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(Adnkronos) - "Non escludo l'invio di truppe in Iran. Andiamo avanti finché è necessario". Donald Trump e gli Stati Uniti sono pronti ad un braccio di ferro prolungato con l'Iran. L'operazione Furia Epica, iniziata con l'attacco di sabato 28 febbraio, è destinata a prolungarsi fino al raggiungimento degli obiettivi. "Serviranno 4-5 settimane, ma abbiamo le risorse anche per andare oltre", dice il presidente americano, consapevole che il prezzo da pagare potrebbe essere ben più alto rispetto ai 6 soldati caduti sinora e ai circa 20 feriti gravi. Nessuna vittima, invece, tra gli equipaggi dei 3 caccia precipitati in Kuwait: gli aerei sarebbero stati abbattuti per errore da fuoco amico, senza conseguenze fatali per i piloti. "Stiamo andando più veloci del previsto. Siamo già sostanzialmente in anticipo rispetto alle nostre previsioni temporali - dice Trump alla Casa Bianca, spiegando che - dall'inizio avevamo previsto dalle quattro alle cinque settimane, ma abbiamo la capacità di andare molto più a lungo. Lo faremo", dice smentendo parzialmente le affermazioni categoriche del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, secondo cui "questo non è l'Iraq, non è una guerra senza fine". "Qualcuno ha detto: 'Il presidente vuole farlo molto rapidamente, poi si annoierà'. Io non mi annoio. Non c’è nulla di noioso in tutto questo. La leadership militare dell'Iran è stata neutralizzata in circa un’ora, quindi siamo molto in anticipo sulla tabella di marcia", sentenzia Trump. L'obiettivo finale è "assicurare che lo sponsor numero uno del terrorismo non ottenga mai l'arma nucleare, l'ho detto sin dall'inizio. Questa era la nostra ultima e migliore occasione per colpire ed eliminare le minacce intollerabili poste da questo regime malato e sinistro. Il regime aveva già missili capaci di colpire l'Europa e le nostre basi, sia locali e che all'estero, e sarebbe stato presto capace di raggiungere la nostra bella America", aggiunge. "Erano sulla via di avere l'arma nucleare in modo legittimo attraverso un accordo che era stato stupidamente firmato dal nostro Paese", dice riferendosi all'accordo ottenuto da Barack Obama. Al momento, però, non sono stati forniti elementi relativi ai progressi del programma nucleare iraniano e all'esistenza di minacce concrete. "Garantiremo che il regime iraniano non possa continuare ad armare, finanziare e dirigere eserciti di terroristi fuori dai suoi confini", dice ancora Trump. Per completare l'opera, potrebbe essere necessario inviare soldati sul territorio iraniano? "Non ho esitazioni riguardo ai 'boots on the ground', come dice ogni presidente: 'Non ci saranno truppe di terra'. Io non lo dico. Probabilmente non ce ne sarà bisogno, valuterei solo se necessario". "Stiamo distruggendo le capacità missilistiche dell'Iran e lo si può vedere ogni ora che passa, insieme alla loro capacità di produrne di nuovi e piuttosto efficaci. Stiamo annientando la loro Marina. Abbiamo già affondato 10 navi, sono sul fondo del mare". Gli Usa, a quanto pare, non hanno ancora assestato il colpo del ko: "Li stiamo per colpire molto duramente, l'operazione prosegue molto bene. La grande ondata di attacchi non c'è ancora stata, arriverà presto". Più dettagliate le informazioni fornite dal generale Dan Caine, comandante degli Stati maggiori riuniti. Le forze armate statunitensi, dice nella prima conferenza stampa al Pentagoni dall'inizio dell'operazione, hanno raggiunto la "superiorità aerea" sull'Iran, condizione che "non solo rafforzerà la protezione delle nostre forze, ma consentirà anche di proseguire le operazioni sul territorio iraniano". Caine ripercorre la genesi dell'attacco: il presidente degli Stati Uniti ha autorizzato l’avvio dell’operazione venerdì alle 15:38 (21:38 italiane). Secondo quanto ricostruito dal generale, il Comando centrale statunitense (Centcom) ha ricevuto l’ordine tramite il segretario alla Difesa, con il messaggio presidenziale: "Operazione Epic Fury approvata. Nessun annullamento. Buona fortuna". L’operazione militare è quindi iniziata alle 9:45 di sabato, ora locale. "Questa non è un'operazione di una singola notte, gli obiettivi militari che sono stati assegnati al Centcom e alla Joint Force richiederanno del tempo e, in alcuni casi, un lavoro difficile e determinato. Ci aspettiamo che avremo altre perdite", dice, preparandosi a potenziare la macchina bellica: nuove forze militari Usa arrivano in Medio Oriente. Alla domanda di quante truppe sono coinvolte in questo momento e quante saranno coinvolte, il generale non risponde in modo specifico ma evidenzia che altri militari "dell'aviazione tattica" stanno entrando nel teatro. "Penso che siamo quasi arrivati al punto che vogliamo in termini di totale capacità e potenza di fuoco".
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.