ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - "Assumere il ribociclib consente di ridurre ulteriormente il rischio residuo di recidive di queste pazienti, al netto dei migliori trattamenti già ricevuti, di quasi il 30%. Si tratta quindi di un impatto importante in termini di potenziale aumento della probabilità di guarigione". Lo ha detto Michelino De Laurentiis, professore e direttore del Dipartimento di Oncologia senologica e toraco-polmonare, Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione 'G. Pascale' di Napoli, in occasione del via libera alla rimborsabilità dell'inibitore Cdk4/6, in associazione alla terapia endocrina (Et) con inibitori dell'aromatasi, nel trattamento adiuvante di pazienti con cancro al seno in fase iniziale Hr+/Her2-. "Il ribociclib in fase adiuvante - chiarisce l'oncologo - si va ad aggiungere a un altro inibitore Cdk4/6 che già utilizziamo, che è l'abemaciclib. In questo caso la popolazione però è un po’ più ampia, in quanto sono compresi anche pazienti con tumore mammario ormonosensibile che abbiano un rischio moderato, con 1 o 3 linfonodi metastatici, ma senza fattori di rischio aggiuntivi che invece sono necessari per la prescrizione di abemaciclib". Per la prevenzione della recidiva il farmaco si assume dopo l'intervento chirurgico "quotidianamente - illustra De Laurentiis - Sono 2 compresse al giorno da 200 mg per 21 giorni consecutivi, a cui segue 1 settimana di interruzione. L'intero ciclo dura quindi 28 giorni, con l'ultima settimana libera da terapia. Il trattamento va assunto per 3 anni consecutivi in associazione alla terapia ormonale standard ed è normalmente discretamente ben tollerato. Gli effetti collaterali sono prevalentemente laboratoristici, quindi l'impatto, in termini di percezione soggettiva e di qualità di vita della paziente, è abbastanza limitato". Il farmaco non è nuovo nella cura del cancro al seno. "Viene utilizzato già da qualche anno nella malattia metastatica - puntualizza l'oncologo - In quel caso però la dose è superiore: si assumono 3 compresse da 200 mg al giorno. Lo schema è comunque lo stesso, con 21 giorni consecutivi di trattamento e 1 settimana di pausa”. Per i clinici la novità comporta nuove responsabilità organizzative e assistenziali. "Cambia l'impegno: avere a disposizione un'ulteriore arma terapeutica sicuramente fa piacere - osserva De Laurentiis - ma significa anche dover gestire attivamente il trattamento", cosa che "richiede comunque un'interazione tra paziente e medico aggiuntiva". Per le pazienti la disponibilità del nuovo farmaco comporta, sul piano psicologico e della gestione della malattia, un cambiamento dovuto "alla consapevolezza di avere a disposizione un ulteriore trattamento, che richiede certamente un impegno perché è un trattamento attivo che, soprattutto all'inizio, va gestito per verificare anche la tollerabilità". Tuttavia, il beneficio percepito è rilevante: "Induce la consapevolezza di un'ulteriore riduzione del rischio di recidiva - sottolinea l'esperto - quindi un'ulteriore protezione, al netto di quello che già facevamo, quindi secondo me l'impatto complessivo è positivo".
(Adnkronos) - Gestione ottimale delle risorse umane, organizzazione efficiente dei processi produttivi e utilizzo evoluto della tecnologia sono le tre variabili su cui le competenze manageriali possono davvero fare la differenza: ed è su questi tre ambiti prioritari che Fondirigenti il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager, leader in Italia per la formazione continua dei dirigenti, ha deciso di focalizzare l’Avviso 1/2026, pubblicato oggi. Un Avviso ad ampio spettro, con una dotazione complessiva di 18 milioni di euro, e un finanziamento massimo concedibile a ciascuna impresa pari a 15.000 euro. “Dal nostro osservatorio abbiamo rilevato negli ultimi anni, una crescita costante del fabbisogno di competenze manageriali - spiega il dg Fondirigenti, Massimo Sabatini - determinata tanto dall’accelerazione dell’evoluzione tecnologica e digitale quanto dal radicale cambio di paradigma relativo al ruolo delle persone in azienda. Sempre più la managerialità agisce come moltiplicatore di crescita e di creazione di valore, ed ha bisogno di essere supportata in modo strutturale. Con il primo Avviso del 2026 vogliamo dare una spinta decisa in questa direzione, sia in termini di risorse, sia in termini di contenuti formativi proposti”. I dati di Fondirigenti relativi ai piani finanziati nel periodo 2021–2025 consentono, infatti, di rilevare una profonda ridefinizione della domanda di formazione: accanto alle competenze tecniche necessarie a padroneggiare i fondamenti della trasformazione digitale, cresce in parallelo il fabbisogno di competenze manageriali in senso stretto, connesse alla capacità trasversali di interpretazione dei diversi scenari e di guida di organizzazioni e persone in contesti ad alta complessità. Un’analisi rafforzata dalle evidenze dei progetti di ricerca e modellizzazione promossi dal Fondo e che, non a caso, trova riscontro anche a livello europeo, con la strategia Union of Skills, lanciata nel 2025 dalla Commissione Europea, che evidenzia in maniera chiara il collegamento tra competenze, in particolare manageriali, e competitività del sistema produttivo. Il titolo evocativo del nuovo avviso 'Valore manageriale: il ruolo abilitante delle competenze come moltiplicatore di competitività' intende andare proprio in questa direzione, approfondendo il modo con il quale i manager del nostro Paese contribuiscono con le proprie competenze, allo sviluppo del modello originale di fare impresa come quello italiano. L’Avviso si concentra su tre ambiti prioritari, ritenuti determinanti per la competitività delle imprese: 1) Gestione delle Risorse Umane, con interventi rivolti al miglioramento delle performance e del benessere organizzativo; 2. Organizzazione dei processi produttivi, per ottimizzare la capacità di governare i nuovi processi di lavoro e di produzione 3. Utilizzo evoluto della tecnologia, inclusa l’Ia generativa e nuovi strumenti digitali per potenziare la qualità delle decisioni, ottimizzare i flussi operativi e abilitare un’innovazione continua e sostenibile. “Il manager di oggi deve essere sempre più in grado di integrare le diverse dimensioni della sostenibilità, la tecnologia e la visione strategica in un unico approccio - commenta il Presidente di Fondirigenti Marco Bodini - generare valore attraverso la managerialità significa perciò mettere a frutto un insieme integrato di competenze, dalla gestione del capitale umano, all’organizzazione dei processi, all’uso responsabile delle risorse finanziarie, capace davvero di cambiare il volto dell’impresa, garantendone la competitività nel medio lungo periodo”. La partecipazione all’avviso è aperta a tutte le aziende aderenti al Fondo. La presentazione dei Piani formativi dovrà avvenire, attraverso l'area riservata sul sito di Fondirigenti, dalle ore 12.00 del 18 marzo 2026 e fino alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.