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(Adnkronos) - Un capogabinetto deve essere espressamente autorizzato prima di rilasciare interviste? "Normalmente quando il capogabinetto parla di cose attinenti al mondo governativo è d'accordo con il ministro. Io nella mia esperienza di quattro volte capogabinetto ho parlato sempre in accordo con il ministro. Però i capogabinetti e i ministri sono fatti a modo loro", spiega rispondendo all'Adnkronos il professore di Diritto costituzionale all'Univeristà Roma 3 Alfonso Celotto, già capogabinetto del Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, del Ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, del Ministro della Salute Giulia Grillo, del ministro per le riforme e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ma si è mai chiesto se esiste una norma di condotta che stabilisce la necessità di autorizzazione del ministro? "Ma scherziamo? "Non è una questione di comma 12. E' un problema di etichetta, di rapporti con il ministro", risponde il giurista, veterano di incarichi istituzionali ministeriali tanto da avere anche ricoperto il ruolo di capo dell'ufficio legislativo del Ministero delle Politiche europee (ministro Emma Bonino), del Ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli, del Ministro per lo Sviluppo Economico (con Federica Guidi) e di Consigliere giuridico del Ministro dell’Economia e Finanze Giulio Tremonti. Che ne pensa quindi delle recenti dichiarazioni di Giusi Bartolozzi? "Ah non lo so. Certo gli animi si stanno un po' inasprendo". (di Roberta Lanzara)
(Adnkronos) - Andrea Mignanelli, manager con una trentennale esperienza nei servizi per il credito, assume la presidenza di Klaro, la piattaforma che facilita l'accesso ai finanziamenti e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese italiane grazie all’Intelligenza artificiale. Andrea Mignanelli vanta un’importante carriera nel settore, prima in McKinsey, poi come fondatore di Jupiter, e quindi dal 2019 al 2024 è stato amministratore delegato del Gruppo Cerved. Klaro è una piattaforma che, grazie a collegamenti sicuri con conti bancari, cassetto fiscale e altre fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Riscossione, Camera di commercio, Inps, etc), velocizza la richiesta di finanziamenti attraverso la raccolta di tutti gli elementi necessari per l’istruttoria creditizia, generando il Klaro profile, e migliora la gestione della liquidità delle piccole imprese attraverso un unico cruscotto. Il Klaro profile è un set documentale standard, certificato e sempre aggiornato che consente a banche e intermediari di effettuare istruttorie sicure in pochi minuti, invece che in settimane. Questo risponde alla necessità di fare incontrare domanda e offerta di credito nel contesto italiano in cui, nonostante l’ottima infrastruttura dati sulle imprese, i prestiti bancari alle piccole società sono calati del 40% dal 2014 al 2025. "Sono entusiasta - dichiara Andrea Mignanelli - di questa nuova avventura. In Klaro ho trovato le risposte ai due principali problemi che da anni affliggono gli imprenditori italiani: difficile accesso al credito e gestione amministrativa complicata. La nostra missione è aiutare gli imprenditori a valorizzare al meglio la propria azienda e ottimizzare le risorse finanziarie. Combinando l'avanzata infrastruttura dati del Paese con la tecnologia AI specialistica di Klaro, facciamo la differenza nel rapporto tra impresa e filiera del credito".
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.