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(Adnkronos) - Niente 'grazia' per Pierre Kalulu: la Figc dice no e la squalifica resta. La Juventus ha fatto ricorso in merito alla sanzione di una giornata comminata al difensore dopo la contestata espulsione nella sfida contro l'Inter provocata dalla plateale simulazione del nerazzurro Alessandro Bastoni. Il ricorso del club bianconero è stato respinto, ma la società torinese 'per riparare al torto acclarato' nei confronti del francese ha richiesto, a quanto apprende l'Adnkronos, la grazia per il suo numero 15 al presidente della Figc Gabriele Gravina. Il numero 1 della Federcalcio ha respinto la richiesta. In passato il presidente federale ha graziato Romelu Lukaku che, con la maglia dell'Inter, era stato espulso a Torino contro la Juventus per la reazione a insulti razzisti provenienti dagli spalti. La simulazione conclamata di Bastoni, che ha pubblicamente chiesto scusa per il suo comportamento, non ha portato all'annullamento della squalifica per un episodio giudicato in campo dall'arbitro La Penna. La decisione della Federazione sul reclamo formale bianconero è arrivata in una nota: "La Corte Sportiva D’Appello Nazionale a Sezioni Unite ha respinto il reclamo della Juventus, confermando la squalifica per una giornata di gara inflitta a Pierre Kalulu", si legge sul sito ufficiale, "il difensore bianconero era stato sanzionato dal giudice sportivo dopo essere stato espulso in occasione di Inter-Juventus, gara disputata lo scorso 14 febbraio e valevole per la 25ª giornata del campionato di Serie A". Della richiesta di grazia (respinta) ha parlato anche l'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti: "Quello di Kalulu è un atto dovuto della società, perché trattasi di due ingiustizie evidenti di cui tutti sono stati costretti a prenderne atto: il club ha fatto bene", ha detto il tecnico toscano nella conferenza stampa alla viglia della partita contro il Como.
(Adnkronos) - "Secondo il Global gender gap report 2025, la parità tra uomini e donne non sarà raggiunta prima di 123 anni. Nei Consigli di amministrazione abbiamo il 43% di donne, ma i dati dell’Inps ci dicono che la percentuale femminile nei ruoli dirigenziali è solo il 21,1%. E se guardiamo alle posizioni apicali, oggi abbiamo appena il 2,2% di amministratrici delegate. Questo significa che nei luoghi in cui si decide davvero - perché il tema non è esserci, ma incidere - la presenza femminile è ferma al 2,2%”. Lo ha detto oggi la presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Milano, Carlotta Penati, intervenendo all’evento ‘Progetto donna’, promosso dall’ordine nel capoluogo lombardo. Un’iniziativa che ha riunito accademia e imprese per un confronto su strumenti, politiche e testimonianze per rafforzare la presenza femminile nelle professioni tecniche. “L’ordine ha invitato 2.200 iscritte per questa giornata - fa sapere la presidente - perché noi donne, per prime, vogliamo individuare aspetti concreti. Questo è il senso di ‘Progetto Donna’ - rimarca - un inizio, un percorso che avvio come presidente e che l’Ordine porterà avanti nel tempo. È un momento operativo, animato dalla volontà di costruire non solo per noi, ma per le prossime generazioni. È un’assunzione di responsabilità condivisa, con un approccio pragmatico. Lo scopo è trasformare il confronto in azione, promuovere proposte operative, costruire alleanze e consapevolezza, fare rete”. Una rete da intessere per cambiare la situazione delle donne nel mondo del lavoro: “Dopo la nascita di un figlio, 7 dimissioni su 10 riguardano le madri - ricorda Penati - La cura è una dimensione che ci appartiene profondamente e che viviamo anche come valore, ma se non ci sono condizioni adeguate, il peso ricade prevalentemente sulle donne. Quante presidenti donne ci sono negli ordini professionali? 16 su 106, meno del 18%”. Guardando poi al contesto europeo, la presidente Penati fa notare che “rispetto all’Europa, in Italia rimane altissima la differenza occupazionale tra uomini e donne, con una disparità di circa il 19%. Secondo Eurostat -aggiunge- la differenza salariale appare inferiore e sembrerebbe che siamo messi meglio rispetto alla media europea. Ma il dato va letto con attenzione - approfondisce - molte donne in Italia lavorano part-time, spesso per scelta obbligata, perché dedicano il resto del tempo alla famiglia. In assenza di servizi adeguati - asili nido, tempo pieno scolastico, interventi strutturali - il lavoro femminile resta compresso”. Qualcosa a livello normativo inizia però a cambiare. “È recente lo schema di decreto legislativo del 5 febbraio, approvato dal Consiglio dei Ministri, che recepisce la direttiva Ue 970 con l’obiettivo di rafforzare la parità di retribuzione tra uomini e donne. Il salario è libertà - sottolinea Penati - Questo provvedimento introduce il diritto alla conoscenza: il diritto di sapere come sono posizionati gli altri dal punto di vista retributivo. Lo fa attraverso la trasparenza salariale e specifici meccanismi tecnici di applicazione. Siamo forse all’inizio di un cambiamento culturale che dobbiamo portare avanti. Questa è un’opportunità da cogliere: un approccio fondato sulla trasparenza e sulla misurabilità. Solo se possiamo misurare, la parità di genere passerà da una dichiarazione di intenti, pur importante, a qualcosa di concreto, a una responsabilità condivisa”. Per la presidente, la parità non deve però restare un concetto astratto: “Va costruita consapevolmente. Si pianifica, si decide e si realizza. Si basa sui dati, perché senza dati non si va da nessuna parte. Oggi parliamo molto di intelligenza artificiale: è vero, tutto è dato. Ma i dati servono per capire e per migliorare. Occorre un approccio metodico, servono strumenti, serve capacità di attuazione e, infine, serve misurazione. Altrimenti non raggiungeremo mai il risultato. Questo - conclude - richiede scelte intenzionali,politiche efficaci e una reale volontà di cambiamento”.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.