleanza contro il tumore ovarico Ets, partecipando all'incontro con la stampa organizzato da Gsk in occasione del via libera di Aifa-Agenzia italiana del farmaco all'immunoterapico dostarlimab, in associazione a chemioterapia, per il trattamento in prima linea nelle pazienti con tumore dell'endometrio in stadio avanzato o ricorrente, a prescindere dal profilo genetico e lo stato di mismatch repair. La presidente di Acto rimarca la necessità di avviare "un percorso senza ostacoli. Perché ancora oggi - osserva - i tumori ginecologici non trovano sempre percorsi lineari sul territorio italiano. Il tumore dell'endometrio è una patologia importante e debilitante per molte donne - sottolinea - soprattutto quando interessa le donne giovani" sulle quali "ha un impatto su quotidianità, famiglia e sessualità. Bisogna cercare di offrire un percorso il più possibile lineare su tutto il territorio nazionale, che garantisca anche una multidisciplinarietà nell'approccio alla paziente, che non sia meramente clinico, ma anche psicologico, di supporto alla sessualità, al ritorno in famiglia. Poter offrire questo percorso - conclude - permette alla donna di ritornare in una quotidianità familiare, lavorativa e di vita sociale".
(Adnkronos) - “Non basta essere rappresentate da donne, se poi non si conducono battaglie reali per la loro libertà. Una libertà che passa, prima di tutto, dall’indipendenza economica, dunque dallo stipendio. Il lavoro di questa mattina va proprio in questa direzione: provare a tradurre i principi in pratica, guardando in particolare alle professioni tecniche”. Lo ha affermato la deputata Pd, Lia Quartapelle, intervenuta oggi a Milano, all’evento ‘Progetto Donna’ promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina. Nel suo intervento, Quartapelle ha ricordato le conquiste del passato: “Se pensiamo all’inizio del Novecento, Milano era un luogo in cui bambine di sei, sette, otto, nove, dieci anni, lavoravano come aiuto-sarte, le cosiddette “piccinine”. Nel 1902 furono protagoniste di un celebre sciopero, grazie al quale ottennero che i pacchi di vestiti che dovevano trasportare per la città non superassero i 30 chili, un peso spesso superiore al loro stesso corpo - racconta - Quello sciopero segnò un passaggio fondamentale: fu l’avvio di una riflessione più ampia sul lavoro minorile e sul lavoro femminile in Italia. Da allora molto è cambiato. Le condizioni sono migliorate, anche nelle professioni tecniche. Se guardiamo al numero di ragazze laureate nelle discipline scientifiche - dall’economia all’ingegneria - assistiamo a una crescita significativa. I loro risultati accademici sono spesso migliori di quelli dei colleghi uomini e, in molti casi, anche i tempi di inserimento nel mondo del lavoro sono positivi. Questo è un segnale di progresso”. Ma anche alla luce di questi risultati, la deputata fa notare che “il divario non è scomparso”. Si rende dunque necessario “affrontare le cause strutturali che lo generano. L’approccio corretto è quello di andare alla radice dei problemi, comprendere le dinamiche profonde, superare stereotipi e paure, intervenire in modo mirato”. Il divario citato da Quartapelle riguarda soprattutto le retribuzioni. “Nel caso delle libere professioni il tema è ancora più complesso, perché non si tratta solo di stipendi regolati da contratti, ma di compensi professionali. È noto che tra professionisti e professioniste ordinistiche persiste un forte divario: avvocate, ingegnere, architette percepiscono compensi mediamente inferiori rispetto ai colleghi uomini, per molteplici ragioni". Per questo, spiega, "il lavoro che affrontate oggi - in modo concreto, misurabile, partendo dalle cause strutturali - è un passaggio decisivo per trasformare principi alti e condivisibili in cambiamento reale. Principi che affondano le radici nel nostro passato e che devono orientare il nostro futuro - dice - La rivoluzione che riguarda la condizione femminile è stata, nel secolo scorso, una delle rivoluzioni più profonde e riuscite - aggiunge -È una rivoluzione che continua anche oggi, pur tra ostacoli nuovi e talvolta più insidiosi. È una trasformazione che sentiamo sulle nostre spalle e davanti ai nostri occhi. E che dobbiamo portare a compimento”. Poi conclude tendendo la mano alle protagoniste di ‘Progetto Donna’: “Potete contare sul sostegno delle istituzioni. È fondamentale costruire e mantenere un’alleanza forte, capace di tenerci unite. Il metodo che avete scelto - rigoroso, basato sui dati, scientifico - è uno strumento prezioso, soprattutto in un tempo in cui il dibattito pubblico spesso si allontana dall’analisi e dalla concretezza. È da qui che possiamo continuare a costruire un cambiamento solido e duraturo”.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.