ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - L'obiettivo degli Stati Uniti è un accordo con l'Iran, ma l'opzione militare rimane sullo sfondo. L'ipotesi di un attacco non è legata solo a un'iniziativa americana. Anche Israele ha un ruolo nello scacchiere delineato dall'emittente Cbs. Nel corso di un incontro a Mar-a-Lago lo scorso dicembre, il presidente Donald Trump avrebbe detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che Washington sosterrebbe attacchi israeliani contro il programma missilistico balistico di Teheran se non si riuscisse a raggiungere un accordo con l'Iran. La Cbs fa riferimento alle informazioni fornite da due fonti informate sui fatti. Secondo la tv, "figure di alto livello dei vertici militari e della comunità di intelligence hanno iniziato a contemplare la possibilità di sostenere una nuova ondata di attacchi israeliani contro l'Iran", anche se si tratterebbe di fornire assistenza a livello logistico, come rifornimenti in volo e permessi di sorvolo lungo la rotta potenziale. Non è chiaro quali Paesi concederebbero il permesso di sorvolo agli Usa per rifornire gli aerei israeliani in vista di un potenziale attacco, sottolinea l'emittente, ricordando che Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato pubblicamente che non permetterebbero l'uso del proprio spazio aereo per attacchi contro l'Iran o per attacchi iraniani contro qualsiasi altro Paese. Tuttavia, tali conversazioni all'interno degli apparati Usa "sono coincise con una visibile prova di forza degli Usa verso l'Iran", ossia l'invio della portaerei Uss Gerald R. Ford con la sua 'armada' di navi da guerra in Medio Oriente, mossa che potenzia ulteriormente la presenza americana già consistente. Tutto ciò avviene alla vigilia del secondo round di negoziati tra gi Usa e l'Iran riguardo al programma nucleare iraniano, che si terranno a partire da oggi a Ginevra, con la partecipazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi. Funzionari iraniani hanno segnalato di essere disponibili a limitare l'arricchimento dell'uranio in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche, ma non è chiaro quale forma assumerebbe tale impegno. Ilsegretario di Stato Marco Rubio ha detto di aver "chiarito di preferire la diplomazia" e confermato che gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner sono in viaggio "per avere importanti incontri" con l'Iran. "Ora abbiamo a che fare con religiosi sciiti radicali. Abbiamo a che fare con persone che prendono decisioni politiche e geopolitiche sulla base di pura teologia ed è una questione complicata. Nessuno è mai riuscito a concludere un accordo di successo con l'Iran, ma ci proveremo", ha aggiunto Rubio. Gli Stati Uniti "sono schierati nella regione per una semplice ragione, ovvero perché comprendiamo che potrebbero esserci minacce alle nostre forze nella regione".
(Adnkronos) - "Il mercato del noleggio a lungo termine in Italia ha registrato una crescita del +33% nel 2024, superando 1,2 milioni di veicoli in circolazione. Quali sono, secondo lei, i principali fattori che hanno spinto questa espansione così significativa? Da quando ho iniziato 7 anni fa il mondo è cambiato e si sta profilando sempre di più una fase di forte incertezza economica, segnata prima dalla pandemia e poi dai conflitti internazionali. Questo ha portato gli acquirenti a forti incertezze sull’acquisto del nuovo anche grazie ad un aumento significativo dei tassi di interesse e dei prezzi delle auto". Così, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Valentina Calastri, consulente specializzata nel noleggio auto a lungo termine per privati, professionisti e aziende. "Oggi - spiega - i consumatori hanno molto insicurezza e manifestano maggiore cautela nelle scelte di acquisto. Aggiungerei anche che le continue modifiche sulle normative relative ad inquinamento ed emissioni fanno sì che le auto si svalutino in tempi brevi non permettendo di stimare il reale valore di un’auto nel medio-lungo periodo e rischiando di rendere un mezzo acquistato in utilizzabile già nel breve periodo. Per queste ragioni il noleggio a lungo termine risulta più vantaggioso a livello psicologico oltre che economico, eliminando le incognite legate al possesso, offrendo un costo mensile fisso e predeterminato, che consente di pianificare la spesa senza i rischi della svalutazione o dell’evoluzione del mercato. Una soluzione quindi che dà stabilità e prevedibilità al consumatore". "Nel medio periodo personale di attività - chiarisce - ho sempre visto un miglioramento del mercato quindi per me è un segnale di continuità, non come un nuovo picco straordinario. Credo che andremo verso una fase più matura, con ritmi di crescita meno esplosivi ma più stabili dati anche dai rinnovi dopo scadenza. Non si tratta di un trend ma di un’affermazione di un servizio che funziona e che agevola il consumatore. Le condizioni che lo hanno spinto a scegliere il noleggio a lungo termine restano tutte presenti: costi del nuovo elevati, incertezza normativa, attenzione alla gestione e prevedibilità