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(Adnkronos) - Enrico Nigiotti torna sul palco del Festival di Sanremo 2026 e questa sera, mercoledì 25 febbraio, è di nuovo protagonista all'Ariston per la seconda serata della kermesse canora. Quella di quest'anno è la quarta partecipazione. Ha esordito nel 2015 tra le Nuove Proposte, per poi tornare tra i Big nel 2019 e nel 2020. Enrico Nigiotti è nato nel 1987 a Livorno, fin da bambino ha coltivato la passione per la musica blues ereditata dal padre Stefano. Il suo debutto risale al 2008 con il singolo 'Addio', arrangiato nei cori da Elisa. Ma il vero successo arriva nel 2010 quando approda ad Amici di Maria De Filippi, da dove tuttavia si auto-elimina, a favore dell'allora fidanzata Elena D'Amario, anche lei concorrente del talent. In quello stesso anno pubblica il suo primo album: Enrico Nigiotti, che va a inglobare il brano già pubblicato. Al suo interno si trovano anche canzoni scritte da Francesco Tricarico (Libera nel mondo) e Gianluca Grignani (Mostrami il tuo amore). Nel 2015 partecipa invece al Festival di Sanremo, nella sezione Nuove proposte con il brano 'Qualcosa da decidere', raggiunge tuttavia la terza posizione. La canzone dà poi il titolo al secondo disco dell'artista, pubblicato poco dopo. Nel 2017 ritenta con un altro talent show, partecipando a X Factor. Durante il provino, conquista i giudici cantando un brano da lui scritto: L'amore è. Il singolo lo accompagna poi per tutta la competizione fino alla finale dove arriva in terza posizione. Torna al Festival sanremese prima nel 2019 con Nonno Hollywood e poi nel 2020 con Baciami ancora. La prima canzone gli vale la decima posizione e il Premio Lunezia, la seconda invece lo porta solo al diciannovesimo posto. Il successo di questo brano apre diverse porte ad Enrico Nigiotti. È così che l'artista infatti si ritrova nel 2015 ad aprire i concerti dei Simply Red e di Gianna Nannini, con la quale scrive il brano Complici. Collabora anche con Laura Pausini, firma per lei il brano Le due finestre, seguito poi da Ho bisogno di te, scritto invece per Eros Ramazzotti. Nel 2016, invece, due brani di Nigiotti accompagnano la colonna sonora del film di Paolo Virzì, La pazza gioia, film d Enrico Nigiotti, ospite a Verissimo, ha ricordato il nonno Tommaso e ha ricordato la sua esperienza con lui in campagna: "Dopo aver lasciato Amici, la casa discografica mi ha scaricato e io sono andato a vivere in campagna con mio nonno, a Livorno, dove davo qualche lezione di chitarra. Più che mio nonno, era il mio migliore amico". A lui il cantante ha dedicato la canzone Nonno Hollywood. "Mi ha insegnato che la semplicità è la ricchezza, la bellezza di essere fieri delle proprie radici livornesi. Spero un giorno di insegnare le stesse cose ai miei figli". Il cantante ha avuto una relazione con collega di talent, Elena D'Amario. I due sono stati insieme diversi mesi, nel 2010, ma con l'arrivo dell'estate si sono lasciati e lei è partita per l'America. Tra loro è rimasto un legame profondo di amicizia. Enrico Nigiotti è legato ora sentimentalmente a Giulia Diana. I due hanno annunciato nel dicembre del 2022 l'arrivo del loro due gemelli, Maso e Duccio. I piccoli sono nati il 13 marzo del 2023. Ospite a Verissimo, Enrico Nigiotti ha parlato dell'emozione della parternità: "Sono felicemente babbo, perché a Livorno per dire 'papà' si dice babbo… all'inizio si credeva che fosse uno, anche se erano due le sacche. Poi, una volta Giulia ha avuto delle perdite, è andata in ospedale e mi ha mandato un messaggio, perché non potevo entrare, dicendo: 'Noi tre stiamo bene'. Ci ho messo un po' a realizzare, in quel momento è cambiata la mia vita". All'Adnkronos, Nigiotti ha raccontato: "Da quando sono diventato babbo, tante cose le sento in maniera diversa. Non so come, ma è come se fossi più sensibile, certe cose le sento con un'altra forza. Anche una stupida scena di un film, a volte, mi fa un effetto diverso. C'è più preoccupazione, ma anche più amore. Mi è cambiata un