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(Adnkronos) - Diffondere tra i giovani i principi fondanti del Servizio sanitario nazionale - equità, solidarietà e universalismo - e promuovere una comprensione consapevole delle principali dinamiche che ne caratterizzano il funzionamento e il ruolo centrale per la coesione sociale e lo sviluppo del Paese. Sono gli obiettivi della nuova edizione dell'iniziativa 'La salute tiene banco' sostenuta dal Gruppo Rekeep, principale player italiano attivo nell'integrated facility management, al fianco della Fondazione Gimbe, organizzazione non profit che realizza attività di formazione, ricerca e sensibilizzazione finalizzate a integrare le migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni che riguardano la salute delle persone. Grazie al contributo non condizionante di Rekeep e con il patrocinio istituzionale della Regione Sicilia, 'La salute tiene banco' per la sua quarta edizione approda per la prima volta in Sicilia con incontri, affidati alla faculty multiprofessionale della Fondazione Gimbe, che si svolgeranno tra marzo e aprile 2026 e coinvolgeranno gli studenti del quarto e quinto anno di vari istituti di Catania, Agrigento e Palermo, dopo un primo incontro pilota a Modica. L'iniziativa - riferiscono gli organizzatori in una nota - punta al miglioramento dell'alfabetizzazione sanitaria, attraverso percorsi formativi che forniscono agli studenti strumenti concreti per riconoscere e contrastare le fake news in materia di salute. Ogni incontro, inoltre, affronta temi chiave per la comprensione del valore del Ssn come: la sua struttura e la sua governance; il finanziamento; i livelli essenziali di assistenza; gli sprechi e le inefficienze; il ruolo dei medici di medicina generale e le opportunità offerte dal Fascicolo sanitario elettronico. La collaborazione tra Rekeep e Gimbe - si legge nella nota - si inserisce nel più ampio impegno del gruppo a sostegno dei territori in cui opera e a favore di iniziative ad alto valore sociale e educativo, che si concretizza nei numerose collaborazioni con istituzioni e fondazioni locali e progetti dedicati alla formazione delle nuove generazioni, oltre a un programma di welfare aziendale che prevede diverse iniziative per i figli dei dipendenti, tra i quali l'erogazione di borse di studio, progetto su cui negli ultimi 10 anni il gruppo ha investito oltre 2,4 milioni di euro. "Sostenere iniziative come 'La salute tiene banco' significa per noi investire, in modo concreto e responsabile, nella crescita culturale delle nuove generazioni e nel futuro della sanità pubblica - afferma Claudio Levorato, presidente di Rekeep - Il Ssn rappresenta un pilastro essenziale del sistema Paese, non solo per la tutela del diritto alla salute, ma anche per la coesione sociale, lo sviluppo sostenibile e la tenuta complessiva delle comunità. In una fase storica caratterizzata da trasformazioni demografiche, sociali ed economiche profonde, diventa ancora più importante rafforzarne il valore e promuoverne una conoscenza diffusa, fondata su dati affidabili e sulle migliori evidenze scientifiche. Favorire la consapevolezza dei giovani sul funzionamento e sulle sfide del Ssn significa contribuire a costruire cittadini più informati e responsabili, capaci di riconoscerne l’importanza e di sostenerla nel tempo". "Il Ssn rappresenta un patrimonio comune da preservare nel tempo - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - ed è essenziale offrire agli studenti strumenti culturali e conoscenze solide per renderli cittadini consapevoli del valore della sanità pubblica e capaci di compiere scelte informate sulla propria salute, fondate sulle migliori evidenze scientifiche. Entro il 2027 puntiamo a estendere 'La salute tiene banco' a oltre 100 scuole su tutto il territorio nazionale. Un traguardo importante che contiamo di raggiungere grazie al sostegno di cittadini e istituzioni pubbliche e private".
