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(Adnkronos) - Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema dell'Iran? "Per me è inaccettabile". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto così in un'intervista ad Axios, escludendo il nome del figlio di Ali Khamenei dai possibili successori dell'ayatollah ucciso nella prima ondata di raid americani e israeliani su Teheran. "Il figlio di Khamenei per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran", ha detto Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato di voler essere coinvolto personalmente nella scelta della nuova Guida Suprema dell'Iran, che prenderà il posto di Ali Khamenei. "Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come nel caso di Delcy (Rodriguez, ndr) in Venezuela", ha scandito il tycoon, confermando che Mojtaba Khamenei è il nome più accreditato per il ruolo di Guida Suprema. "Lavoreremo con il popolo e il regime per assicurarci che arrivi al potere qualcuno in grado di costruire un Iran migliore, ma senza armi nucleari", ha aggiunto Trump rispondendo in un'altra intervista a Politico e sottolineando che gli Usa aiuteranno a "fare la scelta giusta" perché vogliono evitare di avere un leader dell'Iran "che porterà a dover rifare tutto questo tra 10 anni". Alla domanda su quanta influenza si aspetta di avere sulla futura leadership iraniana, Trump ha risposto: "Avrò un grande impatto, altrimenti non ci sarà alcun accordo. Ora stanno guardando al figlio. Il motivo per cui il padre non ha voluto affidare il potere al figlio è che lo considerava incompetente". La guerra, ha ribadito, ha preso una direzione ben precisa: l'Iran è spacciato "Non hanno una Marina. Non hanno un'Aeronautica. Non hanno sistemi di rilevamento aereo. È stato tutto spazzato via. I loro radar sono stati tutti distrutti. Il loro esercito è decimato. Tutto quello che hanno è il coraggio", ha detto Trump a Politico. Poi, in un'intervista telefonica a Channel 12, Trump ha ribadito la richiesta al presidente israeliano Isaac Herzog di concedere immediatamente la grazia al primo ministro Benjamin Netanyahu, in modo che quest'ultimo possa concentrarsi sulla guerra contro l'Iran. Il presidente Usa ha spiegato di non volere che Netanyahu si preoccupi di questioni diverse dalla guerra con Teheran. Trump ha definito quello di Herzog un comportamento inaccettabile, sostenendo di aver sollevato la questione con il presidente israeliano per un anno e che Herzog gli ha promesso cinque volte che avrebbe graziato Netanyahu. A stretto giro, la risposta di Herzog. "In un momento in cui siamo tutti mobilitati, il presidente non si sta occupando della questione della grazia", le parole in una dichiarazione dell'ufficio del presidente israeliano. "Come è stato chiarito più volte in passato, Israele è uno Stato sovrano, uno Stato di diritto e pertanto la richiesta del premier è al ministero della Giustizia per un parere legale, come da procedura, e quando si sarà concluso il processo il presidente esaminerà la richiesta nel rispetto della legge, per il bene dello Stato, secondo la sua coscienza e senza influenze o pressioni esterne di sorta". Secco no a interferenze americane da parte dell'Iran. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha replicato a Trump, sostenendo con l'Nbc che la scelta su chi sarà la nuova Guida Suprema "è una questione che riguarda esclusivamente il popolo iraniano e nessuno può interferire". "Ci sono molte voci, ma nessuno alla fine sa esattamente chi potrebbe essere eletto" dall'Assemblea degli Esperti, ha aggiunto Araghchi, commentando le indiscrezioni sulla nomina del figlio di Khamenei, Mojtaba. Ha, poi, rilanciato le accuse contro Israele per un drone che ha colpito l'aeroporto dell'exclave azera di Nakhchivan, ferendo quattro persone. In un colloquio telefonico con il collega di Baku, Djeyhoun Bairamov, Araghchi - come già avevano fatto le Forze armate iraniane - ha negato che Teheran