po' la camminata, mi è cambiato un po' il respiro". Un manifesto di autenticità e crescita personale. "Io porto la mia storia, ma essendo una persona comune, che vive la vita di tutti al di là del mestiere, penso di parlare di quello che vivono anche gli altri. Credo che siano i rapporti veri, le persone che ti vogliono bene. Siamo abituati a un mondo in cui è tutto un 'fra', 'bro', 'fratello', ma in realtà le persone che realmente ti stanno accanto si contano sulle dita di una mano. Sono quelle le persone che, anche senza esserci fisicamente, solo con il pensiero ti aiutano a risalire quando cadi, quando tocchi il fondo". Tardi Che non è più solo notte Ma anche un po' mattina Tardi che non mi addormento Chiudo gli occhi appena Tardi che la dovrei smettere di parlare col soffitto Di cascare tra i ricordi per rimanerci dentro Il tempo vola maledetto Veloce come un pizzicotto Ecco la prima volta che ho fatto l'amore avevo 15 anni Sopra un vecchio materasso tenevamo chiusi gli occhi Così dolce e preoccupato Così sempre attento Forse adesso che ho imparato non è più lo stesso Il tempo vola l'ho già detto Anche in un orologio rotto E mentre fuori scoppia un altro inferno Da qualche parte adesso è già domani Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso Prima di Volare Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà E c'è bisogno di dolore per un po' di felicità Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo Il tempo corre quanto è stronzo Sorpassa e poi ti ruba il posto E mentre fuori brucia un altro inferno Pochi minuti e poi sarà domani Qualcuno è pronto e qualcun altro è perso Prima di volare I mostri che c'ho dentro Che mi fanno cadere Questa mania che devi andare solo bene A chi mi salva ogni volta che tocco il fondo A chi comunque vada mi rimane accanto E se questa vita è un viaggio Meno male siete qui Ogni volta che non so Volare Ogni volta che non so Volare Ogni volta che non so Volare.
(Adnkronos) - Per Autoconnexa, la startup Insurtech italiana che sta ridefinendo il panorama delle assicurazioni auto, si è appena chiuso un aumento di capitale da 4,4 milioni di euro che sommato ai Safe collocati a inizio 2025 portano ad Autoconnexa oltre 6 milioni di euro complessivi, a supporto del proprio inarrestabile percorso di crescita. Un’operazione che non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento per accelerare ulteriormente una visione chiara: portare l’innovazione tecnologica all’interno di settori storici, accompagnandoli nell’evoluzione senza romperne gli equilibri industriali e culturali. Autoconnexa si posiziona come partner distributivo di polizze nel settore rca proponendosi come un vero e proprio generatore di ricavi per banche, compagnie assicurative e, in prospettiva, anche per realtà delle telecomunicazioni, dell’automotive e di altri comparti industriali. "Affianchiamo aziende solide - spiega Robin Daina, amministratore delegato e founder di Autoconnexa - che hanno costruito valore nel tempo. Il nostro obiettivo è offrire a queste società tutta la nostra tecnologia per creare un elemento importantissimo di differenziazione nel mercato e abilitare nuovi canali di vendita in grado di far evolvere il loro business". La crescita di Autoconnexa è guidata da una catena del valore i cui elementi centrali sono: sicurezza stradale ed ecosostenibilità. L’azienda ha realizzato un dispositivo (SmartBox) che si installa nell’abitacolo dell’auto e, insieme all’app Drive Connexa, raccoglie feedback sul comportamento di guida proprio dal punto di vista della sicurezza ed ecosostenibilità a ogni viaggio. Questi dati, elaborati attraverso algoritmi Ia proprietari, permettono di delineare il profilo di rischio dell’automobilista per creare polizze personalizzate. Una tecnologia che si traduce nel claim: Meglio guidi, meno paghi, meno inquini. Le soluzioni tecnologiche sviluppate da Autoconnexa consentono di fatto un utilizzo più consapevole dei dati raccolti, favorendo comportamenti di guida più sicuri e contribuendo a una mobilità