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(Adnkronos) - "Storicamente abbiamo trattato la colangite biliare primitiva puntando al miglioramento degli esami ematici, il quale si traduce in un miglioramento della sopravvivenza dei nostri pazienti. Quando però questi ci chiedevano un trattamento anche per i sintomi, come il prurito, avevamo le armi spuntate. Oggi abbiamo invece delle nuove terapie che ci permettono sia di rallentare la progressione di malattia - riducendo auspicabilmente la necessità di ricorrere al trapianto di fegato - sia di trattare" i sintomi importanti come "il prurito". Lo ha detto Marco Carbone, professore di Gastroenterologia all'università degli Studi di Milano Bicocca e dirigente medico dell'Epatologia Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano, oggi nel capoluogo lombardo a un evento organizzato da Gilead Sciences in occasione del via libera alla rimborsabilità da parte di Aifa (Agenzia italiana del farmaco), di seladelpar, nuova opzione terapeutica per la patologia epatica rara e autoimmune. Intervenire su un sintomo particolarmente debilitante come "il prurito cronico che non risponde agli antistaminici o alle creme - spiega Carbone - e per il quale, per molto tempo, non abbiamo avuto terapie, si traduce in un miglioramento del quadro globale: del prurito notturno, della componente emotiva, della qualità di vita e, verosimilmente, dell'astenia, la stanchezza cronica". La colangite biliare primitiva, "malattia cronica del fegato e delle vie biliari con un'origine autoimmune - chiarisce l'esperto - è caratterizzata dall'infiammazione cronica e dalla distruzione dei piccoli dotti biliari. Questo porta a un ristagno di bile a livello epatico, allo sviluppo di fibrosi e, quindi, alla cirrosi, se la malattia non viene trattata correttamente e precocemente. La diagnosi sarebbe piuttosto semplice - osserva - perché è una malattia caratterizzata dall'alterazione degli esami ematici. A renderla complessa è il fatto che si tratta di una patologia silente, come molte delle malattie croniche epatiche, che dà purtroppo sintomi solamente in fase molto avanzata".
(Adnkronos) - Sta per partire l’ottava edizione del corso di formazione per gestori di rifugi di montagna, un’iniziativa volta a specializzare una figura essenziale per il settore turistico delle aree alpine. Protagonista dell’iniziativa è Apf Valtellina, ente speciale della Provincia di Sondrio accreditato per la formazione professionale, che conferma il proprio ruolo di centro di riferimento per le professioni della montagna. Il corso è realizzato in collaborazione con Ersaf-Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste. La provincia di Sondrio rappresenta uno dei contesti montani più rilevanti della Lombardia per estensione, attrattività turistica e tradizione alpinistica. Investire nella formazione dei gestori significa sostenere la qualità dell’offerta turistica, rafforzare la competitività delle strutture in quota e contribuire alla crescita economica e occupazionale del territorio. L’obiettivo è incrementare le competenze di chi intende lavorare in quota, fornendo strumenti concreti non soltanto per l’accoglienza e la ristorazione, ma anche per la gestione imprenditoriale, la sicurezza e la valorizzazione del patrimonio montano. Una formazione che risponde alle esigenze del contesto alpino. Nei rifugi come nelle strutture ricettive sono richieste competenze nell’ospitalità, nella ristorazione, nell’accoglienza e nella gestione operativa, soprattutto nei periodi di alta stagione. Il gestore del rifugio ha un ruolo fondamentale anche nel monitoraggio del territorio circostante. La centralità di Apf Valtellina si inserisce in un ambiente unico: la rete dei rifugi della Valtellina si estende tra gli 800 e oltre 3.500 metri di quota e conta più di 70 strutture diffuse su tutto il territorio provinciale. Centri di riferimento per l’escursionismo e l’alpinismo, i rifugi rappresentano tappe essenziali per vivere la montagna in modo autentico e sostenibile, offrendo un’accoglienza sempre più orientata all’eco-sostenibilità. In questo scenario, il corso si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione della montagna lombarda, trovando in Valtellina un laboratorio concreto in cui formazione, turismo e sviluppo territoriale si intrecciano in modo diretto e virtuoso, con Apf Valtellina al centro di questo processo. Il percorso formativo, che partirà nel mese di marzo, approfondisce in modo strutturato le principali aree operative che caratterizzano la gestione di un rifugio alpino. Tra i moduli centrali figurano la gestione del servizio di ristorazione, con particolare attenzione all’organizzazione dell’offerta e al rispetto delle normative di settore; la sicurezza e la gestione delle emergenze in rifugio, tema cruciale in un contesto montano; e la vigilanza e manutenzione della struttura, per garantire efficienza, tutela degli ospiti e corretta conservazione dell’edificio nel tempo. Al termine del corso, gli allievi che avranno frequentato almeno l’80% del monte ore complessivo potranno accedere all’esame finale, articolato in una prova scritta e una prova orale. Il superamento dell’esame consente di ottenere l’Attestato di competenza regionale, certificazione che riconosce ufficialmente le competenze acquisite e abilita all’esercizio della professione secondo la normativa vigente.
(Adnkronos) - “Biae è la prima banca interamente focalizzata nel settore delle energie alternative e della transizione energetica ed ecologica. Siamo controllati al 100% da Banca del Fucino e tutte le nostre iniziative mirano a sostenere la transizione”. Così Carlo Cavallero, Direttore Generale della Banca Italiana per l'Ambiente e per l'Energia, illustra il core business di Biae nata a ottobre 2025 e per la prima volta al Key - The Energy Transition Expo, l’evento di riferimento per la transizione energetica in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), dal 4 al 6 marzo, presso la Fiera di Rimini. (Video) “È per noi un grande piacere essere a Key - afferma Cavallero - Vogliamo comunicare alle aziende che rappresentiamo il loro supporto per ogni necessità legata al mondo dell'energia. Assistiamo sia le imprese che realizzano impianti, sia quelle che si occupano di sviluppo: vogliamo essere protagonisti in questo settore affiancando tutti gli operatori”. Il dg si sofferma poi sulla struttura di Biae. “Sono due le direzioni: la direzione Green Lending, che eroga prodotti e servizi tipicamente bancari come finanziamenti e linee di liquidità, e la direzione Green Advisory. In quest'ultima - spiega - offriamo servizi di consulenza e siamo in grado di accompagnare le imprese nei loro investimenti, aiutandole, ad esempio, a trovare partner o acquirenti, o rispondendo a qualsiasi altra esigenza legata al mercato dell'energia”.