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Il 4-5 marzo torna a Roma CyberSec, 5°edizione su cybercrime e guerra digitale

(Adnkronos) - "Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune" è il titolo della 5° edizione di CyberSec, la conferenza internazionale promossa ed organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia che si terrà il 4 e 5 marzo prossimi ...

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Parità di genere, Quartapelle (Pd): "Indipendenza economica è libertà"

(Adnkronos) - “Non basta essere rappresentate da donne, se poi non si conducono battaglie reali per la loro libertà. Una libertà che passa, prima di tutto, dall’indipendenza economica, dunque dallo stipendio. Il lavoro di questa mattina va proprio in questa direzione: ...

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Mobilità, indagine: un italiano su due valuta l'acquisto di un’auto green

(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la ...

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Il 4-5 marzo torna a Roma CyberSec, 5°edizione su cybercrime e guerra digitale

(Adnkronos) - "Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune" è il titolo della 5° edizione di CyberSec, la conferenza internazionale promossa ed organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia che si terrà il 4 e 5 marzo prossimi alla Scuola superiore di polizia. L’edizione 2026 è in collaborazione con Polizia di Stato, che attraverso il servizio della polizia postale e della sicurezza cibernetica è in prima linea sia nel contrasto al cybercrime sia nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche nazionali. La conferenza si terrà il 4 e 5 marzo 2026 a Roma presso la Scuola superiore di polizia. Il direttore di Cybersecurity Italia Luigi Garofalo afferma: "Siamo orgogliosi della collaborazione con polizia di Stato, è un riconoscimento per CyberSec, che si posiziona sempre di più nel nostro Paese come il principale momento di confronto sulla cybersicurezza tra tutti gli stakeholder rilevanti sia istituzionali sia aziendali con l’obiettivo di proporre, in modo collaborativo, come affrontare e vincere le sfide del cybercrime e della cyberwar nell’attuale contesto geopolitico. Il cyberspazio non può più essere trattato solo come silos, perché è uno dei domini della guerra ibrida, combattuta quotidianamente. Infatti, dal nostro punto di vista la cybersicurezza è sicurezza nazionale". Per il direttore della conferenza Eliana D'Aquanno, "la cybersicurezza è una sfida sistemica che richiede cultura, tecnologie, visione, coordinamento, capacità di governance e formazione. CyberSec, con la 5° edizione presso la prestigiosa scuola superiore di polizia, continua ad essere la piattaforma in cui questa consapevolezza si consolida ed evolve. CyberSec è nata proprio con questa ambizione: favorire un confronto di alto livello che non si esaurisca nel dibattito, ma contribuisca alla definizione di una strategia condivisa per la resilienza del Paese e la tutela del benessere collettivo". I relatori di CyberSec2026 saranno i rappresentanti delle Istituzioni e i top manager delle aziende più strategiche della cybersecurity, provenienti dall’Italia e dall’estero. Tra gli speaker confermati: - Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno - Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy - Vittorio Pisani, Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza - Vittorio Rizzi, Direttore Generale, DIS - Henna Virkkunen, Executive Vice-President, Commissione Europea - Bruno Frattasi, Direttore Generale, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale - Sandro Sanasi, Comandante, Comando per le Operazioni in Rete - Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio della Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica - Riccardo Croce, Direttore, CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine - Gianpaolo Zambonini, Dirigente Superiore, Polizia di Stato e Direttore, Servizio per la Sicurezza Cibernetica, Ministero dell’Interno - Patrick Touak, Direttore del Comando Cyberspazio del Ministero dell'Interno francese (ComCyberMI) - Mario Nobile, Direttore Generale, Agenzia per l'Italia Digitale - Nunzia Ciardi, Vice Direttrice Generale, ACN - Paolo Aceto, Gen. D. Comandante, III Reparto, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri - Luca Tagliaretti, Executive Director, ECCC - Alessandro De Pedys, Direttore Generale per le Questioni Cibernetiche, MAECI - Mario Viola, Direttore della Scuola Superiore di Polizia Per saperne di più: Vai sul sito della Conferenza