abbia attaccato l'Azerbaigian, "denunciando il ruolo del regime israeliano in questi attacchi, con l'obiettivo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica e danneggiare le buone relazioni dell'Iran con i suoi vicini". Nel sesto giorno di guerra, Araghchi in un post su X si è poi rivolto a Trump: "Il piano A per una vittoria militare rapida e netta è fallito, signor presidente. Il suo piano B rischia di essere un fallimento ancora più grande". "La verità è che la possibilità di raggiungere un accordo unico è andata persa quando la cricca dell''America Last' ha oscurato i 'progressi significativi' che erano stati fatti nei negoziati", ha aggiunto Araghchi, riferendosi ai tre round di negoziati sul nucleare tra Teheran e Washington che si sono tenuti in Oman e in Svizzera. "'Israele First' significa sempre 'America Last'", ha affermato. In un'intervista all'emittente americana Nbc, il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre specificato: "Non abbiamo chiuso lo Stretto di Hormuz: sono le navi e le petroliere che non provano ad attraversarlo perché temono di essere colpite da entrambe le parti. Non abbiamo alcuna intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz in questo momento, ma se la guerra dovesse continuare prenderemo in considerazione ogni scenario possibile". E' tornato, poi, a farsi sentire per voce del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani. "La storia non è finita e il martirio dell'Imam Khamenei avrà per voi un prezzo altissimo", aveva detto ieri Larijani rivolto a Trump e agli americani. E oggi su X ha rincarato: "Alcuni funzionari americani hanno minacciato di inviare forze di terra in Iran. I coraggiosi giovani cresciuti alla scuola dell'Imam Khomeini e dell'Imam Khamenei sono pronti a umiliare questi malvagi invasori americani, infliggendo loro migliaia di vittime e facendo molti prigionieri". Larijani ha sottolineato che "la sacra terra dell'Iran non è un posto per i servitori dell'inferno".
(Adnkronos) - Per 4 adolescenti su 10, “stare insieme” significa prima di tutto amicizia: uno spazio fatto di complicità, leggerezza e condivisione quotidiana. E tra i contesti in cui sperimentano il lavoro di squadra, la fiducia reciproca e il senso del “noi” seguono la scuola (22%) e lo sport (8,8%). È quanto emerge da 'Generazione Noi', l’analisi promossa da Ringo e realizzata dal partner Extreme, società specializzata nell'analisi strategica delle conversazioni web e social, su oltre 35.000 contenuti social prodotti in lingua italiana su TikTok, Instagram e YouTube. La ricerca si inserisce nella comunicazione di 'Tra di noi c’è più gusto', la campagna con cui Ringo racconta il valore delle relazioni tra coetanei e del Terzo Spazio: quel luogo, fisico o simbolico, in cui gli adolescenti costruiscono relazioni, autonomia e identità lontano dalla supervisione diretta di adulti, genitori o insegnanti. L’analisi si basa su un approccio di social listening qualitativo, che utilizza un sistema di ancore semantiche costruite a partire da slang, espressioni ricorrenti e codici linguistici tipici dei ragazzi e delle ragazze tra i 13 e i 18 anni. Il linguaggio diventa la chiave per intercettare e interpretare le conversazioni: non solo oggetto di studio, ma anche strumento metodologico centrale. Dai dati emerge con chiarezza anche dove gli adolescenti raccontano oggi lo stare insieme online: TikTok concentra il 50% delle conversazioni; Instagram il 49%; YouTube è marginale. Un dato che racconta una socialità espressa attraverso formati rapidi, visivi e performativi. Su TikTok lo stare insieme prende forma in meme, slang e micro-rituali, mentre su Instagram diventa un racconto più editoriale e descrittivo, fatto di immagini e parole che fissano i momenti condivisi. L’amicizia è il primo pilastro della collaborazione, soprattutto per le ragazze adolescenti, per le quali rappresenta il cuore della socialità (54,2%). Tra i ragazzi adolescenti, invece, lo