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(Adnkronos) - A carico di R.L., migrante algerino di 56 anni al quale il Viminale dovrà pagare 700 euro di risarcimento in base a una sentenza del 10 febbraio del Tribunale di Roma, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate, risultano due provvedimenti di espulsione dai prefetti di Cuneo e Alessandria per motivi di pericolosità sociale, 23 sentenze di condanna emesse tra il 1999 e il 2023, e numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e la pubblica amministrazione, commessi prevalentemente in Liguria. Tra le condanne anche una per lesioni personali nei confronti di una donna aggredita con calci e pugni alla testa. Il 56enne, trapela dalle stesse fonti, ha 13 alias, avendo spesso dichiarato false generalità nel corso di controlli di polizia, ed è stato detenuto almeno undici volte in diverse carceri del Paese, prevalentemente Liguria e Piemonte. L'ultima a Cuneo dal 31 agosto 2024 al 23 febbraio 2025. In quell'occasione ha rifiutato di chiedere la Protezione internazionale. Il 56enne algerino, entrato in Italia nel 1995, non è mai stato titolare di permesso di soggiorno e risulta denunciato all'autorità giudiziaria per inosservanza delle norme sugli stranieri già a partire dal 2001. A seguito di espulsione, è stato raggiunto da un provvedimento di trattenimento nel 2001 al Cpr di Milano e nel 2003 al centro di Ponte Galeria di Roma. E' stato infine portato nel Cpr di Gradisca d'Isonzo il 23 febbraio del 2025, al momento della scarcerazione dalla Casa Circondariale di Cuneo, in seguito all'adozione del provvedimento di espulsione del prefetto per motivi di pericolosità sociale. R.L. aveva presentato ricorso contro il trasferimento, avvenuto il 10 aprile del 2025, dal cpr di Gradisca d'Isonzo a quello di Gjader in Albania, lamentando che il trasferimento non fosse stato preceduto da un provvedimento scritto e motivato e che fosse stato eseguito con modalità degradanti e lesive dei fondamentali diritti della persona con ''legatura dei polsi con fascette contenitive''. Nel ricorso, secondo quanto si legge sulla sentenza del 10 febbraio scorso, il legale ha chiesto, oltre al risarcimento del danno, che il migrante fosse rimesso in libertà e che fosse disposto il suo rientro in Italia al Cpr di Gradisca di Isonzo o a Torino.
(Adnkronos) - Iziwork, sulla scia della nuova leadership, iniziata con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy e del preannunciato progetto di crescita, inaugurerà un nuovo hub a Treviso nel mese di marzo. L’apertura a Treviso consentirà all’azienda di essere più presente su tutto il territorio e vicina ai clienti presenti nella provincia, così da poter instaurare nuove relazioni e consolidare quelle già esistenti. Le ricerche in corso riguardano soprattutto i settori della logistica, tessile, materie plastiche e alimentari. A seguire i profili più ricercati divisi per settori. Logistica: magazzinieri con uso di muletto, responsabili di magazzino, addetti al carico e scarico merci. Tessile: operai controllo qualità, responsabile di prodotto; back office commerciale. Materie plastiche: ingegneri; progettisti; operatori addetti alle macchine a stampaggio; manutentori meccanici ed elettrici. Alimentare: responsabile qualità, food and beverage manager; operai specializzati; addetti al confezionamento alimentare. Per la nuova apertura Iziwork ricerca anche personale interno: 1 branch manager che seguirà relazioni con il territorio, 2 recruiter che si occuperanno delle selezioni delle ricerche. Per le candidature visitare il sito www.iziwork.com.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".