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(Adnkronos) - Il trattamento iniettabile long acting per l'infezione da Hiv a base di cabotegravir + rilpivirina di Viiv Healthcare ha dimostrato un'efficacia superiore nel mantenere la soppressione della carica virale rispetto alla terapia orale quotidiana, in persone con una storia di difficoltà di aderenza alla terapia antiretrovirale. Sono i risultati finali dello studio di fase III Latitude, diffusi oggi in una nota dalla farmaceutica specializzata nel trattamento dell'Hiv, a maggioranza azionaria Gsk. I dati a 48 settimane sono stati pubblicati sul 'New England Journal of Medicine' e fanno seguito alla raccomandazione di un comitato indipendente di monitoraggio dei dati e della sicurezza (Dsmb) del febbraio 2024, di interrompere la randomizzazione dello studio e invitare tutti i partecipanti eleggibili a passare al trattamento iniettabile long acting cabotegravir + rilpivirina, sulla base dei dati interinali di efficacia. "Lo studio Latitude - afferma Kimberly Smith, Head of Research & Development di ViiV Healthcare - si aggiunge a un solido corpus di evidenze a sostegno del ruolo dell'associazione iniettabile long acting cabotegravir + rilpivirina come valida opzione terapeutica per le persone che vivono con Hiv. Questo è il primo studio randomizzato che conferma che tale regime è superiore alla terapia orale quotidiana in questa popolazione. Pertanto, i risultati potrebbero convalidare un approccio long acting per questo ulteriore gruppo di pazienti e fare una differenza significativa per le persone che vivono con l'Hiv e per il nostro obiettivo di porre fine all'epidemia" da Hiv. Latitude (Long-Acting Therapy to Improve Treatment Success in Daily Life) - si legge nella nota - è uno studio di fase III, randomizzato e in aperto che ha coinvolto 453 partecipanti, età media 40 anni, con difficoltà nell'assumere terapia antiretrovirale orale quotidiana o usciti dai percorsi di cura. Il 63% era nero/afroamericano, il 29% di sesso femminile, il 17% ispanico e il 14% ha dichiarato un uso continuo o pregresso di sostanze iniettive. Una volta arruolati, i partecipanti hanno ricevuto supporto all'aderenza, inclusi incentivi economici dedicati, al fine di ottenere la soppressione virologica mentre assumevano una terapia antiretrovirale orale giornaliera raccomandata dalle linee guida. I ricercatori hanno quindi randomizzato 306 soggetti, che avevano ottenuto la soppressione virologica, nel ricevere iniezioni long acting di cabotegravir e rilpivirina ogni 4 settimane (n=152) o a continuare ad assumere terapia orale quotidiana (n=154). L'endpoint primario era un confronto del fallimento del regime nei 2 bracci, definito come una combinazione di fallimenti virologici (Vf) e l'interruzione del regime per qualsiasi motivo. Il rischio cumulativo di fallimento del regime così definito durante le 48 settimane di trattamento è stato ridotto di quasi la metà nel braccio con farmaci long acting (22,8%) versus il 41,2% per chi ha continuato la terapia orale giornaliera (29/152 vs 55/154, rispettivamente). Tra i partecipanti trattati con il regime iniettabile long acting - dettaglia la nota - 29/152 (19%) hanno avuto un fallimento del regime: 5 (3%) hanno avuto Vf e 24 (16%) hanno interrotto definitivamente il trattamento come primo evento. Nel gruppo che continuava la terapia orale quotidiana, 55/154 (36%) hanno avuto un fallimento del regime: 32 (21%) con Vf come primo evento e 23 (15%) con interruzione definitiva del trattamento. Ulteriori endpoint chiave alla settimana 48 hanno confermato la superiorità di cabotegravir + rilpivirina rispetto alla terapia orale quotidiana. Il tasso di eventi avversi (Ae) è risultato simile in entrambi i gruppi. L'Ae più comune nel gruppo long acting è stata la reazione nel sito di iniezione (Isr), con 2 partecipanti che hanno interrotto il trattamento per questo motivo. Due Vf confermati in ciascun gruppo (n=4 totale) hanno evidenziato nuove mutazioni associate a resistenza (Ram), incluse 2 nuove Ram agli inibitori dell'integrasi in entrambi i partecipanti del gruppo long acting. "I risultati dello studio randomizzato Latitude - commenta Antonella Castagna, direttore Malattie infettive Irccs ospedale San Raffaele e professoressa ordinaria di Malattie infettive all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - evidenziano come la strategia farmacologica long acting rappresenti un'opzione terapeutica efficace e concreta anche per persone con Hiv con difficoltà di aderenza alla terapia orale, e testimonia la possibilità di una nuova alleanza terapeutica, premessa indispensabile per il mantenimento del successo virologico anche in condizioni di maggior fragilità. Il centro da me diretto, insieme ad altri centri in Italia, partecipa in questo momento allo studio Crown, uno studio di grande rilevanza internazionale che sta valutando l'efficacia e la sicurezza a lungo termine di un trattamento antiretrovirale long acting con cabotegravir + rilpivirina per le persone con Hiv che continuano ad avere carica virale rilevabile nonostante siano in terapia antiretrovirale orale". A differenza di Latitude che prevedeva una fase di soppressione virologica preliminare, si precisa nella nota, il Crown valuta il regime direttamente in persone con viremia non ancora soppressa. Latitude è sponsorizzato e finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, parte dei National Institutes of Health, ed è stato condotto da Actg con ulteriore supporto del National Institute of Mental Health, del National Institute on Drug Abuse, dell'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, di ViiV Healthcare e di Johnson & Johnson.