stare insieme si costruisce più spesso attraverso sport e attività condivise (49,3%). Lo sport emerge come spazio di appartenenza più che di performance: genera maggiore coinvolgimento quando viene raccontato come esperienza collettiva. Il tono delle conversazioni è prevalentemente positivo (51,1%), e ruota attorno a quattro pilastri: appartenenza attiva (37,1%), inclusione (28,4%), continuità nel tempo (25%) e orgoglio condiviso (9,5%). La scuola, pur comparendo in meno conversazioni rispetto allo sport, genera un coinvolgimento medio più alto (oltre 5.300 like medi), confermandosi un grande denominatore emotivo. Non viene raccontata come un’istituzione, ma come uno spazio profondamente relazionale, in cui il gruppo diventa una risorsa fondamentale per vivere meglio la quotidianità. Dalle conversazioni emerge come stare insieme a compagni e compagne contribuisca innanzitutto ad alleggerire ansia e pressione (45,5%), rendendo più affrontabili verifiche, cambiamenti e nuove sfide. Accanto a questo, la scuola è anche il luogo del sostegno pratico e concreto (31,8%): studiare insieme, aiutarsi, condividere appunti e prepararsi alle difficoltà quotidiane. Infine, è lo spazio in cui si costruiscono ricordi comuni (18,2%), che rafforzano il senso di appartenenza e trasformano l’esperienza scolastica in una storia condivisa. In questo scenario, anche il cibo assume un ruolo sociale molto concreto: la merenda torna spesso come rito informale di gruppo, un momento semplice ma identitario in cui ci si ritrova, si chiacchiera e si “stacca” dalle regole. Non è solo consumo, ma condivisione: una pausa che diventa spazio di libertà e complicità. Il gioco on line (4,8% delle conversazioni) emerge come spazio sociale pieno: clan, team “aperti”, valutazioni di skill, gergo condiviso. L’intrattenimento non resta un’attività individuale, ma diventa un’occasione per creare piccole comunità molto unite. In questo contesto, il digitale non sostituisce l’amicizia, ma la struttura e la rende più organizzata. La musica (3,8% delle conversazioni) non risulta come semplice ascolto, ma diventa immaginario, sogno comune e desiderio, soprattutto nell’esperienza live, come un concerto, dove si trasforma in un rito di amicizia. È anche una sfida creativa, in cui la performance smette di essere solo esibizione per diventare un’occasione per mettersi alla prova, migliorare e rafforzarsi reciprocamente. Il racconto dello stare insieme passa anche, e soprattutto, dal linguaggio: è uno degli elementi chiave attraverso cui gli adolescenti costruiscono e riconoscono il gruppo. Non si tratta solo di “parole alla moda”, ma di un vero codice identitario, fatto di slang, format narrativi e riferimenti condivisi. Il lessico è ibrido e nativo digitale: convive l’italiano con anglicismi, termini dal gaming, meme culture e dialetto “remixato”. Le espressioni più diffuse nelle conversazioni, come bro, bestie, random, chill o team, funzionano come segnali di appartenenza, mentre hashtag come #fyp o #perte servono a rendere il contenuto visibile e condivisibile. Un ruolo centrale è giocato dai format narrativi, in particolare il POV (“Point of View”), che permette di raccontare lo stare insieme in prima persona, trasformando situazioni quotidiane in micro-storie immediatamente riconoscibili. Il linguaggio è breve, performativo e comunitario: più che spiegare, serve a far sentire “dentro” chi guarda. Emoji, allungamenti vocalici e punti esclamativi sostituiscono spesso le dichiarazioni esplicite di emozione. Nel complesso, il linguaggio racconta una generazione in cui il “noi” viene prima dell’“io”: le parole non servono solo a comunicare, ma a costruire legami e “delimitare il gruppo” Nel complesso, l’analisi restituisce l’immagine di una generazione fortemente relazionale, lontana dall’idea di individualismo spesso associata ai giovani. I ragazzi e le ragazze adolescenti di oggi non utilizzano il digitale per sostituire le