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(Adnkronos) - “L’esempio della Jaguar Land Rover” vittima di un cyberattacco lo scorso agosto “ci dà l'opportunità di riflettere su come colpire un’azienda economica produttrice di automobili, e che incide sul pil di un paese con 5000 aziende di indotto, significhi andare a colpire, a cascata, il tessuto economico di altri paesi, essendo l’indotto non limitato ad un unico territorio. In sostanza si tratta di una crisi sistemica da affrontare in modo multifattoriale, poiché questo mondo è figlio dell’iperconnessione tra dati che assumono un valore in base alla relazione tra loro, delineando così il contesto”. Lo ha detto Nunzia Ciardi, vicedirettrice generale Acn - Agenzia cybersicurezza nazionale - nel suo intervento a Cybersec, la conferenza internazionale in corso a Roma, organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia e giunta alla sua 5^ edizione. “Sono partita da quest’esempio nel Regno Unito - spiega Ciardi - perché è la prova plastica di quanto ormai lo scenario digitale impatti su ogni aspetto della vita quotidiana di ciascuno di noi, oltre che sulla vita economica e sociale di un paese; in pratica ricade sulla trama che avvolge ogni aspetto della vita digitale e reale”. Fondamentale, però, la capacità umana nella gestione dello scenario: “Ci garantisce un’enorme possibilità di progresso e di performance produttiva, ma allo stesso tempo di limitare i rischi”. E ancora: “Dobbiamo mettere l’uomo al centro, ma la capacità umana non può fare a meno di essere qualificata per controllare la costante sollecitazione al dominio cognitivo della persona, una sollecitazione che avviene tramite agenti automatici dell’intelligenza artificiale e che impattano, appunto, sulla capacità cognitiva delle persone, sulla loro opinione e sulle democrazie”. Ma c’è possibilità di difendere i propri valori? Ciardi risponde così: “È un orizzonte continuo che evolve rapidamente e che non dobbiamo stancarci di raggiungere. Noi dobbiamo percorrere una strada e farlo a grande velocità. Se sappiamo che il nostro dominio cognitivo è attaccato da una campagna disinformativa, da un eccesso informativo che ci confonde, allora dobbiamo in qualche modo fornire una narrazione corretta e reale; dobbiamo soprattutto formare persone, formare il singolo, formare l'organizzazione, formare tutti gli strati sociali della società affinché si costruisca quella struttura di anticorpi pronta a gestire e a fronteggiare questo nuovo mondo che avanza in maniera repentina”.Ma c’è possibilità di difendere i propri valori? Ciardi risponde così: “È un orizzonte continuo che evolve rapidamente e che non dobbiamo stancarci di raggiungere. Noi dobbiamo percorrere una strada e farlo a grande velocità. Se sappiamo che il nostro dominio cognitivo è attaccato da una campagna disinformativa, da un eccesso informativo che ci confonde, allora dobbiamo in qualche modo fornire una narrazione corretta e reale; dobbiamo soprattutto formare persone, formare il singolo, formare l'organizzazione, formare tutti gli strati sociali della società affinché si costruisca quella struttura di anticorpi pronta a gestire e a fronteggiare questo nuovo mondo che avanza in maniera repentina”. Infine un appunto sulla kermesse, giunta alla 5^ edizione, e che la vicedirettrice ha seguito fin dall’esordio: “Trovo molto interessante l'evento nella centralità e nell'evoluzione degli argomenti odierni. Quando parlo di interconnessione di dati, parlo ovviamente di interconnessioni di mondi, ed eventi come questo mettono in connessione punti di vista, sfere differenti, istituzioni diverse. E questo è fondamentale per costruire quella consapevolezza diffusa di cui parlavo prima, una consapevolezza che ci può in qualche modo difendere, o che può contenere i rischi davanti ai quali la società digitale ci pone”.
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - Sanpellegrino, parte di Nestlé Waters & Premium Beverages, sostiene l'intervento di riqualificazione della storica 'Area Paradiso', nel comune di San Pellegrino Terme, con un investimento di circa 9 milioni di euro che comprende la valorizzazione ambientale e ricettiva di un’area di 6 ettari nel cuore della Val Brembana. Il ‘Progetto Paradiso’, che comprende un’area boscata e due edifici storici in posizione panoramica, oggi in stato di abbandono, si propone di coniugare la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente con la tutela del paesaggio, mantenendo la riconoscibilità degli edifici già presenti e utilizzando materiali naturali, perfettamente integrati con l’ambiente circostante. L’intervento si caratterizza per una significativa valenza ambientale: la riqualificazione dell’area sarà improntata a criteri di basso impatto, alla tutela della naturalità dei luoghi e alla valorizzazione del verde circostante. Il progetto paesaggistico prevede, in particolare, nuove superfici prative, la conservazione e integrazione delle alberature esistenti e la creazione di spazi dedicati alla biodiversità, con l’obiettivo di offrire un’esperienza immersiva nella natura, favorire la presenza di impollinatori e rafforzare il legame tra ospitalità, ambiente e sostenibilità. L’intera area è data in concessione a Sanpellegrino per 99 anni, al termine dei quali tornerà nella piena disponibilità del Comune di San Pellegrino Terme. La sua riqualificazione avrà ricadute positive per l’intera comunità della Val Brembana in termini di maggiore attrattività turistica e di più ampia fruibilità del territorio. L’impegno di S.Pellegrino sul territorio comprende anche iniziative per una gestione responsabile e sostenibile della risorsa acqua, come il conseguimento della certificazione Alliance for Water Stewardship (Aws), da parte dello stabilimento di Ruspino fin dal 2020. Questo riconoscimento è basato su uno standard internazionale che attesta il rispetto del bilancio idrico, la condivisione delle conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare la qualità dell’acqua disponibile. L’attenzione alla preziosa risorsa idrica del territorio si concretizza anche in iniziative per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, come il monitoraggio idrologico, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, finalizzato allo studio dei movimenti dell'acqua e dei suoi percorsi, per capirne l’equilibrio nel tempo e assicurarne la sostenibilità. Un altro importante progetto nato per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici riguarda la realizzazione di un’opera pubblica, l'impianto Nossana, che consentirà un approvvigionamento idrico costante a più di 300mila abitanti della provincia di Bergamo, anche in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti o di eventi atmosferici eccezionali, assicurando la continuità del servizio. Una volta completato, l’impianto sarà donato da Sanpellegrino a Uniacque, società che gestisce il servizio idrico integrato della provincia di Bergamo, e sarà utilizzato a beneficio della collettività. “Progetto Paradiso nasce da un legame profondo con il territorio della Val Brembana e dalla volontà di contribuire al suo sviluppo e alla sua tutela. Si tratta di un investimento interamente sostenuto dall’azienda e pensato per generare valore per la comunità nel lungo periodo, rafforzando l’attrattività turistica e preservando al tempo stesso il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale del territorio - ha dichiarato Michel Beneventi, amministratore delegato e presidente di Sanpellegrino - Parallelamente, prosegue il nostro impegno per la tutela della risorsa idrica con iniziative volte ad aumentare la resilienza del territorio: dal monitoraggio scientifico del bacino imbrifero fino alla realizzazione dell’impianto Nossana, mettiamo in campo strumenti diversi ma complementari per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e garantire continuità e qualità dell’acqua nel lungo periodo, a beneficio delle collettività”.