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(Adnkronos) - "Ogni anno nel reparto vengono presi in carico circa 1.200 nuovi pazienti oncologici, che si aggiungono a quelli seguiti negli anni precedenti. La sfida è riuscire a gestirli a 360 gradi. E l'attenzione alla nutrizione è sempre più centrale nella cura di questi pazienti e dovrebbe essere affrontata fin dalle fasi iniziali della malattia". Lo ha detto Carlo Garufi, direttore dell'Unità complessa di Oncologia medica dell'azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, intervenendo all'incontro stampa 'Prevenzione e screening nutrizionali precoci: un nuovo capitolo per il paziente oncologico', promosso dalla senatrice della Lega Elena Murelli (X Commissione), oggi a Roma. Secondo Garufi, oggi il trattamento oncologico non può limitarsi alla cura del tumore, ma "dobbiamo pensare a un approccio che tenga conto non solo della terapia antitumorale, ma anche delle condizioni generali della persona. Tra questi aspetti la nutrizione ha un ruolo fondamentale". Alcune neoplasie presentano infatti criticità particolari proprio dal punto di vista nutrizionale. "Pensiamo, ad esempio, ai tumori del pancreas - ha sottolineato l'oncologo - che sono in forte aumento e rappresentano una delle sfide più importanti per l'oncologia anche per i problemi di malnutrizione che spesso comportano". Per questo motivo al San Camillo si sta lavorando per rafforzare l'approccio nutrizionale all'interno del percorso di cura. "Stiamo cercando di strutturare sempre di più questo aspetto nella nostra unità. Abbiamo la fortuna di avere all'interno dell’azienda un Servizio di Nutrizione clinica che rappresenta un grande supporto per il nostro lavoro". I pazienti che presentano "a nostro avviso deficit nutrizionali vengono indirizzati a una valutazione specialistica già nelle prime fasi della presa in carico nella nostra Uo. Questo permette di individuare subito i pazienti che necessitano di maggiore attenzione e di competenze specifiche". L'oncologo infatti, ha evidenziato Garufi, non può farsi carico da solo di tutte le competenze specialistiche. "E' importante lavorare insieme ai nutrizionisti. L'oncologo resta il punto di riferimento del percorso clinico del paziente, ma deve collaborare con altri specialisti". "La letteratura scientifica - ha rimarcarto Garufi - dimostra che intervenire precocemente sulla nutrizione può migliorare l'efficacia delle cure. Prima si affronta il problema nutrizionale e migliori sono i risultati delle terapie. Per questo la nutrizione non deve essere considerata solo nelle fasi terminali della malattia, ma fin dall’inizio". Per aiutare i pazienti a orientarsi su questi temi, l'ospedale metterà presto a disposizione anche materiali informativi. L'obiettivo è anche contrastare la disinformazione. "Molti pazienti - ha ricordato l'esperto - cercano fuori dall'ospedale soluzioni nutrizionali miracolose che spesso non hanno basi scientifiche. Questo è il risultato di disinformazione e, a volte, di comportamenti poco ortodossi". Durante l'incontro è stata quindi presentata l'esperienza dell'ospedale romano, ma anche l'esigenza di rafforzare la collaborazione tra oncologi e nutrizionisti. “Vogliamo essere compagni di viaggio dei nutrizionisti in questo percorso, mettendo a disposizione le nostre competenze e la responsabilità clinica nella gestione dei pazienti", ha concluso Garufi.
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - Anche quest’anno Gemmo partecipa a Key - The Energy Transition Expo, la manifestazione di riferimento in Italia e nel bacino del Mediterraneo dedicata a tecnologie, soluzioni e servizi per la transizione energetica (Rimini, 4-6 marzo). La partecipazione a Key rappresenta per Gemmo un’importante occasione di confronto con partner e stakeholder del settore, nonché un momento strategico per presentare le proprie competenze e le soluzioni sviluppate a supporto della transizione energetica e dell’innovazione delle infrastrutture. Fondata nel 1919 ad Arcugnano (Vicenza), Gemmo è attiva in Italia nella realizzazione e gestione di impianti tecnologici complessi per infrastrutture strategiche pubbliche e private. Fornisce servizi di facility management, realizza interventi di efficientamento energetico e di gestione dell’energia. A Key-The Energy Transition Expo, Gemmo porta il proprio know-how nella realizzazione e gestione di impianti per sanità e ospedali, per le infrastrutture - come aeroporti, porti, strade, tunnel e stazioni ferroviarie - per il patrimonio artistico e culturale, per gli edifici direzionali e commerciali, per la mobilità e il fotovoltaico. L’azienda vicentina, inoltre, è protagonista della realizzazione degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr. “Rispetto al panorama industriale italiano Gemmo rappresenta l'unica azienda che incarna un abilitatore tecnologico a 360 gradi: l’azienda realizza infrastrutture tecnologiche e le gestisce dal punto di vista manutentivo ed energetico. Questo ci permette di abbracciare tutte le dinamiche nella gestione di infrastrutture e di edifici e grazie alle certificazioni ottenute e al know how in questi settori, rappresentiamo un unicum all'interno del panorama italiano”, spiega Alessio Zanetti, direttore generale di Gemmo Spa. “Siamo un’ azienda italiana che ormai da oltre cento anni svolge il proprio business nell'ambito delle costruzioni tecnologiche, delle manutenzioni e della gestione energia. Copriamo interamente l'infrastruttura energetica e le costruzioni strategiche italiane, come ad esempio la costruzione, la manutenzione e la gestione energetica di infrastrutture stradali - spiega - Uno dei progetti che stiamo portando avanti è il monitoraggio a livello della sicurezza dei ponti con sensoristica IoT per conto di Anas”. Inoltre Gemmo è impegnata in “diverse realizzazioni nell'ambito ospedaliero, anche Pnrr. In questo momento ci stiamo concentrando su tantissime realizzazioni, cercando di traguardare al meglio tutti i risultati richiesti dall'Europa, per quello che riguarda l’ospedaliero, il mondo scolastico, quello museale. Ambiti in cui Gemmo è da sempre presente. Speriamo di dare il nostro contributo alla crescita e alla sostenibilità di tutto il Paese".