più efficiente e sostenibile, con benefici concreti per cittadini, compagnie e territori. "Sicurezza sulle strade ed ecosostenibilità - prosegue Daina - sono il perno del nostro modello. Per noi, innovare significa anche assumersi una responsabilità verso le persone, l’ambiente e il sistema industriale nel suo complesso". L’operazione appena conclusa ha visto la partecipazione di un pool qualificato di investitori istituzionali e professionali, tra cui il fondo Lumen II, Cdp Venture Capital, Crédit Agricole ed alcuni membri del Club degli Investitori per il tramite della Simon Fiduciaria che si uniscono a MBSpeedUp (veicolo di Mediobanca e Founders Factory dedicato agli investimenti in startup early stage), Itas Mutua e Doorway investitori del precedente round Safe. "Supportiamo Autoconnexa - ha dichiarato Davide Fioranelli General Partner di Lumen II - perché la riteniamo una delle migliori realtà Insurtech emersa in Italia negli ultimi anni, in quanto interpreta la tecnologia come fattore abilitante per un’industria più efficiente e responsabile. Un approccio che guarda al lungo periodo e alla creazione di valore per l’intero ecosistema". "Siamo lieti - sottolinea Francesca Ottier, responsabile del fondo Italia Venture II di Cdp venture capital - di sostenere Autoconnexa in un percorso che coniuga innovazione tecnologica e sviluppo del Mezzogiorno. Il settore assicurativo auto sta attraversando una profonda trasformazione, in cui l’utilizzo della telematica e dei dati consente di costruire modelli più efficienti, trasparenti e in grado di premiare comportamenti di guida sostenibili e virtuosi. Crediamo che Autoconnexa possa giocare un ruolo rilevante in questo processo di digitalizzazione, contribuendo a modernizzare il comparto assicurativo e a rafforzare un polo di innovazione tecnologica nel Sud Italia". "Con l'ingresso nel capitale di Autoconnexa, Crédit Agricole Italia intende monitorare da vicino l’evoluzione delle nuove tecnologie sostenibili nell’ambito della mobilità del futuro". E' stato il commento di Andrea Riva, responsabile open innovation di Crédit Agricole Italia. "Il razionale che guida l’investimento è rappresentato dalla volontà di esplorare nuove partnership strategiche che ci consentano di rispondere alle esigenze future dei clienti del nostro Gruppo, ponendo le basi per una potenziale evoluzione dell’offerta in chiave tecnologica e personalizzata". "La tecnologia di Autoconnexa è di grande qualità, ma ciò che ci ha convinto davvero è il team. Competenza, visione e una resilienza rara: qualità che hanno permesso alla società di arrivare fin qui con basi solide. Come soci del Club degli Investitori potevamo dare un supporto importante alla crescita di questa realtà, avendo delle competenze all’interno del network del Club sia nel mondo digitale, che automotive, che assicurativo. Sotto la guida di Robin Daina abbiamo visto davvero una opportunità importante per il mercato". Hanno concluso Sergio Brizzo e Giorgio Gorelli, rappresentanti dei soci del Club degli investitori che hanno partecipato con entusiasmo e convinzione a questo round. A seguito dell’operazione, viene confermato il board della società, composto da professionisti con consolidata esperienza nel settore assicurativo, con l’ingresso di Davide Fioranelli come nuovo membro del consiglio di amministrazione espresso dai nuovi investitori che affianca Jamie Brown, Marta Daina e Vittorio Giusti. La conferma di Robin Daina nel ruolo di Amministratore Delegato garantisce continuità strategica e coerenza con una visione che mette i valori al centro della crescita. Con questo aumento di capitale, Autoconnexa rafforza il proprio ruolo nel panorama italiano come ponte tra tradizione industriale e innovazione tecnologica, ribadendo che le risorse finanziarie sono un mezzo per raggiungere un fine più ampio: costruire un ecosistema assicurativo più sicuro, sostenibile e pronto ad affrontare le sfide della mobilità contemporanea.
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.