relazioni, ma per estenderle e amplificarle: lo “stare insieme” nasce nella quotidianità offline (a scuola, nello sport, nel tempo libero) e viene poi raccontato e condiviso online come parte integrante dell’esperienza. I valori che emergono dall’analisi di Extreme prendono forma concreta in LabiRingo, l’installazione esperienziale che Ringo porterà nelle piazze italiane per invitare ragazzi e ragazze adolescenti a giocare insieme. Un vero Terzo Spazio fisico, pensato come luogo di incontro, relazione e scoperta, in cui la collaborazione non è solo un tema, ma una condizione necessaria per vivere l’esperienza. LabiRingo è un percorso immersivo e condiviso che accompagna i partecipanti all’interno di un labirinto fatto di prove, intuizioni e piccoli obiettivi da superare insieme. Ogni tappa è progettata per stimolare il lavoro di squadra, la complicità e la capacità di coordinarsi, trasformando il gioco in un’esperienza collettiva. All’interno dell’installazione, le persone vengono coinvolte in diverse attività che richiedono collaborazione e fiducia reciproca: solo agendo insieme è possibile orientarsi, avanzare nel percorso e arrivare all’uscita finale, dove l’esperienza viene celebrata e condivisa. Il labirinto diventa così una metafora concreta dello “stare insieme”: un viaggio fatto di scelte comuni e risultati condivisi. “Con Tra di noi c’è più gusto vogliamo valorizzare quei momenti in cui gli adolescenti stanno insieme in modo spontaneo e autentico - commenta Susanna Catelli, Senior Marketing Manager Ringo. “Il Terzo Spazio è proprio questo: un luogo in cui si cresce attraverso le relazioni, fuori dalle logiche di competizione e giudizio. Con LabiRingo trasformiamo questo concetto in un’esperienza reale, creando spazi che invitano a collaborare, condividere e divertirsi, parlando il linguaggio delle nuove generazioni e rispettandone tempi e modalità.” LabiRingo debutterà a Milano, in Piazza Gae Aulenti, dal 6 all’8 marzo, proseguirà a Napoli, in Piazza Dante, dal 13 al 15 marzo e, infine, approderà a Bari, in Largo Giannella, dal 20 al 22 marzo, per tre weekend dedicati al gioco e alla collaborazione.
(Adnkronos) - Agn Energia lancia a Key 2026 (Rimini, 4-6 marzo) il modello della 'utility su misura': un’evoluzione strategica che trasforma il fornitore in un partner capace di 'cucire' soluzioni energetiche sulle reali necessità di ogni cliente. Presso il Padiglione A2 - Stand 120, l’azienda del Gruppo Quiris presenta un ecosistema integrato dove il Gpl si combina sinergicamente con la fornitura di luce e gas, il fotovoltaico e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questo approccio adattivo consente di costruire per famiglie e imprese un mix energetico realmente integrato, che combina Gpl, luce e gas nel mercato libero, fotovoltaico e soluzioni da fonti rinnovabili in base alle esigenze specifiche di consumo e al contesto di utilizzo. Non un’offerta standard, ma un sistema modulare capace di adattarsi nel tempo. Questo modello si fonda su una presenza territoriale concreta: 30 sedi operative e una rete qualificata di professionisti e installatori distribuiti in tutta Italia. Agn Energia presenta a Key 2026 anche il proprio rinnovato posizionamento di brand, sintetizzato nella firma istituzionale 'Presente ogni giorno'. Un’espressione che richiama continuità operativa, vicinanza territoriale e capacità di accompagnare clienti e comunità nel tempo. A questa si affianca il payoff di prodotto 'L’energia che vive con te', che traduce il nuovo modello strategico in un approccio concreto e tecnologicamente neutrale: non una soluzione predefinita, ma l’energia più adatta quando serve, dove serve e per quanto serve. Per sottolineare il legame con la sua rete professionale, nell’arco della tre giorni di fiera, Agn Energia ospiterà presso il proprio stand una speciale premiazione dedicata agli installatori che si sono distinti per l’eccellenza e l’impegno nella sicurezza sul lavoro.