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - Ecologia integrale, cooperazione tra Europa e Stati Uniti, innovazione tecnologica al servizio dell’ambiente, responsabilità dei media globali e sostenibilità dei grandi eventi: sono questi i temi che saranno al centro del XVII Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, promosso da Greenaccord Ets e in programma a Treviso dal 18 al 21 marzo 2026 con il titolo 'Building Future Together - Un’umanità nuova con sete di futuro'. Per quattro giorni Treviso diventerà una redazione globale diffusa, accogliendo oltre 100 giornalisti provenienti da più di 40 Paesi insieme a rappresentanti istituzionali, amministratori pubblici, imprese innovative, accademici ed esponenti del mondo della cultura. Il Forum si svolgerà tra Ca’ dei Carraresi e la Camera di Commercio di Treviso e Belluno e si articolerà in una sessione inaugurale e sei sessioni tematiche dedicate ai nodi cruciali della transizione ecologica e alla costruzione di una visione condivisa di ecologia integrale, capace di tenere insieme ambiente, economia, dimensione sociale e responsabilità culturale. L’edizione 2026 assume una valenza strategica per la costruzione di un ponte strutturato tra il Triveneto e lo Stato del Colorado. Territori accomunati da identità montana, forte vocazione sportiva e turistica, sistemi produttivi dinamici e crescente attenzione alle politiche ambientali, Veneto e Colorado saranno protagonisti di un confronto concreto su mobilità sostenibile, pianificazione territoriale, tecnologie pulite, economia montana e governance della sostenibilità. Tra i relatori internazionali sono attesi rappresentanti istituzionali e imprenditoriali del Colorado, insieme a protagonisti dell’innovazione tecnologica statunitense, a testimonianza di un dialogo che guarda alle Montagne Rocciose e alle Dolomiti come territori laboratorio di cooperazione transatlantica. Un focus centrale sarà dedicato alla sostenibilità dei grandi eventi internazionali, con un approfondimento specifico sul modello dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Nella sessione inaugurale interverrà Gloria Zavatta, Sustainability & Impact Director di Milano Cortina 2026, per illustrare il rapporto di sostenibilità dei Giochi e le strategie adottate per ridurre l’impatto ambientale e garantire un’eredità positiva per i territori ospitanti. Il Forum offrirà inoltre uno sguardo globale grazie alla presenza di Jinfeng Zhou, segretario generale della China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation, che porterà l’esperienza cinese nel campo della tutela della biodiversità e della cooperazione ambientale internazionale. Il confronto tra modelli europei, nordamericani e asiatici contribuirà a rafforzare il carattere autenticamente globale dell’iniziativa. Grande attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle piattaforme digitali e dell’industria culturale nella costruzione del dibattito ambientale. Interverranno Andy Thompson, dirigente internazionale attualmente International Technologist di Meta con una lectio magistralis sull’impatto delle notizie ambientali sulle piattaforme social, e Hanna Grahn, Head Sustainability and Climate Action di Spotify, che affronterà il tema della musica e dei contenuti culturali come strumenti di consapevolezza e responsabilità collettiva. Il programma affronterà inoltre il rapporto tra natura e bellezza, economia del benessere, rigenerazione urbana, bioarchitettura, agricoltura sostenibile, filiere del cibo, tecnologia digitale, ecologia della mente e dell’anima. Una sessione conclusiva sarà dedicata al ruolo dei media e dei giornalisti della rete Greenaccord, con la consegna del Greenaccord International Media Award a una realtà nordamericana impegnata nella narrazione delle sfide climatiche. "In un tempo segnato da conflitti, crisi climatiche e incertezze geopolitiche - dichiara Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord - abbiamo bisogno di ricostruire un orizzonte comune. L’ecologia integrale non è uno slogan, ma una visione che tiene insieme ambiente, giustizia sociale, economia e spiritualità. Con questo Forum vogliamo offrire ai giornalisti e alle istituzioni uno spazio di dialogo autentico tra Europa e America, ma anche tra Occidente e Asia, tra tecnologia e cultura. Solo costruendo ponti e assumendoci una responsabilità condivisa possiamo generare un futuro credibile per le nuove generazioni". "In un mondo lacerato dalla violenza e dalla prepotenza, avvertiamo il bisogno di tornare a frequentare la gentilezza e la convivialità delle differenze. Il nuovo Forum internazionale di Greenaccord - sottolinea il segretario generale dell'organizzazione, Giuseppe Milano - non nasce con la sola ambizione di raccontare la complessità contemporanea, tra innovazioni straordinarie e relazioni internazionali virtuose, ma anche e soprattutto di provare a costruire insieme una diversa visione di società, più giusta e inclusiva, in cui la giustizia sociale e ambientale siano saldate nella pace e nella prosperità intergenerazionale e crossterritoriale".