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(Adnkronos) - Indagato per disastro ferroviario il conducente del tram della linea 9 deragliato a Milano, in viale Vittorio Veneto, il 27 febbraio. Un atto dovuto che gli consentirà di nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti tecnici dell’inchiesta. L'ipotesi di reato è contenuta nella relazione inviata dalla Polizia locale di Milano alla pm Elisa Calanducci che coordina le indagini sull’incidente che ha coinvolto un mezzo Atm (società non indagata). Nell'incidente hanno perso la vita due passeggeri e alcune decine di persone sono rimaste ferite, alcune delle quali ancora in gravi condizioni. Pietro M., il tranviere di 60 anni indagato dalla Procura di Milano, avrebbe “omesso di regolare adeguatamente la velocità del mezzo mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell'intersezione stradale fra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto”. Inoltre, per la pm Elisa Calanducci non si sarebbe accorto che lo scambio ferroviario era azionato verso sinistra "ed ometteva di azionare lo scambio in direzione ‘diritto’", così "svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura", che si schiantava contro un palazzo "cagionando un disastro ferroviario" con un bilancio di due vittime e circa 50 feriti. E’ quanto emerge nel decreto con cui la pm Calanducci dispone il sequestro delle registrazioni delle comunicazioni intercorse (con relativi brogliacci), il pomeriggio di venerdì 27 febbraio, fra la sala operativa di Atm e il personale della linea 9. Nel decreto di sequestro di documenti disposto dalla pm di Milano, viene sottolineato che "sono attualmente in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica del sinistro e individuarne le cause, considerato che, allo stato, non sia possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell'evento, siano esse riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici”. La scatola nera, le comunicazioni audio tra il conducente del tram e la centrale Atm, le telecamere presenti a bordo del mezzo di ultima generazione ma anche di quelle pubbliche presenti lungo viale Vittorio Veneto. È su questi approfondimenti che la Procura di Milano parte per cercare conferma alla versione fornita dal tranviere che ha parlato di un malore poco prima del deragliamento in cui venerdì scorso hanno perso la vita due passeggeri. Il fascicolo dell’indagine, affidato alla pm Elisa Calanducci, contiene anche le acquisizioni e i sequestri (effettuati stamani negli uffici Atm) della documentazione tecnica del tramlink, il nuovo tram bidirezionale con un efficiente sistema di frenata e con una velocità massima di 50 chilometri l’ora. E verifiche saranno necessarie anche per accertare che il sistema automatico di monitoraggio (il cosiddetto ‘uomo morto’ non entrato in funzione) fosse perfettamente funzionante. La tesi del malore del tranviere - la diagnosi parla di sincope vasovagale - viene valutata e sarà confrontata con le versione fornite dai testimoni presenti sul tram o che hanno visto l’incidente in diretta. Dagli inquirenti arriva una precisazione sull’identità della seconda vittima.Se la prima vittima è il passeggero Ferdinando Favia, la seconda vittima è un uomo nordafricano le cui generalità non vengono diffuse perché non sono stati ancora avvertiti i familiari. Abodu Karim Tourè, l’uomo senegalese indicato da giorni come morto è invece ricoverato in ospedale in condizioni gravi (codice rosso). “So che nelle prossime ore ci saranno gli approfondimenti necessari. Al di là del cordoglio, che non dura 24 ore, ma va avanti per tutta la vita per i morti, l'accompagnamento per i feriti e il ringraziamento per i soccorritori e volontari, è chiaro che tutti parlano dell'ipotesi di un malore del conducente come unica causa. Perché di guasto tecnico, essendo mezzi nuovi è difficile parlare. Vedremo se emergerà qualcosa d'altro”. Così il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, parlando dell’incidente.
(Adnkronos) - La settima emissione del Btp Valore, dedicata ai piccoli risparmiatori, sarà collocata da lunedì 2 marzo a venerdì 6 marzo (fino alle 13), salvo chiusura anticipata. I tassi cedolari minimi garantiti sono fissati al 2,50% per il 1° e 2° anno, al 2,80% per il 3° e 4° anno e al 3,50% per il 5° e 6° anno. Al termine del collocamento il ministero dell'Economia e delle Finanze comunicherà i tassi cedolari definitivi, che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato. Il Btp Valore offre cedole trimestrali e una scadenza di sei anni, con un premio finale extra pari allo 0,8% del capitale investito. L'investimento può essere effettuato tramite home banking, rivolgendosi alla propria banca o all’ufficio postale dove si possiede un conto corrente o un conto deposito titoli. Il titolo sarà collocato sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana alla pari, senza vincoli né commissioni. Tra i vantaggi fiscali si segnalano la tassazione agevolata al 12,5% su cedole e premio finale, l’esenzione dalle imposte di successione e l’esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato. L’investimento minimo è di 1.000 euro, senza limiti massimi, garantendo la soddisfazione completa degli ordini, salvo la possibilità per il MEF di chiudere anticipatamente l’emissione. Il Btp Valore rappresenta, quindi, un’opportunità per chi cerca un investimento sicuro con rendimenti garantiti, pensato appositamente per i risparmiatori retail.
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.