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(Adnkronos) - Portare la prevenzione visiva all’interno delle università e aiutare gli studenti che rinunciano alle cure per motivi economici. Con questo obiettivo la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia ha presentato oggi all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata 'Campus visivo', progetto dedicato alla comunità studentesca dell’ateneo. L’iniziativa nasce per sostenere gli studenti che, sempre più spesso, rinviano controlli e cure oculistiche a causa delle difficoltà economiche. Si tratta di un impegno che la Fondazione porta avanti da anni per migliorare l’accesso alla salute visiva delle persone in condizioni di fragilità. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e con il patrocinio della Regione Lazio e del ministero dell’Università e della ricerca (Mur), prevede l’allestimento di una clinica oculistica temporanea all’interno dell’ateneo. Dal 2 al 27 marzo 2026 sono offerte visite oculistiche gratuite e donati occhiali da vista agli studenti con Iseeu inferiore a 13.000 euro. L’iniziativa unisce diritto allo studio e tutela della salute visiva in una fase della vita in cui l’intenso impegno nello studio e l’uso prolungato di dispositivi digitali possono aumentare il rischio di disturbi visivi, mentre le difficoltà economiche possono indurre a rimandare controlli e cure. La clinica, allestita all’interno degli spazi dell’Università consente di effettuare circa 50 visite al giorno, per un totale stimato di 1.000 studenti visitati. Il progetto può contare anche sul contributo dei volontari di EssilorLuxottica che affiancano il personale sanitario nelle attività di accoglienza, registrazione e assistenza agli studenti. Le visite sono effettuate dallo staff medico del Dipartimento di Oftalmologia del Policlinico universitario Tor Vergata, coordinato da Carlo Nucci, professore di Oftalmologia e prorettore vicario, direttore della Scuola di specializzazione in Oftalmologia e presidente della Società degli oftalmologi universitari italiani. Il team sanitario è composto da due oculisti, due ortottisti e un ottico, che supporta gli studenti nella scelta delle montature e delle lenti. Al termine della visita, agli studenti che ne hanno bisogno vengono forniti occhiali da vista gratuiti, consegnati entro pochi giorni. La presentazione ufficiale del progetto si è svolta oggi presso l’Università di Roma Tor Vergata alla presenza, tra gli altri, del Rettore Nathan Levialdi Ghiron, del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, del professor Carlo Nucci, del preside della Facoltà di Medicina e chirurgia Roberto Bei, del direttore generale del Policlinico Tor Vergata Ferdinando Romano, dei direttori dei Dipartimenti di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata, della Prorettrice alle Politiche di Innovazione sociale dell’Università di Roma Tor Vergata Rosaria Alvaro e del Segretario Generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, Andrea Rendina. "Gli studenti rappresentano il cuore della vita universitaria e il primo patrimonio di un Ateneo – afferma Nathan Levialdi Ghiron –. Per questo prendersi cura del loro benessere non è un’attenzione accessoria, ma parte integrante della missione educativa dell’università. 'Campus visivo' nasce con questo spirito: offrire agli studenti un servizio concreto di prevenzione, accessibile direttamente in ateneo, perché studiare e vivere l’università significhi poter contare anche su una comunità che si prende cura di loro". "Un’università che forma medici e fa ricerca clinica ha anche la responsabilità di mettere queste competenze a disposizione della propria comunità – dichiara Nucci –. 'Campus visivo' nasce da questa idea: portare la prevenzione oculistica dentro l’ateneo e offrirla agli studenti nel luogo in cui vivono quotidianamente il loro percorso universitario, trasformando il sapere medico in un servizio concreto per la salute della comunità studentesca". "Grazie alla Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia per i programmi dal profondo valore sociale che porta avanti, diffondendo la cultura della prevenzione visiva – ha sottolineato Aurigemma –: dopo le 'Giornate della vista' dello scorso anno a Tor Bella Monaca, con visite dedicate alle fasce più in difficoltà, ora con 'Campus visivo' le attività di prevenzione sono rivolte agli studenti dell’Università di Roma Tor Vergata con Iseeu inferiore a 13mila euro". Per questo desidero ringraziare anche l’ateneo e tutti coloro che hanno reso possibile questo evento. Sono fondamentali tali attività, e come Consiglio regionale garantiremo il massimo supporto a iniziative simili: è importante entrare nei luoghi di lavoro, di studio e di ritrovo per far comprendere quanto sia prioritario diffondere la cultura della prevenzione, che rappresenta un investimento capace di generare ricadute positive sulla salute e sul benessere, oltre a consentire la diagnosi precoce. Tra l’altro, alla Pisana stiamo portando avanti da oltre un anno e mezzo il programma 'Un Consiglio in salute', che prevede visite gratuite e screening ai dipendenti". "Campus visivo rappresenta un impegno sociale, educativo e civile fondato su un principio essenziale: vedere bene non è soltanto una condizione clinica, ma una questione di equità – ha concluso Rendina –. Garantire l’accesso alla salute visiva significa rimuovere un ostacolo che può incidere profondamente sulle opportunità di studio, crescita e costruzione del proprio futuro. Ciò che rende questo progetto particolarmente significativo è che rende possibile la costruzione di una rete solidale che unisce istituzioni, università, sistema sanitario e terzo settore: un esempio concreto di sussidiarietà circolare, in cui competenze diverse convergono per offrire maggiori opportunità ai giovani e contribuire allo sviluppo della nostra società".
