ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - L'Iran vuole andare ai Mondiali 2026 ma vuole cambiare le sedi delle partite. La nazionale asiatica dovrebbe giocare tutte le gare della prima fase negli Stati Uniti: 2 match a Los Angeles e uno a Seattle. Uno scenario complicato, considerata la guerra in corso contro gli Usa. "La richiesta di spostare le nostre partite in Messico è ancora valida, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Terremo comunque la squadra pronta per la Coppa del Mondo, anche se la decisione finale spetterà al nostro governo. Le dichiarazioni di Trump sono molto contraddittorie e incoerenti", dice il ministro per lo Sport dell'Iran Ahmad Donyamali tornando - in un'intervista all'agenzia turca Anadolu - sul tema della possibile assenza della nazionale iraniana alla prossima World Cup. Donyamali ha spiegato: "Secondo le normative Fifa, la sicurezza deve essere garantita dal Paese interessato. I Mondiali sono in programma a breve e queste garanzie sono tutt'altro che scontate. La probabilità che l'Iran partecipi alle partite dei Mondiali negli Stati Uniti, in queste circostanze, è molto bassa. Se le necessarie garanzie di sicurezza venissero fornite, sarà il nostro governo a prendere la decisione sulla partecipazione ai Mondiali". Cosa succederebbe se l'Iran disertasse i Mondiali? L'Italia può essere ripescata? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana. Il motivo? L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
(Adnkronos) - L'ente del terzo settore Moby Dick Aps annuncia l'avvio ufficiale del tour nazionale legato al progetto 'Co-programmare con i giovani'. L'iniziativa, di rilevanza nazionale, è finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'annualità 2024 (ai sensi dell'art. 72 del D.lgs. n.117/2017) e vede l'ente salernitano guidato da Francesco Piemonte nel ruolo di capofila di un ampio partenariato composto da enti del Terzo Settore distribuiti su tutto il territorio italiano. “Parte il 9 aprile da Vibo Valentia il tour nazionale di Co-Programmare con i giovani – afferma Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps - progetto che ci vede capofila insieme a dodici partner di tutta Italia che si occupano di politiche giovanili. Una scelta ambiziosa con un unico grande obiettivo: andare sui territori per spiegare la co-programmazione e la co-progettazione non solo agli enti di terzo settore e alla pubblica amministrazione, ma anche e soprattutto ai giovani in qualità di potenziali fruitori. La nostra sfida è quella di coinvolgere soprattutto nuove generazioni, stimolando loro a fare delle proposte reali, da presentare poi al Governo entro la fine del 2026. In quest'ottica – conclude il Presidente Piemonte - un focus centrale dei meeting regionali è orientato a un risultato pratico e di forte impatto: i partecipanti lavoreranno con il chiaro obiettivo di raccogliere proposte in linea con gli 11 Youth Goals e con il lavoro che il Governo sta svolgendo per la definizione di una legge quadro nazionale”. Il viaggio di Co-programmare con i giovani attraverserà l'Italia con una serie di incontri operativi ospitati dai partner di progetto. Ecco il calendario ufficiale delle tappe: 9/10 aprile: Vibo Valentia - VV (Regioni coinvolte: Calabria / Sicilia), a cura della Fondazione Valentia; 29/30 aprile: Campobasso- Cb (Regioni coinvolte: Sardegna / Molise), a cura di Tdm 2000; 8/9 maggio: Taurisano- Le (Regioni coinvolte: Puglia / Basilicata), a cura di Fattoria Pugliese diffusa Aps; 23/24 maggio: Bassano del Grappa – VI (Regioni coinvolte: Veneto / Friuli) a cura di Amici del Villaggio Aps; 25/26 maggio: Ascea - Sa (Regioni coinvolte: Campania / Umbria), a cura di: Festival della Filosofia in Magna Grecia; 30/31 maggio: Pieve di Bono - Tn (Regioni coinvolte: Provincia Autonoma di Trento/Piemonte), a cura di Piazza Viva Aps; 30/31 maggio: Fiorenzuola - Pc (Regioni coinvolte: Emilia Romagna/Lombardia), a cura di Sciara Progetti Aps/Ets; 26/27 giugno: San Costanzo - Pu (Regioni coinvolte: Lazio / Marche), a cura di MO.D.A.V.I. APS-RA; 10/11 settembre: La Spezia - Sp (Regioni coinvolte: Liguria / Toscana), a cura di Senza Confini Aps. Il progetto, che coinvolge circa 2.500 persone tra giovani, operatori del Terzo Settore e della Pubblica Amministrazione è pensato per coinvolgere operatori e giovani di tutte le regioni in un percorso di partecipazione attiva e co-programmazione delle politiche giovanili. L'obiettivo cardine è ascoltare i bisogni reali delle nuove generazioni, stimolare un dialogo costruttivo con le istituzioni e favorire la nascita di idee e iniziative condivise, al fine di costruire comunità più inclusive, sostenibili e partecipative. Per tradurre questo ascolto in azioni concrete, il progetto mette in campo uno strumento fondamentale: una grande indagine conoscitiva, attraverso un lavoro di redazione partecipata. Da qui nasce il questionario nazionale, accessibile sul sito ufficiale https://www.coprogrammare.it/ , uno strumento essenziale per raccogliere su tutto il territorio italiano le opinioni e i bisogni dei giovani, ma anche degli operatori del terzo settore e delle istituzioni. Attraverso le loro risposte sarà possibile individuare tendenze, criticità e aspettative che guidano la progettazione delle attività successive. Questo passaggio permette inoltre di dare voce ai ragazzi, rendendoli protagonisti attivi nella costruzione delle politiche e dei servizi a loro destinati. I risultati dell’indagine conoscitiva saranno presentati a dicembre 2026, nel corso de meeting di chiusura di Co-programmare con i giovani.
(Adnkronos) - “In un contesto storico e geopolitico peculiare come quello attuale il senso istituzionale di convertire un decreto che affronta il tema del caro energia è prevalso su ogni altra considerazione. Il governo, con l’arricchimento del lavoro parlamentare, ha operato per dare un segnale forte di sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, intervenendo sia sulla riduzione dei costi in bolletta sia sul fronte della sicurezza energetica nazionale. Centrale, in quest'ottica, la promozione della contrattazione di lungo periodo per le imprese: disaccoppiando il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, le aziende potranno accedere a prezzi calmierati, con ricadute positive sulla competitività del sistema Paese”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, è intervenuto in Aula alla Camera in occasione della discussione sul decreto bollette. “Il lavoro in Parlamento è stato cruciale poiché ha reso possibile integrare i contenuti del decreto con emendamenti approvati in Commissione che hanno rafforzato ulteriormente le esigenze di contenimento dei costi energetici, il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e la salvaguardia della sicurezza energetica del sistema Paese mantenendo sempre primario l’interesse di tutela delle famiglie italiane”, ha aggiunto. Tra le novità introdotte, "l'estensione al teleriscaldamento delle agevolazioni già previste per il gas naturale a favore degli utenti finali. Rafforzata anche la tutela dei consumatori vulnerabili, con misure per garantire maggiore trasparenza nella fatturazione e nelle bollette e un contrasto più efficace alle pratiche aggressive del telemarketing nel settore energetico. Parallelamente, con il nuovo assetto dei rimborsi ai produttori termoelettrici a gas si interviene sui costi di generazione elettrica, riducendo componenti tariffarie e, subordinatamente all’autorizzazione europea, compensando parte dei costi Ets". In questo modo, "il decreto agisce direttamente sul prezzo all’ingrosso dell’energia, con benefici che si riflettono sull’intero sistema, pur mantenendo un quadro di coerenza con la normativa europea e con gli obiettivi climatici. Il decreto interviene inoltre su uno dei nodi più discussi dello sviluppo delle energie rinnovabili: la cosiddetta saturazione virtuale della rete, un ostacolo strutturale che fino ad oggi nessun governo aveva affrontato e che rischiava di rallentare la transizione energetica del Paese. Questo decreto non si limita a misure temporanee di sostegno. Ridisegna il comparto energetico per i prossimi anni, con la tutela delle famiglie italiane sempre al primo posto”. “Siamo consapevoli che è solo un primo intervento e continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi in relazione al contesto internazionale, pronti come sempre a sostenere il mondo produttivo e il potere di acquisto delle famiglie. Vogliamo estendere, in finale, il ringraziamento al Parlamento, al ministro Pichetto e a tutte le strutture tecniche del Mase che hanno lavorato in stretta collaborazione con gli uffici della Presidenza del Consiglio per promuovere un provvedimento che avesse a cuore tutte le questioni ritenute di preminente interesse nazionale”, ha concluso.