della spesa. Difficilmente questi fattori verranno meno nel breve periodo". "Nel lungo periodo - fa notare - posso pensare ad una crescita più graduale, causata da un ampliamento del pubblico. Il servizio nlt (noleggio lungo termine) è sempre più apprezzato dai privati e pmi, non per convenienza occasionale ma per scelta razionale. Al di là dei mezzi, il mercato diventerà più selettivo: conteranno meno i volumi e di più la capacità di offrire consulenza, chiarezza e soluzioni realmente adatte alle esigenze del singolo cliente. Quindi ipotizzo che il noleggio a lungo termine si consoliderà come modello di riferimento, destinato a crescere in modo meno rumoroso, ma decisamente più stabile". Quali sono oggi gli errori più frequenti che privati e aziende commettono quando si avvicinano al noleggio a lungo termine? "Il primo errore, molto diffuso sia tra i privati sia tra le aziende - sottolinea Valentina Calastri - è valutare il noleggio esclusivamente in base al canone mensile, senza analizzare cosa includa realmente il contratto. Franchigie assicurative, scoperti, penali a fine noleggio o servizi esclusi possono fare una grande differenza nel periodo di noleggio". "Un secondo errore - avverte - riguarda la scelta non corretta di durata e chilometraggio. Spesso si sottostimano le percorrenze o si opta per formule poco coerenti con l’uso reale del veicolo, con il rischio di conguagli e costi extra a fine contratto. Un ulteriore errore che spesso riscontro con le aziende, è quello di non inserire il noleggio all’interno di una strategia di mobilità più ampia, limitandosi a sostituire l’acquisto con il noleggio senza una vera analisi fiscale, finanziaria e operativa". "Credo - continua - che la mobilità privata e le pmi saranno i segmenti più dinamici. Categorie che vogliono avere servizi semplici e costi controllabili. Per le aziende strutturate, invece, il focus non sarà tanto sull’aumento dei volumi quanto sull’ottimizzazione e sulla razionalizzazione delle flotte. Sul fronte dei veicoli, continueranno a essere centrali i suv compatti e i crossover, per la loro versatilità e per il buon equilibrio tra costi, spazio e utilizzo quotidiano. Vedo in prospettiva un aumento delle motorizzazioni ibride, soprattutto full e plug-in, percepite come la soluzione più 'di transizione' e meno rischiosa rispetto all’elettrico puro che vedo come un’imposizione data dalle normative sempre più restringenti ma poco adattabile alla vita reale data anche la mancanza di infrastrutture adeguate. Il mercato dovrà fare i conti anche con le soluzioni a guida autonoma che ridurranno la necessità di avere un mezzo proprio e che in alcune parti del mondo sono già utilizzate sui veicoli commerciali leggeri per la distribuzione degli acquisti e-commerce". Per Valentina Calastri "la vera esigenza futura di mobilità sarà la flessibilità di contratti e mezzi. I clienti chiederanno contratti più adattabili, possibilità di revisione in corso d’opera e soluzioni che riducano l’esposizione al rischio tecnologico e normativo. La proprietà di un mezzo sarà sconveniente a molti per l’ampia offerta dei servizi e il noleggio a lungo termine non sarà più solo una formula finanziaria, ma uno strumento per la mobilità, sempre più personalizzato e orientato al servizio". In che modo il suo approccio umano e su misura riesce a fare la differenza per il cliente, trasformando il noleggio a lungo termine in un’esperienza semplice e senza stress? "Ho sempre cercato - afferma - di essere quasi una 'psicologa' nell’approccio verso i miei clienti. Sembra una banalità ma molte volte ascoltare il cliente, farlo parlare, capire le sue esigenze instaura un rapporto di fiducia che si traduce anche in una forte riduzione dei costi che andrà a sostenere. Mantenendo un approccio consulenziale, io non propongo soluzioni preconfezionate. Parto sempre da un’analisi puntuale delle reali esigenze di mobilità, dell’utilizzo del veicolo, del contesto fiscale e delle aspettative nel medio periodo. Questo mi permette di strutturare contratti 'tailor made', evitando scelte inefficaci o costi nascosti che spesso emergono solo nel tempo e sono controproducenti per la fiducia verso il servizio". "La vera differenza - assicura - non la fa il prodotto ma come si propone il servizio al cliente. La mia consulenza nasce proprio dall’esigenza di dare ordine e chiarezza a un settore che, per l’utente medio, appare complesso e poco trasparente. Inoltre mi sforzo quotidianamente di essere per i clienti una presenza costante. Li seguo in ogni fase: dalla scelta iniziale alla gestione quotidiana, fino alla riconsegna del veicolo. Questo si traduce per il cliente in decisioni semplici, riduzione dello stress garantendo continuità, soprattutto nei momenti critici. Il cliente non acquista un canone, non noleggia solo un’auto, ma ottiene una gestione della mobilità chiara, consapevole e senza sorprese. Quella tranquillità, costruita su competenza, ascolto e fiducia, che trasforma una consulenza in una relazione stabile".
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”