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(Adnkronos) - La leggendaria chitarra 'Black Strat' di David Gilmour, cantante e chitarrista dei Pink Floyd, è stata venduta per 14,5 milioni di dollari all’asta da Christie’s a New York, diventando la chitarra più costosa della storia. L’asta faceva parte della collezione di strumenti musicali di Jim Irsay, imprenditore e filantropo, noto soprattutto per essere stato il proprietario e Ceo della squadra di football americano Indianapolis Colts. La chitarra, iconica per il suo ruolo nella registrazione di album fondamentali dei Pink Floyd come 'The Dark Side of the Moon' (1973), 'Wish You Were Here' (1975), 'Animals'' (1977) e 'The Wall' (1979), è stata utilizzata da Gilmour per le celebri canzoni 'Money', 'Shine On You Crazy Diamond' e per il solo di 'Comfortably Numb'. Prima dell’asta, gli esperti stimavano un valore compreso tra 2 e 4 milioni di dollari. Jim Irsay aveva già acquistato la 'Black Strat' all’asta nel 2019 per 5,245 milioni di dollari, cifra che all’epoca aveva fissato un record per una chitarra. In un’intervista con "Rolling Stone", Gilmour ha dichiarato: “Queste chitarre sono state molto generose con me, sono come amici. È il momento che servano qualcun altro”. Durante l'asta newyorchese molti sono stati i lotti aggiudicati a cifre straordinarie: la chitarra 'Doug Irwin Tiger' di Jerry Garcia è stata venduta per 11,56 milioni di dollari; la 'Fender Mustang' di Kurt Cobain per 6,907 milioni di dollari; il pianoforte verticale 'Broadwood' di John Lennon per 3,247 milioni d dollari. Venduti, inoltre, strumenti di altri grandi artisti come Eric Clapton, Bob Dylan e Miles Davis. L’asta ha registrato numeri eccezionali: i 44 lotti della collezione hanno totalizzato 84,09 milioni di dollari, quasi quattro volte la stima minima, e ogni vendita è stata accompagnata da applausi nel salone di Christie’s. Julien Pradels, presidente di Christie’s Americas, ha commentato: “Abbiamo avuto la sensazione di fare storia, lotto dopo lotto. La collezione Irsay rappresenta oggetti iconici che raccontano la nostra cultura e il nostro tempo”. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - Dai falsi miti sulle rinnovabili all'innovazione tecnologica nella filiera, dalla collaborazione euro-africana ai green job. Sono questi alcuni dei temi al centro di Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, alla Fiera di Rimini dal 4 al 6 marzo. Un’informazione poco accurata spesso alimenta uno scetticismo generale sul fatto che le rinnovabili possano svolgere un ruolo centrale nel mix elettrico nazionale, inducendo anche forti opposizioni sui territori alla realizzazione degli impianti. L’evento Good news, bad news, fake news: le rinnovabili tra narrativa e realtà, organizzato da Italy for Climate, il centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha voluto interrompere questa narrazione attraverso un confronto aperto tra esperti del mondo dell’informazione e operatori del settore. L’evento 'Energia e trasporti: gli scenari Iea tra innovazione tecnologica e sicurezza degli approvvigionamenti' a cura di Iea, Motus-E e Key, che si è svolto ieri, ha offerto un approfondimento sulle tecnologie che guideranno lo sviluppo del settore energetico e sull’impatto della nuova mobilità sulla domanda di energia globale, attraverso la presentazione, in esclusiva per l’Italia, di un estratto della nuova edizione del rapporto 'Energy Technology Perspectives'. Dal 2020 al 2025 le batterie hanno visto un calo dei costi del 35%, il fotovoltaico del 65% e l’eolico di oltre il 30%. Ciò ha favorito la diffusione delle tecnologie pulite, che oggi hanno un valore di mercato intorno a 1.000 miliardi di dollari, destinato a triplicare entro il 2035. Responsabili politici africani ed europei, leader del settore, investitori, aziende di servizi pubblici e partner di sviluppo si sono ritrovati a Key nei due eventi 'Solar PV/Wind power and Battery Storage Systems: the key to energy self-sufficiency - Driving Africa’s Energy Transition' e 'Multiple financing instruments need to be scaled up to accelerate Africa’s energy future and to improve energy access' a cura della fondazione Res4Africa. Il primo evento ha sottolineato il ruolo crescente dei sistemi fotovoltaici, eolici e di accumulo a batteria nell'ampliare l'accesso all'elettricità in Africa, rafforzare la resilienza della rete e ridurre la dipendenza dalla generazione diesel. Il secondo evento si è concentrato sulla mobilitazione di capitali e sul potenziamento di strumenti di finanziamento innovativi a sostegno della diffusione dell'energia pulita in tutta l'Africa. Infine, in un panorama lavorativo in cui la domanda di profili specializzati nei green jobs supera spesso l’offerta disponibile, si è tenuto a Key l’evento 'We want you! Le imprese si presentano al mondo del lavoro'. L’iniziativa ha offerto una fotografia dell’attuale mercato occupazionale legato alla sostenibilità. La sessione si è confermata un’occasione per accorciare le distanze tra domanda e offerta, posizionandosi come un punto di riferimento per studenti, giovani professionisti e talenti che desiderano orientare il proprio percorso di carriera verso i comparti più innovativi e sostenibili del futuro.