(Adnkronos) - In occasione del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, Fondazione Cdp, l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, sta coordinando un progetto volto all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per gli ospedali ucraini al quale hanno aderito diverse aziende e fondazioni italiane. I macchinari, destinati ai reparti materno-infantili, saranno consegnati a strutture situate in aree particolarmente colpite dagli attacchi russi. All’iniziativa, si legge in una nota di Fondazione Cdp, presieduta da Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, collaborano il Dipartimento della Protezione Civile, impegnato nel coordinamento operativo e logistico delle operazioni, e le Regioni Toscana e Veneto, che hanno reso disponibili le apparecchiature. Nel dettaglio l’iniziativa di solidarietà ha ricevuto il sostegno di Ansaldo Energia; Autostrade per l’Italia; Ferrovie dello Stato Italiane; Fondazione Fincantieri; Fondazione Snam Ets; Fondazione Terna; Fondazione Tim; Gruppo Poste italiane; Italgas; Leonardo Spa; Nexi Spa; Open Fiber; Sace; Società del Gruppo Cdp;Webuild. Fondazione Cdp è l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, istituito nel 2020 per rafforzare e ampliare l’impegno del Gruppo nello sviluppo sociale, culturale, ambientale ed economico del Paese. Attraverso un’azione complementare e addizionale, la Fondazione sostiene iniziative ad alto impatto che valorizzano gli asset strategici dell’Italia e promuovono opportunità di crescita per le giovani generazioni, operando in collaborazione con istituzioni e società civile. La Fondazione Cdp concentra il proprio intervento nei settori della ricerca scientifica, dell’istruzione e inclusione sociale e dell’arte e cultura, con una particolare attenzione ai territori del Mezzogiorno. Dalla sua nascita ha finanziato oltre 200 progetti su tutto il territorio nazionale, impegnando più di 50 milioni di euro e adottando modelli di filantropia d’impatto orientati a generare risultati concreti e duraturi. Il Piano Strategico 2026–2028 conferma un approccio orientato all’impatto, fondato su partnership, co-progettazione e reti multistakeholder, per contribuire a un cambiamento strutturale e misurabile nella società.
(Adnkronos) - "Niente di più miope che attaccare il sistema Ets mentre l’Italia frana". Un gruppo di 150 studiosi di scienza del clima e di transizione energetica ha rivolto un appello al governo affinché non indebolisca gli strumenti europei di decarbonizzazione e rafforzi le politiche di adattamento. Al centro della lettera aperta, il richiamo alla necessità di affrontare la crisi climatica con misure fondate sulla scienza e orientate al lungo periodo. Tra i primi firmatari figura anche il premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi e l'economista Carlo Carraro. “Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi, esprimiamo profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica, in particolare per le recenti prese di posizione volte a indebolire i principali strumenti della politica climatica europea", scrivono. Secondo i firmatari, i recenti eventi estremi che hanno colpito il Sud Italia confermano una tendenza ormai consolidata: l’aumento delle temperature globali si traduce in una maggiore frequenza e intensità di fenomeni meteorologici estremi. "Il disastro di Niscemi appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’Ispra colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane”, si legge. "Non è pessimismo, ma realismo scientifico: l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici - afferma Antonello Pasini (Cnr-Iia) - Limitarsi a rincorrere le emergenze senza ridurre con decisione le emissioni significa esporsi a impatti sempre più gravi e costosi. Senza mitigazione, l’adattamento diventa progressivamente meno efficace e, in alcuni casi, impossibile". Nel mirino degli studiosi le recenti prese di posizione critiche nei confronti del sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets), considerato uno degli strumenti cardine della politica climatica dell’Unione europea. "L’attacco del governo al sistema Ets rischia di indebolire una politica che ha già dimostrato di ridurre le emissioni nei settori regolati, stimolare innovazione e accompagnare la transizione industriale a costi sostenibili. Per questo non ha senso presentarlo come un ostacolo per imprese e famiglie", sottolinea Stefano Caserini (Università di Parma). Secondo gli esperti, rallentare la decarbonizzazione renderebbe il Paese subalterno alle parti meno innovative dell’industria, con effetti strutturalmente negativi sulla competitività. "Innovazione e competitività sono oggi indissolubilmente legate alla decarbonizzazione - afferma Carlo Carraro (Università Ca’ Foscari Venezia) - Ostacolare la transizione espone le imprese a rischi tecnologici e finanziari crescenti e rende il Paese meno competitivo. Accelerare sulle rinnovabili significa invece rafforzare sicurezza energetica e capacità industriale". La lettera richiama infine la necessità di dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e di rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2050 e intermedi al 2040, già approvati anche dall’Italia in sede comunitaria. Per i firmatari, la crisi climatica rappresenta una sfida che richiede responsabilità condivisa e scelte coerenti con le evidenze scientifiche: rinviare o indebolire le politiche di mitigazione e adattamento significherebbe aumentare i costi economici e sociali per le generazioni presenti e future. "Politiche che mettano al centro incentivi ed investimenti per la transizione energetica e per l’adattamento ci aspettiamo trovino il consenso di tutte le forze politiche, perché deve essere comune l’accettazione dei risultati della scienza del clima e la responsabilità di fare la nostra doverosa parte per contribuire a contrastare la crisi climatica", concludono gli esperti.