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(Adnkronos) - "Credo che questa serie di contumelie e banalità che ci sono state rivolte, a cominciare dal fatto che saremmo piduisti che vogliono realizzare il progetto di Gelli o addirittura amici dei camorristi, dipendano dal fatto che l'opposizione non ha argomentazioni razionali da opporre alla riforma". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio da Bologna torna a parlare del referendum. "C'è purtroppo la vana speranza che, nella denegata ipotesi che vincesse il no, allora il governo entrerebbe in crisi. Quello che rende particolarmente importante oggi e direi che attribuisce all'Italia il primo piano nell'ambito europeo è proprio la sua stabilità". Una stabilità, ha proseguito, che "i nostri avversari politici non hanno mai avuto e ci invidiano e cercano di minare questa stabilità con tutti i mezzi compreso quello di fare pensare che un'eventuale vittoria del No potrebbe essere risolutiva. A parte che sono arcisicuro che vincerà il Sì, questo non avrebbe alcuna conseguenza per il governo". Quindi la bordata ai magistrati: "Sono tutti bravi e preparati, su questo non c'è dubbio: qualcuno è anche troppo preparato e, come sapete, spesso il confine tra il genio e il matto è un confine sfumato. Tutti sono sicuramente preparati, quello che però non tutti hanno - e che dovrebbe essere la caratteristica principale del magistrato - sono l'umiltà e il buonsenso". Nordio ha ricordato che i magistrati hanno in mano un "potere colossale di limitare la libertà degli individui mandandoli in prigione e di vulnerare l'onore degli individui facendoli finire sui giornali magari senza ragione o non vigilando abbastanza sulla diffusione delle intercettazioni". "Umiltà e buon senso dovrebbero essere i correttivi di questo potere immenso che hanno soprattutto i pubblici ministeri - ha continuato - Umiltà e buonsenso non si imparano dai libri di diritto, ma si imparano molto di più dalla cultura generale". Queste persone investite da ampi poteri "dovrebbero leggersi una tragedia di Shakespeare in più e magari un libro di diritto di meno". "La riforma tende a liberare le energie di tutti i magistrati bravi, preparati e operosi che, non essendo iscritti a correnti, finora non hanno nessuna possibilità di assumere incarichi epocali", afferma Nordio. Quanto alle polemiche sul Csm Nordio ha ribadito il plauso all'intervento del Capo dello Stato. "C'è stata una accelerazione polemica, nelle settimane precedenti, che ha rischiato di sfociare in una sorta di rissa e questo come ha bene ricordato, facendo una sorta di esortazione, il Presidente Mattarella che si è rivolto ad entrambe le parti dicendo di riportare la discussione nell'ambito contenutistico e cercate di non alzare i toni. Esortazione che ho accolto con piacere e anche oggi sto cercando spiegare la riforma", sottolinea riferendosi al dibattito nel merito dei contenuti. Tuttavia il ministro non è pentito delle sue parole: "Io non li ho mai inaspriti i toni. A suo tempo mi sono limitato a citare quello che avevano detto altri", ricorda Nordio. "Nel complesso delle polemiche che sono state agitate da varie parti, abbiamo condiviso e ringraziato il presidente Mattarella, perché con il suo intervento speriamo, auspichiamo e siamo certi anzi che i toni saranno ricondotti nell'ambito fisiologico della dialettica dei contenuti – ha proseguito –. Parleremo del contenuto di questa riforma, sperando che non ci diano degli eversori, anticostituzionali, piduisti, mafiosi o altro, ma semplicemente analizzando quelli che sono gli elementi di una riforma costituzionale, che si inserisce nel percorso iniziato 40 anni fa da un eroe della Resistenza, Giuliano Vassalli, che introdusse un codice accusatorio senza avere il tempo e la possibilità di fare la riforma costituzionale che ne era l'epilogo necessario”.
(Adnkronos) - 'La giustizia italiana al bivio'. E' il titolo dell’incontro–dibattito dedicato al confronto sul referendum confermativo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare', in programma lunedì 23 febbraio 2026, alle ore 10, presso l’Aula Rossi dell’Università Lum Giuseppe Degennaro. Dopo i saluti e l’introduzione del Rettore Antonello Garzoni, l’iniziativa vedrà le presentazioni di Riccardo Figliolia, Segretario Generale Confimi Industria BaBifg e Massimo Melpignano, Responsabile nazionale Konsumer Italia. Interverranno Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia per il Comitato del Sì, e Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale e Prorettore dell’Università di Foggia per il Comitato del No. L’incontro prevede una sessione di q&a e si concluderà con l’intervento di Massimiliano Lanzi, Professore di Diritto Penale. A moderare il dibattito sarà il giornalista Antonio Bucci.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.