(Adnkronos) - Cida-Confederazione italiana dirigenti ed alte professionalità nasce nel 1946, lo stesso anno della Repubblica Italiana. Non è una coincidenza: è un parallelismo che racconta un destino condiviso. Mentre il Paese costruiva le sue fondamenta democratiche, la dirigenza italiana si organizzava per contribuire alla ricostruzione economica, sociale e civile. Ottant’anni dopo, quel legame tra competenza manageriale e tenuta istituzionale è più attuale che mai. (VIDEO) “Celebrare gli 80 anni di Cida - dichiara Stefano Cuzzilla, presidente di Cida - significa riconoscere il contributo della dirigenza italiana alla costruzione e alla tenuta della Repubblica. Dal 1946 a oggi, nei momenti più difficili il management italiano è stato presidio di continuità, equilibrio, responsabilità. Questi 80 anni aprono il quinto ciclo ventennale della nostra storia, in un Paese che affronta trasformazioni profonde e ha bisogno di una classe dirigente all’altezza della loro complessità. Per questo il 2026 non sarà un anno di commemorazione, ma di proposta: guidare il cambiamento con competenza e visione è il nostro mandato, oggi come allora”. 'Il futuro come responsabilità' si fonda su un concept strategico: 5×20. Ottant’anni non sono solo il prodotto di quattro cicli conclusi - 1946-1965, 1966-1985, 1986-2005, 2006-2025 - ma l’apertura del quinto ciclo ventennale (2026-2045) che condurrà Cida al suo centenario. Cinque volte venti anni non come semplice periodizzazione cronologica, ma come grandi stagioni di responsabilità, ognuna segnata da sfide diverse e da decisioni che hanno inciso sul volto del Paese. Attraverso questi cicli, cinque tematiche restano costanti e si trasformano: tecnologia e innovazione, leadership e responsabilità, lavoro e welfare, competenze e formazione, ruolo sociale del management. Fili che attraversano la storia e ne determinano la qualità, costruendo una mappa per leggere il passato senza nostalgia, abitare il presente con consapevolezza e costruire il futuro come scelta. Il concept 5×20 verrà declinato in un programma di eventi, pubblicazioni e iniziative istituzionali lungo tutto il 2026, posizionando Cida come soggetto di proposta concreta su tre priorità nazionali: intelligenza artificiale e futuro del lavoro, demografia e sostenibilità del welfare, competenza manageriale come garanzia della qualità della decisione — pubblica e privata. Un percorso che Cida affronterà con partner di primo piano: l’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale per l’impatto industriale-AI4I, fondato dal Governo italiano per sviluppare ricerca trasformativa applicata all’intelligenza artificiale, con cui si aprirà il ciclo di eventi il 10 giugno; il Censis e Itinerari Previdenziali, voci autorevoli nell’analisi della società e del welfare italiani. A dare forma visiva a questa visione è il nuovo logo celebrativo sviluppato per il 2026. Quattro elementi simbolici si integrano in un’unica immagine: l’infinito, che evoca la continuità tra memoria e progetto; la rete, che rappresenta le dieci Federazioni confederate, una comunità plurale che abbraccia tutti i settori strategici del Paese e trasforma la pluralità delle competenze in una forza comune; l’unione, che richiama la convergenza di competenze diverse verso un obiettivo condiviso; il timone, metafora della responsabilità direzionale che il management esercita nel governo delle organizzazioni e del cambiamento. Il logo accompagnerà come firma visiva tutte le iniziative dell’anno celebrativo, tenendo insieme passato e futuro in un’identità riconoscibile e proiettata in avanti. La sua ideazione, insieme all’intera architettura strategica e narrativa del progetto, è stata sviluppata con Eprcomunicazione spa società benefit, la sua controllata Cernuto Pizzigoni & Partners Srl e K-Vision, la nuova unit di Eprcomunicazione dedicata alle esperienze visive multimediali e immersive.
