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(Adnkronos) - Olimpiadi, ma non solo. Messo da parte il 'caso' dei preservativi di Milano Cortina 2026 esauriti al Villaggio olimpico, in occasione dell’inizio ufficiale dei Giochi Pornhub ha analizzato l’andamento delle ricerche e del traffico in Italia. Il risultato? Un impatto significativo dell’evento a cinque cerchi sulle abitudini digitali degli utenti. Si tratta di un’analisi basata sui dati di traffico del sito, che mostra come i grandi eventi sportivi influenzino le ricerche online e i comportamenti digitali. Focus specifico, stavolta, sull’Italia e su Milano. Con un incremento legato (con alte probabilità) alla maggiore presenza di atleti e turisti nei giorni delle Olimpiadi. Rispetto al mese precedente, le ricerche legate ai Giochi olimpici e agli sport invernali hanno registrato aumenti straordinari. La chiave 'winter olympics' ha segnato la crescita più alta, con un incremento del +5452%, seguito da 'olympic village' (+4361%) e 'gold medal' (+3803%). Accanto a queste keyword più istituzionali, emergono ricerche più specifiche e curiose: 'speed skating' ha registrato un +2442%, 'nude olympics' un +2077%, mentre termini come 'gym leggings' e 'velor tracksuit' sono cresciuti rispettivamente del +1771% e del +1656%. Un segnale chiaro di come l’attenzione mediatica verso le discipline olimpiche si rifletta immediatamente anche nei comportamenti di ricerca online. Parallelamente al boom di keyword a tema sportivo, l’andamento del traffico durante la cerimonia di apertura racconta un’altra dinamica interessante. A partire dal pomeriggio del giorno dell’evento, il traffico verso Pornhub in Italia e nel resto del mondo ha iniziato a diminuire. Alle 20, in concomitanza con l’inizio ufficiale della cerimonia, in Italia si è registrato un calo del –12% rispetto a una giornata media, mentre a livello globale la flessione è stata del –8%. Già alle 21 il traffico è ripartito, riducendo il calo al –3%. Alle 22 il dato mondiale era tornato in positivo (+1%), con l’Italia quasi in linea (-1%). Entro mezzanotte, l’effetto rimbalzo si è fatto evidente: il traffico globale ha raggiunto un +9% rispetto alla media, mentre quello italiano si è attestato a +7%. L’analisi delle città ospitanti mostra inoltre alcune differenze tra Milano e Cortina. All’inizio della cerimonia, Cortina ha registrato un calo più marcato (-18%) rispetto a Milano (-13%). Durante la parte centrale dell’evento entrambe le città si sono attestate intorno al –5%, ma alle 22 Cortina è scesa ulteriormente al –9%, mentre Milano è rimasta più vicina alla media con un –3%. A mezzanotte Cortina ha segnato un +9% sopra la media, mentre Milano ha raggiunto il suo picco all’1 con un +11%. Confrontando infine il traffico delle città ospitanti con quello del resto del Paese, emerge un dato particolarmente significativo: alle 14 Milano ha registrato un impressionante +814% rispetto alla media nazionale, probabilmente trainata dall’afflusso di atleti, visitatori e operatori media presenti in città. Cortina ha invece segnato un picco del +527% rispetto al resto d’Italia subito dopo la fine della cerimonia. Le Olimpiadi Invernali 2026 confermano così come i grandi eventi globali influenzino non solo l’audience televisiva, ma anche le dinamiche di ricerca e navigazione online, con picchi e flessioni che seguono da vicino i momenti chiave della manifestazione.
(Adnkronos) - La professionalità dei consulenti del lavoro si fonda su una specializzazione qualificata e istituzionalmente presidiata, connessa alle politiche del lavoro che non coincide né può essere automaticamente assimilata a quella dei dottori commercialisti ed esperti contabili. È questo il punto fermo ribadito dal Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro nelle osservazioni e proposte presentate alla Camera dei Deputati sul disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione di commercialista, attualmente all’esame della commissione Giustizia. Nel documento si evidenzia come "l’attuale quadro normativo delinei una netta distinzione strutturale tra le due professioni, soprattutto nella materia del lavoro e della legislazione sociale. I consulenti del lavoro operano infatti all’interno di un sistema ordinamentale e di vigilanza integrato con le politiche pubbliche del lavoro, sotto la supervisione del ministero del Lavoro e in stretto raccordo con l’Ispettorato Nazionale". "Un assetto che si riflette nel percorso di accesso alla professione – esame di Stato specialistico, tirocinio mirato e formazione continua – e nello svolgimento di funzioni di rilievo pubblicistico, come la certificazione dei contratti di lavoro, la conciliazione e l’arbitrato in materia di lavoro, il coinvolgimento nelle procedure della crisi d’impresa, la gestione delle politiche attive e l’asseverazione di conformità (Asse.Co.)", aggiungono i consulenti del lavoro. Coerentemente con questo impianto, la giurisprudenza amministrativa, sottolineano i professionisti, "ha escluso la possibilità che il praticantato per l’accesso alla professione di consulente del lavoro possa essere svolto presso studi di dottori commercialisti ed esperti contabili, proprio in ragione della diversa natura delle competenze, del percorso normativo e della funzione professionale attribuita ai consulenti del lavoro nell’ordinamento". Secondo i consulenti del lavoro, "ulteriore elemento distintivo è il rapporto con le strutture associative e di assistenza fiscale, che la normativa consente di organizzare, per pmi e imprese artigiane, solo tramite i consulenti del lavoro. Il Consiglio nazionale ricorda inoltre che gli iscritti all’albo dei commercialisti possono svolgere gli adempimenti lavoristici e previdenziali previsti dall’art. 1 della legge 12/79, esclusivamente previa iscrizione all’apposita piattaforma tenuta presso l’Ispettorato nazionale del lavoro e limitatamente alla provincia in cui ha sede l’azienda assistita; a ulteriore conferma della distinzione tra le due professioni". "Dunque, le competenze dei consulenti del lavoro e quelle dei dottori commercialisti non sono sovrapponibili né assimilabili", concludono i consulenti del lavoro.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.