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(Adnkronos) - Alle Olimpiadi c’è un lavoro invisibile che rende lo spettacolo possibile. È quello degli shaper, gli artigiani della neve. I professionisti responsabili della manutenzione quotidiana di salti, strutture e linee all'interno degli snowpark e sulle piste. Da Bormio a Livigno, nei giorni di Milano Cortina hanno spalato neve per giorni, trasformando pendii bianchi in palcoscenici di pura adrenalina. Sempre dietro le quinte. Dalle prime ore del mattino a tarda sera. “È la mia prima volta ai Giochi Olimpici e non posso lamentarmi - racconta all’Adnkronos Luca Biagiotti, 46 anni, ai piedi della pista di ski cross di Livigno -. Lavoro a Chiesa e in carriera ho fatto tante gare di Coppa del Mondo”. Andrea Coatti, 42 anni, precisa: “Io vivo all’estero e questo è il mio lavoro. Ho già partecipato alle Olimpiadi di Pechino, entrambi siamo gestori di snowpark”. Entrambi fanno parte della squadra italiana che si occupa della preparazione della pista di ski cross. Anche dalle loro mani dipende l’ottima riuscita dei Giochi Olimpici italiani. E la resa televisiva di gare al cardiopalma, spettacolari e tiratissime: “Solo alla partenza siamo sempre una quindicina - dice Luca - ma su una pista lavorano in totale più di 80 tra shaper, alpini e volontari. I più esperti, come noi, seguono le parti più delicate come i salti e la partenza. Chi ha meno esperienza si occupa della parte finale del tracciato”. Ogni dettaglio nasce da test e verifiche continue: “Abbiamo fatto diverse prove per studiare modalità e velocità. Ma temperatura e condizioni della neve incidono moltissimo. A volte siamo intervenuti per modificare le strutture, velocizzare o sistemare alcuni tratti”.. Ma come sono organizzate le giornate degli shaper alle Olimpiadi? “Dipende dal meteo e dalla neve da spostare – sottolinea Andrea -. A volte iniziamo anche alle cinque del mattino. Più neve c’è, più tempo serve. Il fondo deve restare duro, la neve fresca va rimossa con badili, frese, rastrelli, scopettoni e soffiatori. Se la quantità è davvero importante, utilizziamo anche escavatori”. Un lavoro fisico, ma soprattutto carico di responsabilità. "Quando un atleta si fa male non si è mai soddisfatti. Ma nello ski cross si gareggia in quattro e non dipende solo dalla pista. Gli atleti possono toccarsi, scontrarsi. Gli infortuni sono frequenti. Il nostro compito è rifinire il lavoro dei gattisti. Ci confrontiamo di continuo, in base alle cose che vediamo". Nelle due settimane di Olimpiadi, sono stati diversi i momenti complicati: “I 25 centimetri caduti a Livigno ieri sono stati duri da gestire. Soprattutto dopo 40 giorni di lavoro intenso. Abbiamo spalato neve per cinque ore no-stop. Per finire la pista abbiamo lavorato in cinquanta. Poi sono arrivati i gattisti, che hanno lavorato per diverse ore”. Un lavoro che è però in primis una grande soddisfazione: “In questo ambiente – spiega Andrea – lavoro da una vita. Conosco tanti dei ragazzi in gara e diversi allenatori. Su Yiming, oro nello slopestyle, l’ho visto crescere e me lo ricordo che era piccolino. Quando l’ho rivisto gli ho chiesto un selfie, è stato divertente”. Luca annuisce e se la ride: “Per me nessuna foto, ma la nazionale italiana mi ha regalato un po’ di pins”. Un piccolo ‘grazie’ a chi, con amore e fatica, rende possibile il sogno olimpico. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
(Adnkronos) - Borghi a rischio spopolamento? Non per Cortemilia, 2100 abitanti nell’Alta Langa, dove Paola Veglio, amministratore delegato di Brovind Vibratori spa, da anni si impegna per garantire un futuro al territorio, con il sogno, dice all'Adnkronos/Labitalia di “rendere questo borgo storico, noto per l’enogastronomia e il turismo, un polo tecnologico a disoccupazione zero”. “I dipendenti di Brovind - spiega - hanno accesso di diritto all’asilo nido comunale, la cui creazione è stata resa possibile grazie al grande impegno del Comune di Cortemilia. La struttura è fondamentale per il territorio: mancava un nido nel borgo e offre opportunità di accoglienza anche per i comuni limitrofi. La retta per i nostri lavoratori è coperta interamente dall’azienda”. L’imprenditrice ha inoltre riaperto un ristorante-pizzeria e hotel nel centro del paese: “Era da anni che a Cortemilia mancavano un hotel e una pizzeria; il progetto ha anche una valenza di welfare aziendale, perché permette di ospitare 60 dipendenti Brovind, il cui pranzo è pagato per l’80% dall’azienda. Vista la progressiva crescita dell’organico, infatti, molti dei nostri lavoratori non potevano contare su strutture in grado di ospitarli”. “La posizione centrale dell’hotel - racconta - offre nuove opportunità ai negozi del borgo. Il fatto che stiano aprendo altre attività locali, gestite da giovani, conferma che il nostro progetto possa creare valore aggiunto verso la riqualificazione del territorio”. In tema di investimenti per il territorio, Paola Veglio si occupa di riqualificare l’ex polo industriale Miroglio: “Un’area di 33.000 mq abbandonata, che ospiterà la produzione Brovind. Stiamo strutturando il progetto in ottica di indipendenza energetica, automazione e maggior attenzione al welfare aziendale; si tratta di un investimento di 12 milioni, una cifra titanica, ma è l’unica soluzione per crescere”. Per attrarre i giovani, invece, “collaboriamo attivamente con le scuole del territorio per accogliere i giovani più promettenti e offrire loro una formazione altamente qualificata”.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso