ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - ''Già da tempo, già dall'inizio, sono convinto che Danilo Restivo sia dietro questo altro omicidio. Ne sono certo per le modalità ed è evidente che Benguit non sia colpevole''. Così all'Adnkronos Gildo Claps, fratello di Elisa, la ragazza di Potenza uccisa il 12 settembre del 1992, dopo la risonanza del servizio giornalistico della Bbc che sostiene la tesi di un presunto coinvolgimento di Danilo Restivo, assassino di Elisa Claps, anche per il femminicidio della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin, nota come Oki, uccisa a coltellate il 12 luglio 2002 a Bournemouth, in Inghilterra. Per la morte della studentessa è in carcere Omar Benguit che si è sempre dichiarato innocente ma elementi raccolti dalla polizia e iniziali testimonianze hanno portato al suo arresto. Restivo è stato condannato dalla giustizia italiana per aver ucciso Elisa Claps e dalla giustizia inglese per l'omicidio della sarta Heather Barnett, a Bournemouth, il 12 novembre 2002, due mesi dopo la tragica fine di Jong-Ok Shin. In quell'anno Restivo viveva nella città costiera a sud dell'Inghilterra. Le vicende di Elisa Claps e di Heather Barnett si sono intrecciate in modo molto stretto perché Restivo venne arrestato dalla polizia del Dorset nel 2010, pochi mesi dopo il ritrovamento dei resti di Elisa Claps nel sottotetto della Santissima Trinità a Potenza. ''Di elementi nuovi non ce ne sono - ha aggiunto Gildo Claps - sono fatti risaputi. Benguit non c'entra. Anche i testimoni hanno ritrattato. Prove ed elementi sin dall'inizio parlavano chiaro e poi c'è la sinistra ricorrenza del 12. Può sembrare una suggestione ma c'è una ritualità, il 12 venne uccisa Elisa, il 12 Heather Barnett e il 12 anche la studentessa sud-coreana''. Tutte e tre le vittime sono state uccise a colpi di coltello. Per il caso di Jong-Ok Shin, Omar Benguit è stato condannato all'ergastolo e non ha ottenuto la revisione del processo. La vicenda è stata riproposta nei servizi giornalistici della Bbc ma non ci sono attività giudiziarie in corso. Le corti d'appello hanno respinto le richieste di revisione. Per questo delitto Restivo venne inizialmente sospettato ma poi uscì dalle indagini, scagionato dalla compagna con cui conviveva.
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.