ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Eddie Brock è uno dei 30 concorrenti Big in gara al Festival di Sanremo 2026. Il cantautore romano debutta per la prima volta all'Ariston con il brano 'Avvoltoi'. Una consacrazione che arriva al culmine di un periodo di straordinaria esposizione mediatica, che ha trasformato l'artista indie nel personaggio più ricercato del momento. Edoardo Iaschi, in arte Eddie Brock arriva sul palco più prestigioso d'Italia da "underdog", come qualcuno lo ha definito. Un'etichetta che non lo spaventa, anzi. "Mi piace abbastanza, mi mette una pressione positiva", ha detto l'artista. La partecipazione alla kermesse chiude un cerchio perfetto iniziato pochi mesi fa in maniera dirompente con l'uscita del singolo ‘Non è mica te’. La canzone si è imposta rapidamente come un fenomeno social, diventando il sottofondo di oltre 20mila video su TikTok e garantendo all'artista una presenza costante nella Viral Top 50 Italia. I numeri confermano l'exploit: il brano ha superato i 5 milioni di stream su Spotify, trasformando Edoardo da promessa dell'indie a nome di punta della nuova scena musicale. Il nome d’arte scelto da Iaschi è un chiaro omaggio alla sua passione per i fumetti: Eddie Brock è infatti l'alter ego di Venom, celebre antagonista di Spiderman nell'universo Marvel. All'Adnkronos ha spiegato: "Sì, da bambino facevo impazzire mio zio perché mi disegnasse Venom, l'antagonista di Spider-Man, cento volte al giorno. Per prendermi in giro, visto che mi chiamo Edoardo, ha iniziato a chiamarmi 'Eddy'. Un giorno, a una gara di freestyle, dovevo scegliere un nome e ho detto: 'Boh, prendo Eddie Brock'. E me lo sono tenere dovuto. A un certo punto volevo cambiarlo, ma talmente pigro che ho lasciato perdere". Alle spalle, il cantautore ha oltre sette anni di esperienza e un percorso costruito passo dopo passo. La sua avventura professionale nel mondo musicale ha preso il via concretamente nel dicembre 2018, quando è stato selezionato per il contest Coca Cola Future Legend entrando nel team di Annalisa e partecipando a diverse tappe live. Nonostante il successo improvviso e i numeri da capogiro, Edoardo ha mantenuto i piedi ben saldi a terra. Come ha raccontato lui stesso in un recente monologo a 'Le Iene', continua a lavorare come operatore turistico e a gestire case vacanze insieme a suo cugino. 'Valigie, chiavi, check-in. La colazione è dalle sette alle dieci. Come Eddie Brock sono frastornato dalla botta emotiva, ma come Edoardo porto ancora le valigie ai turisti, consegno le chiavi delle loro stanze con vista su Roma', ha svelato l'artista. 'Continuate a fare quello che vi accende il petto, anche quando sembra inutile', è stato l'appello lanciato dall'artista che orale valigie dovrà prepararle per se stesso: destinazione Sanremo, per coronare il sogno di una vita. "Non è una storia che ho vissuto in prima persona, mi annoio a scrivere delle mie cose. È la storia di una persona che mi ha raccontato la sua difficoltà nel dichiarare i propri sentimenti per paura di rovinare un'amicizia e di soffrire. Nelle mie canzoni, però, metto sempre la mia lente d'ingrandimento emozionale. Sono empatico e mi arrabbio o mi emoziono come se la storia fosse mia, per questo scrivo sempre in prima persona. So che era la canzone giusta per Sanremo perché, a differenza di altre, non mi ha mai stancato". Ci ho provato lo sai Ma non riesco a non pensare a un noi Tanto so già che cosa dirai Rovineremmo tutto La nostra amicizia Vale più di così E fingendo Che nessuno dei due lo sapesse A far finta che non ci sia niente Mi mordo la lingua fino a sanguinare Ripetendoti che Ma se lo sai Che scegli sempre quello che ti farà male E resti sola dentro un letto da rifare Perché è più facile per te farti spogliare Che spogliarti il cuore Le parole si annodano in gola E ti asciugo il mascara che cola Per quell’uomo che non vale niente E ci caschi ancora e ancora Sei tu Che non impari mai E ci vai a letto E poi torni da me a piangere sul petto Bella come sei Non potrai fidarti mai Ma se lo sai Che scegli sempre quello che ti farà male E resti sola dentro un letto da rifare Perché è più facile per te farti spogliare Spogliare Spogliare È inutile che perdi il tempo Consumandoti quegli occhi Così belli Piangendo per quel bastardo Dicono sempre di esser degli eroi Ma ti girano intorno come avvoltoi Na na na na na na Na na na na na na Ma se lo sai Che scegli sempre quello che ti farà male E resti sola dentro un letto da rifare Per la paura che ti fa sempre scappare Da tutto questo amore.
(Adnkronos) - "Dobbiamo convincerci che le donne hanno il privilegio di partorire, ma il dovere di educare i figli non può essere solo loro. La genitorialità è un diritto, ma il dovere non si può lasciare soltanto alle donne. Metterei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È un problema di cultura". Sono le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, all’evento 'Progetto donna' promosso, oggi a Milano, dall’Ordine degli ingegneri della provincia meneghina. "Tengo molto a questa fotografia: lì c'è scritto 'È nata la Repubblica italiana'. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero -spiega-. Ricordo di aver letto quel giornale e di aver pensato: 'Questo è davvero un cambiamento per noi’' perché era la prima volta che le donne potevano votare. Le donne ottennero il diritto di voto quarant’anni dopo uomini che, in molti casi, erano analfabeti. In quegli anni uomini che non sapevano né leggere né scrivere decidevano le sorti dell’Italia, mentre donne laureate non potevano farlo -sottolinea Ercoli Finzi-. Ricordo una frase attribuita a Giolitti: 'Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Io credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo'". "Il voto alle donne significava poter occupare posizioni decisionali. Oggi molte donne ricoprono incarichi importanti, anche come amministratrici delegate, ma spesso si tratta di aziende di famiglia -continua-. Esistono ancora politiche e sistemi per cui alle donne non viene riconosciuto ciò che meritano. Perché, quando scade una posizione apicale occupata da un uomo, si sostituisce con un altro uomo? Le donne sono ugualmente capaci. Alle ragazze dico: abbiamo diritti civili. Se non ci vengono riconosciuti, dobbiamo fare la rivoluzione", conclude Ercoli Finzi.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso