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(Adnkronos) - Joan Thiele tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpreta il brano 'La canzone dell'amore perduto' di Fabrizio De André, con Nayt, in gara al Festival con il brano 'Prima che'. Il palco dell'Ariston non è nuovo per Joan Thiele, l'artista ha partecipato come concorrente big lo scorso anno con il brano 'Eco'. Alessandra Joan Thiele, in arte Joan Thiele, è nata a Desenzano del Garda il 21 settembre del 1991. Cantautrice e produttrice discografica italiana poliedrica di origini italiane, svizzere e colombiane. La sua musica è un mix di influenze di culture e luoghi: Colombia, Caraibi, Canada e Inghilterra. La sua carriera musicale ha inizio a Londra, dove nel 2016 muove i primi passi nella musica e comincia a farsi conoscere ai più attraverso il suo primo EP omonimo 'Joan Thiele' con i singoli 'Save Me' e 'Taxi Driver'. Nel 2018 pubblica il suo album d'esordio, 'Tango'. Nel frattempo, collabora con Myss Keta, Elodie e con il rapper Nitro. Nel 2020 pubblica il suo primo EP in italiano, 'Operazione Oro' che mescola pop, R&B e suggestioni cinematografiche che ricordano le colonne sonore del cinema italiano anni 60-70. Il 6 dicembre esce, su tutte le piattaforme digitali, 'Veleno', il nuovo singolo che anticipa il suo percorso al Festival di Sanremo 2025. Nel 2023 ha vinto il premio David di Donatello alla migliore canzone originale per 'Proiettili (ti mangio il cuore)', brano della colonna sonora del film, Ti mangio il cuore, presentato alla 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Joan Thiele ed Elodie sono molte amiche, le due colleghe hanno collaborato per il brano 'Proiettili', contenuto nel film “Ti mangio il cuore”, in cui Elodie è protagonista. Nel 2026 è apparsa nel film Franco Battiato - Il lungo viaggio di Renato De Maria e, in occasione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, si è esibita all'Arena di Verona nel brano Il mondo di Jimmy Fontana insieme a Roberto Bolle Ricordi, sbocciavan le viole con le nostre parole "Non ci lasceremo mai, mai e poi mai", Vorrei dirti ora le stesse cose ma come fan presto, amore, ad appassire le rose così per noi L'amore che strappa i capelli è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza, e un po' di tenerezza E quando ti troverai in mano quei fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano, li rimpiangerai Ma sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo. E sarà la prima che incontri per strada che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo.
(Adnkronos) - "Mentre in commissione Giustizia alla Camera emendamenti di carattere corporativo e lesivi della concorrenza vogliono cancellare, dalla legge delega di riforma della professione di commercialista, la giusta tutela delle attività svolte dai professionisti associativi ai sensi della Legge 4/2013, ed i vertici dei commercialisti interpretano sentenze di Cassazione e della Corte Costituzionale pro domo sua e non in modo oggettivo ed ovviamente ignorando la vera sentenza, questa si storica, della Corte Costituzionale n. 418/96 che ha ben definito il concetto di libertà di esercizio del lavoro autonomo professionale, i tributaristi dell’Istituto nazionale tributaristi (Int) hanno partecipato alla consultazione promossa dalla Commissione Ue sulla trasferibilità delle competenze per tutelare la concorrenza e il diritto al lavoro professionale". E' quanto si legge in una nota dell'Istituto nazionale tributaristi. "Si chiude infatti oggi, 27 febbraio 2026, la consultazione pubblica -continua la nota- sulla trasferibilità delle competenze al fine di agevolare la mobilità dei lavoratori nell'Ue, grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione, consultazione promossa dalla Commissione Europea nel dicembre scorso e segnalata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) definendola un’iniziativa strategica per rendere più trasparente il riconoscimento delle competenze anche nelle professioni non regolamentate, in ordini o collegi ai sensi della Legge 4/2013". L'Istituto nazionale tributaristi (Int) ha partecipato, prima rispondendo all'apposito questionario, poi con un intervento specifico sulle professioni ex lege 4/2013. L'Int è intervenuto con il suo presidente, Riccardo Alemanno, che ha così esposto: "In merito alla trasferibilità delle competenze e all’agevolazione della mobilità dei lavoratori nell'UE grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione evidenziamo, al di là di una necessaria omogeneità delle regole e dei modelli adottati nei vari Paesi Ue, che in ambito Ue esistono professioni regolamentate e professioni non regolamentate, anche nell’ambito di uno stesso settore, e che, come già indicato dalla Corte dei Conti europea, l'eccesso di regolamentazione costituisce un evidente ostacolo allo stabilimento di un professionista all'interno dei Paesi Ue". "Occorrono pertanto -ha continuato- nuovi strumenti per attestare le certificazioni e per individuare le competenze, ciò al fine di modernizzare i sistemi organizzativi e di riconoscimento esistenti nei Paesi UE, che spesso producono effetti negativi sulla possibilità di stabilimento. in Italia la legge 4/2013 (professioni non organizzate in ordini o collegi) ha introdotto l'utilizzo in ambito professionale di due tipologie di attestazioni delle competenze, si tratta dell'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati rilasciato dall'Associazione professionale di appartenenza e/o della certificazione ai sensi delle norme Uni (Ente italiano di normazione), a titolo esemplificativo la norma Uni 11511/2020 che definisce i requisiti relativi all'attività professionale del tributarista esercente attività professionale ai sensi della legge 4/2013", ha spiegato. "Tali certificazioni, rilasciate entrambe previa autorizzazione pubblica dei Ministeri competenti, devono essere adottate ai fini del riconoscimento delle competenze professionali all'interno dei Paesi Ue. Questa tipologia di certificazione, se adottata in modo uniforme dai Paesi Ue, garantire un più rapido ed efficace controllo, chiaro e trasparente, delle qualifiche e delle competenze che renderebbe più agevole lo stabilimento, nei vari Stati dell’Unione, dei professionisti", ha concluso.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.