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(Adnkronos) - Promozione con riserva (5,74 su 10) per il Servizio sanitario nazionale: circa la metà dei cittadini (46%) ritiene che il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, non sia rispettato nel nostro Paese. Preoccupano le lunghe liste d'attesa, pronto soccorso e servizi d'emergenza e assistenza ospedaliera, anche se mostrano un lieve miglioramento verso l'anno precedente. Buona la valutazione sui vaccini con un voto di 6,63, che supera il 7 per i giovani tra i 25-34 anni. Permane la fiducia nel valore dell'innovazione: gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono considerati il principale motivo dell'allungamento della vita (40% degli intervistati) e gli sforzi dell'industria farmaceutica sono considerati molto importanti da quasi 1 persona su 2 (44%), con l'80% che ritiene il settore sanitario e farmaceutico "stimolanti per la crescita dell'economia italiana". Sono i dati principali dell'indagine 'Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn' di Euromedia Research, presentati in occasione dell'ottava edizione di 'Investing for Life Health Summit'. L'evento, organizzato da Msd Italia oggi a Roma, riunisce rappresentanti del mondo politico-istituzionale e accademico, esperti della comunità medico-scientifica e associazioni dei pazienti per dare vita a un confronto sui temi di politica sanitaria, accesso all'innovazione e investimenti in sanità. Il dibattito - riporta una nota - ha confermato la necessità di continuare a mettere al centro dell'agenda politica il tema della salute e incentivare il più possibile gli investimenti a supporto dell'innovazione di cui le aziende farmaceutiche si fanno promotrici. "Grazie al progresso della ricerca scientifica abbiamo dato una nuova speranza di vita a molti pazienti ed è solo puntando sull'innovazione che potremo continuare a farlo, offrendo risposte ai bisogni di salute non ancora soddisfatti - afferma Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia - In questo scenario, realtà come Msd ricoprono un ruolo di primo piano nel promuovere nuovi modelli di prevenzione e di cura e nel trasformare i progressi scientifici in benefici concreti per le persone. I dati lo dimostrano con chiarezza: il comparto farmaceutico è il settore trainante della nostra economia, l'unico manifatturiero stabilmente in crescita e tra i primi per import ed export, con un impatto positivo sul Pil nazionale. Siamo un'eccellenza da preservare e sostenere, perché rappresentiamo un volano di sviluppo per il Paese, anche in quanto datori di lavoro qualificato. E' quindi urgente riconoscere pienamente questo valore strategico e continuare a destinare risorse e capitali alla sanità e alla spesa farmaceutica, considerandola non solo una voce di spesa, ma un fattore decisivo di crescita, sostenibilità e competitività". Per Luppi "è indispensabile rimuovere con urgenza gli ostacoli alla crescita e all'attrazione di nuovi capitali - a partire dall'eliminazione del payback farmaceutico - e avviare una riforma sistemica che incentivi la progettualità industriale, sostenga la ricerca e valorizzi le soluzioni innovative. Solo così potremo garantire un accesso alle cure equo ed efficiente, mettere davvero al centro i pazienti e consentire al nostro Paese di guidare l'Europa verso un nuovo equilibrio tra accesso alle novità terapeutiche, promozione della ricerca e maggiore competitività a livello internazionale". Nel dettaglio - si legge nella nota - i dati dell'indagine confermano le liste d’attesa come il problema principale del Ssn (58% degli intervistati vs il 62% nel 2024); seguono l'organizzazione dei Ps e servizi di emergenza (38%) e l'assistenza ospedaliera (25%). Si registra inoltre una crescita della domanda di un ruolo più incisivo dello Stato, non per sostituire le Regioni, ma per assicurare standard uniformi e ridurre le disuguaglianze territoriali. "Questo Governo - sottolinea Orazio Schillaci, ministro della Salute - ha deciso di non ignorare l'annoso problema delle liste d'attesa e di affrontarlo con una legge organica che introduce misure chiare e incisive che spetta però alle Regioni attuare. Il Governo ha fatto la sua parte: oggi ci sono regole e strumenti di controllo. Ma è necessario il contributo fattivo delle Regioni per un cambio di passo che non è più procrastinabile. Già oggi il livello centrale esercita il proprio potere di controllo e monitoraggio nell'interesse esclusivo dei cittadini attraverso la verifica degli adempimenti regionali nell'erogazione dei Lea e l'equità di accesso alle cure così come per il rispetto dei tempi di attesa". I cittadini italiani esprimono fiducia nell'innovazione, riconoscendo negli investimenti in Ricerca & Sviluppo un fattore decisivo che ha portato a terapie più efficaci, a diagnosi precoci, a diagnostica avanzata, alla chirurgia moderna, generando al contempo un