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Parità di genere, Quartapelle (Pd): "Indipendenza economica è libertà"

(Adnkronos) - “Non basta essere rappresentate da donne, se poi non si conducono battaglie reali per la loro libertà. Una libertà che passa, prima di tutto, dall’indipendenza economica, dunque dallo stipendio. Il lavoro di questa mattina va proprio in questa direzione: provare a tradurre i principi in pratica, guardando in particolare alle professioni tecniche”. Lo ha affermato la deputata Pd, Lia Quartapelle, intervenuta oggi a Milano, all’evento ‘Progetto Donna’ promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina. Nel suo intervento, Quartapelle ha ricordato le conquiste del passato: “Se pensiamo all’inizio del Novecento, Milano era un luogo in cui bambine di sei, sette, otto, nove, dieci anni, lavoravano come aiuto-sarte, le cosiddette “piccinine”. Nel 1902 furono protagoniste di un celebre sciopero, grazie al quale ottennero che i pacchi di vestiti che dovevano trasportare per la città non superassero i 30 chili, un peso spesso superiore al loro stesso corpo - racconta - Quello sciopero segnò un passaggio fondamentale: fu l’avvio di una riflessione più ampia sul lavoro minorile e sul lavoro femminile in Italia. Da allora molto è cambiato. Le condizioni sono migliorate, anche nelle professioni tecniche. Se guardiamo al numero di ragazze laureate nelle discipline scientifiche - dall’economia all’ingegneria - assistiamo a una crescita significativa. I loro risultati accademici sono spesso migliori di quelli dei colleghi uomini e, in molti casi, anche i tempi di inserimento nel mondo del lavoro sono positivi. Questo è un segnale di progresso”. Ma anche alla luce di questi risultati, la deputata fa notare che “il divario non è scomparso”. Si rende dunque necessario “affrontare le cause strutturali che lo generano. L’approccio corretto è quello di andare alla radice dei problemi, comprendere le dinamiche profonde, superare stereotipi e paure, intervenire in modo mirato”. Il divario citato da Quartapelle riguarda soprattutto le retribuzioni. “Nel caso delle libere professioni il tema è ancora più complesso, perché non si tratta solo di stipendi regolati da contratti, ma di compensi professionali. È noto che tra professionisti e professioniste ordinistiche persiste un forte divario: avvocate, ingegnere, architette percepiscono compensi mediamente inferiori rispetto ai colleghi uomini, per molteplici ragioni". Per questo, spiega, "il lavoro che affrontate oggi - in modo concreto, misurabile, partendo dalle cause strutturali - è un passaggio decisivo per trasformare principi alti e condivisibili in cambiamento reale. Principi che affondano le radici nel nostro passato e che devono orientare il nostro futuro - dice - La rivoluzione che riguarda la condizione femminile è stata, nel secolo scorso, una delle rivoluzioni più profonde e riuscite - aggiunge -È una rivoluzione che continua anche oggi, pur tra ostacoli nuovi e talvolta più insidiosi. È una trasformazione che sentiamo sulle nostre spalle e davanti ai nostri occhi. E che dobbiamo portare a compimento”. Poi conclude tendendo la mano alle protagoniste di ‘Progetto Donna’: “Potete contare sul sostegno delle istituzioni. È fondamentale costruire e mantenere un’alleanza forte, capace di tenerci unite. Il metodo che avete scelto - rigoroso, basato sui dati, scientifico - è uno strumento prezioso, soprattutto in un tempo in cui il dibattito pubblico spesso si allontana dall’analisi e dalla concretezza. È da qui che possiamo continuare a costruire un cambiamento solido e duraturo”.

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Mobilità, indagine: un italiano su due valuta l'acquisto di un’auto green

(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.

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