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(Adnkronos) - Un programma nazionale di formazione sull'intelligenza artificiale rivolto ai professionisti della salute. E' la proposta di Johnson & Johnson, con Microsoft Italia, che alle sfide poste dalla carenza di personale e dalla crescente domanda di assistenza risponde con 'Il futuro della cura'. Il progetto, presentato oggi a Roma e sviluppato in collaborazione con Fondazione Mondo digitale Ets, ha l'obiettivo di rafforzare le competenze di 50mila operatori su tutto il territorio nazionale, fornendo loro capacità critiche e competenze operative e digitali per integrare in modo consapevole e responsabile l'Ai nella pratica clinica quotidiana. Realizzato con il patrocinio di Farmindustria e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il programma sostiene la modernizzazione del Servizio sanitario nazionale, investendo nelle persone quale autentica infrastruttura abilitante dell'innovazione. Il focus è offrire ai professionisti della salute conoscenze e strumenti per integrare l'Ai in modo sicuro, etico ed efficace nella pratica clinica quotidiana, in linea con i valori collettivi di equità, qualità e sostenibilità della cura. I sistemi sanitari europei e quello italiano affrontano oggi sfide strutturali, ricordano i promotori dell'iniziativa in una nota: invecchiamento della popolazione; aumento del peso delle malattie croniche; sostenibilità economica e carenza di personale qualificato. Le evidenze mostrano che i cittadini si aspettano sempre più che i professionisti della salute siano in grado di integrare competenze cliniche e tecnologiche. Allo stesso tempo, gli operatori sanitari dichiarano un forte interesse verso la trasformazione digitale, ma associata a un chiaro bisogno di formazione e supporto strutturati. In questo scenario, le competenze digitali rappresentano il vero fattore abilitante all'innovazione. Nell'ottica del progetto 'Il futuro della cura', la formazione è una leva sistemica per migliorare resilienza, efficienza e qualità all'interno del Ssn rafforzando 3 competenze chiave tra i professionisti della salute: alfabetizzazione digitale, per comprendere l'Ai e gli strumenti di sanità digitale; capacità critica nella valutazione degli output dell'Ai, per garantire decisioni informate e sempre guidate dallìuomo; competenza operativa, per integrare soluzioni di Ai nei reali flussi di lavoro clinici. "Investire nelle competenze significa contribuire a costruire un sistema più resiliente, capace di rispondere alle emergenze e alle sfide future, più inclusivo ed equo, garantendo l'accesso alle cure a tutti e più efficace, efficiente e sostenibile, grazie a un migliore utilizzo delle risorse - afferma Jacopo Murzi, Managing Director di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia - Questo impegno riflette la nostra volontà di valorizzare le professioni centrali per il funzionamento del sistema salute e, al tempo stesso, di contribuire allo sviluppo di un ecosistema sanitario più solido e sostenibile". Aggiunge Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia: "L'intelligenza artificiale ha il potenziale per trasformare profondamente il settore sanitario. Tuttavia, per coglierne appieno le opportunità è fondamentale investire nelle competenze. Sostenere la formazione dei professionisti sanitari significa contribuire a innovare il sistema sanitario e costruire un futuro in cui la cura sia più efficiente, accessibile ed efficace per tutti i cittadini". Per Mirta Michilli, direttrice generale di Fondazione Mondo digitale Ets, 'Il futuro della cura' nasce "per valorizzare la formazione, accompagnando il personale sanitario verso un utilizzo consapevole dell'Ai e delle tecnologie digitali, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita e contribuire allo sviluppo di un sistema di cura più equo, resiliente e sostenibile". La formazione - spiegano gli organizzatori - viene erogata attraverso un modello formativo ibrido che combina sessioni in presenza e online, una piattaforma digitale dedicata, moduli video, momenti di approfondimento con esperti di Johnson & Johnson e Microsoft Italia, eventi nazionali e iniziative territoriali per consentire scalabilità e favorire contemporaneamente il coinvolgimento territoriale e l'allineamento con i diversi contesti sanitari regionali. Il programma promuove un utilizzo consapevole e responsabile dell'Ai, con particolare attenzione a supervisione umana, qualità degli output, data protection, bias e tracciabilità delle decisioni cliniche. Rafforzando queste competenze, l'iniziativa punta ad aiutare le istituzioni pubbliche a garantire che l'Ai rafforzi, e non sostituisca, il ruolo dei professionisti della salute e salvaguardi la relazione medico-paziente. L'iniziativa - precisa la nota - è parte di J&J CareCommunity, la piattaforma globale di impatto sociale di Johnson & Johnson, ideata per promuovere l'accesso equo a cure di qualità sostenendo gli operatori della salute. Fa parte anche di Microsoft Elevate, un'iniziativa globale che fa leva sulle soluzioni e l'expertise di Microsoft per ampliare l'accesso alle nuove tecnologie, mettendo a disposizione di persone e organizzazioni la formazione, gli strumenti e il supporto necessari per prosperare in un'economia guidata dall'Ai. 'Il futuro della cura' contribuisce agli obiettivi di policy condivisi da istituzioni nazionali e regionali: rafforzare il personale sanitario, sostenere la trasformazione digitale e garantire che l'innovazione sia al servizio dell'equità, della sostenibilità e della qualità delle cure all’interno del Ssn. "In Parlamento - dichiara Luciano Ciocchetti, vicepresidente Commissione Affari sociali, Camera dei deputati - stiamo lavorando affinché la trasformazione in corso rafforzi davvero la sanità territoriale, la presa in carico delle cronicità e il supporto agli operatori. Aiutare i professionisti della salute ad acquisire nuove competenze significa consentire al personale sanitario di offrire prestazioni sempre più qualificate per il benessere dei pazienti". Per Beatrice Lorenzin, componente Commissione Bilancio, Senato della Repubblica, il futuro della cura "non potrà prescindere dall'utilizzo di nuove tecnologie, così come non potrà ignorare le nuove sfide a cui saremmo sottoposti". A livello globale "osserviamo una crescita fino al +300% delle molecole in sviluppo e una riduzione dei tempi di ricerca preclinica fino al -40% grazie all'Ai - evidenzia Carlo Riccini, direttore generale Farmindustria - E la trasformazione digitale sta ridefinendo anche il modo con cui gestiamo l'assistenza sanitaria, ci prendiamo cura di noi stessi e degli altri, programmiamo la spesa e ne misuriamo gli esiti. Sono tecnologie che possono dispiegare i propri effetti positivi solo facendo crescere e aggiornando le competenze: per questo la politica della formazione è parte della politica industriale e di quella sanitaria. Investire nelle persone significa investire nell'Italia". Questo tipo di programmi favorisce "inoltre un approccio condiviso tra attori pubblici e privati, a beneficio dell'efficienza del sistema e dell'accesso alle cure". L'intelligenza artificiale "rappresenta senza dubbio un’opportunità per rafforzare la sostenibilità e l'efficienza del Ssn", osserva Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della Programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Ssn, ministero della Salute. "Serve però una governance chiara, basata su evidenze e che aiuti le professioni sanitarie e liberarsi dei carichi amministrativi per dedicare più tempo alla gestione del paziente. Investire nelle competenze significa quindi mettere il sistema nelle condizioni migliori di accogliere la trasformazione offerta dall'innovazione con benefici misurabili per i cittadini. Proprio per questi motivi - conclude - il ministro della Salute sta lavorando per migliorare i percorsi di formazione dei professionisti sanitari, definendo linee guida appropriate a questo scopo".
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".