impatto positivo sull'economia del Paese. Per il 40% degli intervistati l'innovazione è il principale motore dell'allungamento della vita, mentre il 44% attribuisce un'elevata importanza all'impegno in R&S dell'industria farmaceutica, tanto che per l'80% il comparto è considerato elemento chiave per la crescita economica italiana. Anche se per quasi 1 italiano su 2 il diritto alla salute non è pienamente rispettato, il report evidenzia "valutazioni positive in alcune regioni del Nord (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), rafforzando la percezione di un sistema sanitario diseguale, legato alle performance territoriali - osserva Alessandra Ghisleri, amministratore delegato Euromedia Research - E' inoltre diffusa la convinzione che l'Italia investa meno della media Ue in sanità (38%). Il 44% degli italiani, inoltre, ritiene molto importante lo sforzo di ricerca e sviluppo dell’industria farmaceutica nella lotta alle principali malattie". A rallentare gli investimenti in sanità pubblica, secondo gli intervistati sono la gestione inefficiente delle risorse disponibili (30%) e le diverse priorità della politica (17%). L'accesso alle terapie innovative è percepito ancora lento (87%) e disomogeneo, nonostante il riconoscimento di una ricerca attiva e produttiva (28%) e la presenza di molti centri di eccellenza (24%). "In una fase storica in cui la competitività internazionale rappresenta una leva decisiva per la crescita economica e la sicurezza della nazione, l'industria farmaceutica in Italia conferma il proprio ruolo centrale nel sistema produttivo - evidenzia Marcello Cattani, presidente Farmindustria - Nel 2025 si è affermata come uno dei principali motori dell'export italiano, con un incremento del 28,5% rispetto all'anno precedente e un valore complessivo di circa 69,2 miliardi di euro, una performance nettamente superiore alla media del manifatturiero nazionale (+3,2%)". Questi risultati, prosegue, "sono il frutto di investimenti continui in ricerca, innovazione, competenze altamente specializzate e qualità produttiva. E il rafforzamento della competitività passa anche dalla capacità di attrarre ricerca clinica. A livello europeo, secondo una ricerca di Frontier Economics pubblicata dalla European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (Efpia), il raggiungimento degli obiettivi Ue per attrarre studi clinici - con un incremento dell’11%, target fissato da Commissione europea, European Medicines Agency (Ema) e Heads of Medicines Agencies (Hma) - potrebbe consentire a 35mila pazienti di accedere a trattamenti innovativi. L'impatto sarebbe rilevante anche sul piano economico e sociale: 4 miliardi di euro aggiuntivi all'anno per i sistemi sanitari e l’economia, 18mila nuovi posti di lavoro e 3 milioni di giorni di malattia evitati. Per mantenere e consolidare questa leadership - avverte - sono essenziali un quadro regolatorio e politiche industriali che favoriscano innovazione, collaborazione pubblico-privato e accesso tempestivo alle nuove terapie". Gli italiani - si legge nel report - chiedono una sanità sempre più centrata sulla persona: quasi la metà vorrebbe pazienti attivamente coinvolti nelle decisioni di cura (il 49%). La trasformazione digitale e l'intelligenza artificiale sono viste come un aiuto concreto all'assistenza (per circa 7 su 10), soprattutto per alleggerire il lavoro degli operatori e migliorare l'accuratezza delle diagnosi, confermando telemedicina e Ia come strumenti di supporto alle visite tradizionali, con il medico saldamente al centro delle decisioni. In tema di prevenzione, si chiede al Ssn di puntare soprattutto su oncologia e malattie cardiovascolari, mentre l'adesione alle vaccinazioni mostra una lieve flessione. Sul fronte dell'informazione, il medico di medicina generale resta la fonte più autorevole, affiancato da portali medico-scientifici qualificati e associazioni di pazienti, con i media generalisti in calo di centralità e la disinformazione sanitaria in lieve diminuzione, pur veicolata soprattutto dai social, in particolare su vaccini e alimentazione. A fare da corollario alla mattinata di 'Investing for Life Health Summit', oltre a quanto emerso dall’indagine - conclude la nota - ci sono stati alcuni topic particolarmente rilevanti come la nuova governance per la farmaceutica e l'immunizzazione e la prevenzione come investimento; ma anche le strategie per attrarre R&S in Italia, l'accesso all'innovazione terapeutica, il superamento del meccanismo del payback toccati nel corso di tre tavole rotonde. La seconda parte dei lavori di 'Investing for Life' è stata dedicata alla prevenzione dei tumori Hpv-correlati, in occasione della celebrazione, oggi, della Giornata mondiale di sensibilizzazione sul Papillomavirus, patogeno che può causare diversi tumori potenzialmente letali e che, grazie alla prevenzione, sia primaria sia secondaria, oggi potrebbe essere eliminato.
