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(Adnkronos) - Donald Trump ha chiesto ad Hamas di "rispettare il proprio impegno per una smilitarizzazione completa e immediata". E' quanto ha scritto il presidente degli Stati Uniti in un post pubblicato su Truth Social, dedicato al Board of Peace, organismo che, secondo Trump, ha "un potenziale illimitato" e un obiettivo che va "ben oltre Gaza", che è "la pace nel mondo". Nel messaggio, Trump ha definito il Board of Peace come destinato a diventare "l'organo internazionale più importante della storia". Trump ha, quindi, annunciato che giovedì 19 febbraio i membri del Board of Peace si riuniranno a Washington, dove verrà comunicato che gli Stati membri hanno promesso oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione a Gaza. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che smantellare Hamas significa rinunciare a tutte le armi, comprese quelle leggere come i fucili d'assalto, oltre alla distruzione dei tunnel e delle fabbriche di armamenti a Gaza. Secondo quanto scrive il Times of Israel Netanyahu ha respinto l'idea di una smilitarizzazione parziale, sostenendo che le armi leggere sono quelle che causano più vittime. Secondo il New York Times, una bozza di piano legata al Board of Peace, promossa dall’amministrazione di Donald Trump, ipotizzerebbe invece di consentire inizialmente a Hamas di mantenere alcune armi leggere, consegnando quelle in grado di colpire Israele. Quel che è certo, è che l'Italia sarà presente alla riunione del Board of Peace per Gaza, ma resta da definire il livello della partecipazione. La premier Giorgia Meloni starebbe, infatti, ancora valutando se recarsi personalmente negli Stati Uniti. "Ci sta pensando", riferiscono fonti di governo. In caso contrario, a rappresentare Roma nella capitale americana dovrebbe essere il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Come spiegato dalla stessa presidente del Consiglio ad Addis Abeba, l'Italia è stata invitata in qualità di osservatore: una soluzione di compromesso giudicata positivamente dall'esecutivo, alla luce dei vincoli costituzionali che impediscono una piena adesione di Roma all'organismo,creato da Trump. "L'Italia è stata invitata al Board per Gaza come Paese osservatore, secondo noi è una buona soluzione rispetto al problema che abbiamo" in merito alla compatibilità costituzionale con l'adesione al Board of Peace, ha affermato Meloni a margine del summit dell'Unione africana. La premier ha ribadito che, considerato il lavoro svolto dall'Italia in Medio Oriente per stabilizzare "una situazione molto complessa e fragile", una presenza italiana - ed europea - è ritenuta necessaria. "Penso che risponderemo positivamente a questo invito a partecipare come Paese osservatore; a quale livello lo dobbiamo ancora vedere", ha aggiunto, osservando anche come sia probabile la partecipazione di altri Paesi europei, in particolare dell'area mediterranea orientale. Intanto il governo si prepara a riferire in Parlamento. Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, Meloni e Tajani si sono sentiti nelle ultime ore per un confronto sui temi all'ordine del giorno e l'esecutivo ha confermato la propria disponibilità a un'informativa alle Camere già nella giornata di martedì. Da fonti di Palazzo Madama si sottolinea tuttavia che Pd, M5S e Avs avrebbero annunciato la richiesta di comunicazioni "solo a mezzo stampa", senza trasmettere alcuna richiesta - neppure informale - agli uffici o al presidente del Senato. Al momento, infatti, l'assemblea è convocata per l'intera settimana esclusivamente per i lavori di Commissione. Pur evidenziando "l'irritualità della procedura", viene comunque rimarcata la "immediata e lodevole disponibilità" del ministro Tajani, che ha indicato in martedì la data utile per riferire, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa sta consultando i capigruppo per le determinazioni del caso. Dal versante di Montecitorio, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ringraziato la premier e il titolare della Farnesina per la disponibilità manifestata, comunicando che l'Aula ha già calendarizzato le comunicazioni del ministro Tajani sul Board of Peace per martedì 17 febbraio alle 13.30.
(Adnkronos) - Edison investe nel valore dei profili tecnici specialistici e lancia High technological knowledge program (Htk), un programma di formazione, inserimento in azienda e crescita professionale per gli studenti e diplomati degli Its academy. In questo modo Edison punta ad attrarre e sviluppare giovani con profili tecnico-professionali che sono essenziali per l’implementazione del piano di sviluppo strategico dell’azienda, lavorando sul gap quantitativo e qualitativo che sussiste tra le competenze richieste dalla filiera industriale del settore energetico e quelle prodotte dai percorsi scolastici. “Edison ha scelto di investire nelle filiere tecnico-professionali, riconoscendo e promuovendo il valore della formazione tecnica come leva strategica per la crescita del Gruppo. Una scelta che rivaluta le professioni tecniche-operative come asset chiave per la transizione energetica e per l’innovazione del Paese”, ha commentato Giorgio Colombo, executive vice president hr e Ict di Edison. “L’investimento nella formazione tecnico professionale, attraverso i nuovi percorsi Its academy o quelli ordinamentali 4+2 recentemente lanciati con le filiere formative - ha spiegato - offre ai futuri diplomati elevate opportunità di impiego in linea con il percorso di studi e ben retribuite. Per questo abbiamo lanciato un programma specifico rivolto a questi profili che inizia con l’orientamento nelle scuole e si completa con un inserimento a tempo indeterminato ben retribuito e integrato con un robusto programma di welfare. Per il successo del programma, lavoriamo per costruire e consolidare partnership strategiche con il mondo dell’istruzione, creando ecosistemi finalizzati allo sviluppo di filiere formative strettamente connesse al tessuto economico-industriale del territorio. Da anni lavoriamo in questa direzione, a partire dal rilancio dei percorsi di formazione professionale rivolti ai giovani dopo le scuole medie attraverso l’iniziativa Scuola dei mestieri dell’energia; ora, con il nuovo programma, completiamo il nostro investimento per rilanciare la formazione tecnico-professionale”. Il nuovo programma, attivo dal 1° gennaio 2026, si rivolge ai giovani futuri diplomandi e neo-diplomati Its academy e propone un’offerta sistemica e strutturata che mira ad accompagnare i giovani lungo l’intero ciclo professionale, dalla fase di orientamento e formazione fino all’ingresso in azienda ed al successivo sviluppo di carriera. Grazie alle solide partnership attivate con gli Its academy, che coinvolgono i manager Edison, impegnati direttamente nei percorsi di orientamento e formazione, l’azienda offre ai ragazzi gli strumenti per trasformare il loro percorso di studi in un’opportunità di impiego, attraverso stage curricolari retribuiti già integrati nel programma didattico e, una volta conseguito il diploma, un impiego a tempo indeterminato. Per i neoassunti provenienti dagli Its academy Edison ha poi messo a punto uno specifico percorso di sviluppo della durata di 5 anni che si articola in un piano formativo per completare e migliorare ulteriormente le proprie competenze, accompagnato dalla prospettiva di una crescita retributiva che valorizza impegno e risultati raggiunti. Inoltre, l’azienda incoraggia e supporta i giovani lavoratori che intendono riprendere il percorso di studi iscrivendosi all’Università, attraverso orari di lavoro flessibili ed un contributo di 1500 euro per il sostegno agli studi per due anni. Con il programma High technological knowledge Edison ha individuato circa 30 opportunità di profili professionali impiegabili in azienda, in particolare nella filiera delle rinnovabili (per la manutenzione e gestione di impianti industriali eolici, fotovoltaici e idroelettrici), e nella filiera dell’efficienza energetica (per l’installazione, manutenzione e gestione degli strumenti di efficientamento energetico, sia per autoconsumo che per comunità energetiche). Il programma mira ad attrarre giovani per la realizzazione del piano strategico aziendale, che prevede l’inserimento di 300 nuove risorse all’anno, di cui circa il 50% composto da neodiplomati e neolaureati con profili tecnici altamente formati, impiegati nei diversi territori in cui la società sviluppa il proprio piano di investimenti. Un’opportunità concreta, per i giovani che lo desiderano, di trovare impiego negli stessi luoghi in cui abitano e studiano, generando valore economico e sociale anche per le comunità territoriali, a partire dall’indotto delle imprese partner. L’impegno di Edison nella costituzione dei lavori dell’energia si esplica già nelle Scuola dei mestieri dell’energia, in partnership con Aforisma, un progetto formativo dedicato sia ai diplomati delle scuole secondarie di I grado sia a quelli che hanno terminato la scuola secondaria di II grado. Il progetto, avviato in Puglia e in Sicilia, mira a creare opportunità concrete di formazione e lavoro per i giovani che vogliano acquisire una qualifica di formazione professionale riconosciuta e spendibile nel mercato del lavoro dell’energia. L’obiettivo è garantire opportunità di futuro reali, nel Gruppo Edison, nelle aziende partner, nelle imprese locali che partecipano alla formazione professionale dei giovani, dando loro gli strumenti necessari per inserirsi con facilità all’interno del mondo del lavoro. L’High technological knowledge program nasce all’interno di un piano più ampio che vede Edison impegnata in iniziative volte all’attraction, retention e valorizzazione delle nuove generazioni. Ne sono esempi il Company social housing, un supporto abitativo che offre ai giovani neoassunti la possibilità di vivere in una casa propria in prossimità della sede di lavoro, con un affitto calmierato che non supera un terzo della retribuzione netta mensile. O anche la Young community, un percorso di 36 mesi caratterizzato da momenti di formazione trasversali su competenze prevalentemente 'soft' e sui temi dell’energia. L’azienda garantisce inoltre un ampio programma di welfare e people care 'Edison per te' che contribuisce in maniera diretta alla sostenibilità sociale dei comportamenti aziendali.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".