(Adnkronos) - L’89% degli intervistati definisce il settore delle rinnovabili un ambiente inclusivo in cui le donne si sentono rispettate, ascoltate e valorizzate. Questo elemento estremamente positivo si accompagna però a elementi di criticità rispetto a una minore rappresentanza delle donne nel settore e a elementi di disparità percepita. È quanto emerge dall’indagine su circa 600 aziende del settore delle rinnovabili e del fotovoltaico, realizzata da Italia solare e Key - The Energy Transition Expo con il supporto di Excellera Intelligence, che analizza la presenza femminile e le dinamiche di inclusività nel comparto. Secondo i partecipanti all’indagine, le donne rappresentano il 35% dei dipendenti del comparto. Poco più di una donna su quattro (28%) opera nell’area tecnica, mentre il 72% è impiegato in altre funzioni aziendali, con una maggiore presenza nell’area Amministrazione (27%). Sul fronte delle posizioni apicali, il report evidenzia una presenza femminile ancora contenuta seppur in linea con i trend di altri settori: il 67% delle aziende ha almeno una donna in posizioni di vertice, mentre il 33% non ne ha nessuna. Se il dato a livello aggregato è positivo, nel momento in cui ci si concentra sulla leadership femminile la quota si assottiglia decisamente: solo 1 azienda su 10 dichiara di avere una donna come ad, dg o amministratrice unica, mentre il 4% segnala una presenza femminile nei ruoli di presidente o vicepresidente. L’89% degli intervistati pensa che nella propria azienda ci sia un clima inclusivo e rispettoso dell’universo femminile. Questo elemento è molto positivo per il settore e ha un portato positivo anche in termini di attrattività di talenti per le aziende che lo rappresentano. Questo dato però non equivale a dire che non esistano criticità, quasi una donna su due (48%) afferma di aver assistito nel suo percorso professionale a episodi riconducibili a disparità di genere. Gli episodi si verificano sia all’interno delle aziende sia durante eventi pubblici o incontri di lavoro. Gli episodi riportati riguardano principalmente delegittimazione tecnica e professionale, utilizzo di linguaggio non inclusivo, differenze nell’attribuzione di responsabilità e nei trattamenti economici. L’indagine evidenzia inoltre una significativa differenza di percezione tra uomini e donne rispetto alle opportunità professionali nel settore. Tra gli uomini intervistati, circa due terzi (67%) ritengono che esistano pari opportunità di carriera tra i generi, mentre questa convinzione è condivisa solo dal 41% delle donne. Il divario percettivo risulta ancora più marcato sul tema della parità retributiva: il 65% degli uomini considera equilibrate le retribuzioni tra uomini e donne, a fronte del 28% delle lavoratrici che esprime la stessa valutazione. Sul fronte degli strumenti organizzativi, il settore mostra una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale: il 78% degli intervistati dichiara infatti che nella propria azienda sono attive misure di flessibilità e conciliazione vita-lavoro. Accanto a questo dato positivo emerge tuttavia un elemento di attenzione: circa una donna su cinque (21%) ritiene che l’utilizzo di tali strumenti possa comportare possibili ripercussioni sul percorso professionale, segnalando la persistenza di timori legati a potenziali penalizzazioni di carriera. “Il comparto energetico, e con questo anche il mondo delle rinnovabili e del fotovoltaico, è storicamente rappresentato da una forte presenza maschile. Negli anni abbiamo visto cambiare il trend, con aziende sempre più aperte e attente alla parità di genere, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Come Associazione stimoliamo tale cambiamento e questa iniziativa è un passo concreto nella presa di coscienza di quello che manca e di ciò che si può fare per sostenere una presenza maggiore delle donne nel nostro settore. Quello che appare evidente è che oltre a una mancanza di figure femminili nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), resta ancora molto un fatto culturale. Partire da qua per promuovere il cambiamento è fondamentale e Italia Solare con le sue attività se ne rende promotrice”, commenta Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. “Le professioni legate al mondo dell’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile, anche perché le donne intraprendono in misura limitata percorsi di studio e carriere nelle discipline Stem. Questo rapporto porta l’attenzione su un tema strategico per il futuro della filiera energetica e offre elementi utili a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico. Si tratta di un percorso che può rafforzare ulteriormente il contributo di competenze e valore che le donne già oggi portano nella filiera”, commenta Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group.