(Adnkronos) - Il Consiglio notarile dei Distretti Riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia prosegue il proprio cammino a favore della legalità, della tutela delle persone fragili e della promozione del confronto pubblico sui temi della giustizia, attraverso una serie di iniziative che testimoniano il ruolo sociale della funzione notarile. Nelle scorse settimane, presso la sede romana di via Flaminia, è stato accolto l’albero dedicato alla memoria del giudice Giovanni Falcone, donato nell’ambito del progetto nazionale 'Un albero per il futuro', promosso dal Rotary e dal Comando unità forestali dell’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni civili e militari, tra cui, il Procuratore Capo della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, che ha sottolineato che l'Albero di Falcone costituisce un segno di memoria e responsabilità civile, richiamando i valori della giustizia e dell’impegno delle istituzioni al servizio della collettività. Il presidente del Consiglio Notarile di Roma, Notaio Marco Forcella, ha dichiarato: "La consegna dell’Albero di Falcone al Consiglio Notarile è il riconoscimento del Notariato come garante della Legge nei campi in cui i Notai operano, dando certezza nei traffici immobiliari e societari ed in tutto quel che concerne le successioni ed il passaggio generazionale". Nel solco della promozione del dialogo istituzionale e del confronto tecnico sui grandi temi della giustizia, il Consiglio Notarile ospiterà mercoledì 11 marzo, presso la propria sede, la tavola rotonda: 'Separazione delle carriere: oltre gli slogan, dialogo tecnico tra Sì e No'. L’incontro vedrà il confronto tra autorevoli, per generare una riflessione approfondita e pluralista su una tematiche di grande attualità nel dibattito pubblico. Tra i sostenitori dei 'Sì' l'avvocato Giulio Prosperetti, vicepresidente della Corte Costituzionale, e Giuseppe Cricenti, Giudice di Cassazione. Tra i sostenitori del 'No' Anna Maria Soldi, sostituto procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione e Mario Palazzi, procuratore Capo della Repubblica a Viterbo. In continuità con queste responsabilità, è stato avviato un protocollo di intesa sul 'Dopo di noi' con la Regione Lazio, firmato dall’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona, Massimiliano Maselli. Nell'ambito di questo accordo è stato attivato da poche settimane uno sportello regionale di consulenza notarile gratuita, dedicato a persone con grave disabilità e alle loro famiglie, per offrire loro orientamento e supporto sugli strumenti giuridici previsti dalla Legge 112/2016 – tra cui trust, vincoli di destinazione e fondi speciali. La prenotazione al servizio si effettua via mail in base al calendario pubblicato dalla Regione.
(Adnkronos) - “Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole", è il titolo del convegno che si terrà martedì 3 marzo alle 11,30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati, promosso da PlanEat su iniziativa dell’onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura e prima firmataria della Legge 166/2016 antispreco. A dieci anni dall’approvazione della Legge Gadda, l’incontro intende aprire una riflessione sulla “fase 2” delle politiche contro lo spreco alimentare, spostando il focus dalla gestione delle eccedenze alla prevenzione a monte, in particolare nei servizi di ristorazione scolastica e collettiva. I temi al centro del confronto saranno: la dimensione del fenomeno In Italia, vengono preparati ogni giorno circa 3 milioni di pasti nelle scuole e una quota significativa — stimata intorno al 30% — non viene consumata. Il ruolo delle politiche pubbliche e degli appalti: il convegno metterà al centro la necessità di introdurre nei capitolati di gara modalità più puntuali per il raggiungimento dei Cam (criteri ambientali minimi), includendo strumenti innovativi e digitali per il monitoraggio e la prevenzione dello spreco. L’orizzonte europeo 2030: il confronto si inserirà nel quadro delle politiche europee che prevedono una riduzione significativa degli sprechi alimentari entro il 2030, evidenziando l’urgenza di sistemi di misurazione più omogenei e strutturati. All'incontro sono previsti gli interventi di Nicola Lamberti, ceo e founder PlanEat, Giovanni Gostoli, direttore generale Rete dei Comuni Sostenibili, Daniele Branca, responsabile ufficio legislativo e lavoro Legacoop Produzione e Servizi, Carola Ricci, professor of International Law e delegata del Rettore per la cooperazione internazionale, l'onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente Commissione Agricoltura. Nel corso dell’incontro PlanEat presenterà la propria esperienza nella pianificazione digitale dei pasti e nell’analisi dei consumi nella ristorazione collettiva, mostrando come l’utilizzo di strumenti digitali possa migliorare la programmazione del servizio, affiancare i percorsi di educazione alimentare, contribuire alla prevenzione strutturale dello spreco. Sarà inoltre illustrato il progetto pilota PlanEat Scuole, realizzato in una mensa della provincia di Pavia, che ha introdotto la scelta anticipata del pasto e un sistema di pianificazione basato sui dati. L’evento intende favorire un confronto tra istituzioni, amministrazioni locali, operatori della ristorazione e mondo della ricerca per individuare strumenti concreti capaci di rafforzare le politiche di prevenzione dello spreco alimentare, con ricadute su sostenibilità ambientale, qualità educativa ed efficienza della spesa pubblica.