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(Adnkronos) - "Riprendanno giovedì, al più tardi venerdì, gli scavi nella Casa del Jazz. Questa volta si procederà con l'unità specializzata dei vigili del fuoco, proprio perché la terra franata è tanta e si dovrà procedere dal basso, tutto a mano". Lo rende noto all'Adnkronos il prefetto di Roma, Lamberto Giannini. "Non ci fermiamo - conferma - Dopo il ritrovamento del muretto, abbiamo proseguito fino al fondo della galleria, dove ci siamo trovati di fronte alla frana. Da capire, ora, cosa c'è oltre. Dove forse, all'epoca, non si è mai andati".
(Adnkronos) - “La guerra nel Golfo Persico sta producendo un effetto immediato sui cantieri italiani. Dopo due settimane di conflitto, molte imprese stanno già registrando aumenti significativi dei costi operativi e delle materie prime. Se questo scenario dovesse protrarsi, il rischio è che una parte rilevante dei lavori del Pnrr entri in una fase di forte rallentamento”. Lo dichiara all'Adnkronos/Labitalia Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche, commentando i risultati della survey condotta su 330 imprese con attestazione Soa, impegnate nella realizzazione dei cantieri Pnrr. “Il 21% delle imprese intervistate - spiega - dichiara che i margini economici sulle opere Pnrr potrebbero essere gravemente compromessi dai nuovi rincari dei materiali e dell’energia. E' un segnale molto serio, perché significa che una parte delle aziende rischia di trovarsi a realizzare lavori con margini praticamente azzerati. Il 18% delle imprese intervistate teme di dover sospendere i lavori entro l’estate se non verrà introdotto rapidamente un nuovo meccanismo di compensazione automatica dei prezzi. E' un dato che segnala quanto la tensione finanziaria nei cantieri sia già molto elevata”. “La preoccupazione - sottolinea - più citata dalle imprese — indicata dal 30% del campione — riguarda i vincoli contrattuali e temporali del Pnrr: in molti casi i lavori non possono essere sospesi senza rischiare la perdita dei finanziamenti europei, anche quando i costi stanno diventando insostenibili. Dalla nostra rilevazione emerge un quadro molto chiaro: le imprese si trovano strette in una tenaglia tra contratti firmati con prezzari ormai superati e un nuovo shock inflazionistico che sta colpendo energia, trasporti e materiali da costruzione. Alcune voci di costo stanno già aumentando rapidamente: secondo alcune rilevazioni Ance il bitume ha registrato rincari intorno al +50%, i carburanti per i cantieri circa +20%, mentre tubazioni e materiali plastici sono saliti di circa +30%”. “Con i costi che salgono e i pagamenti della pubblica amministrazione che spesso arrivano dopo molti mesi - avverte Pelazzi - fabbisogno di capitale circolante aumenta rapidamente. In queste condizioni, alcune aziende rischiano di non riuscire a sostenere economicamente i cantieri. Il problema è che molti appalti Pnrr sono stati aggiudicati negli anni scorsi con prezzi completamente diversi da quelli attuali. Le imprese stanno eseguendo lavori con margini che si stanno rapidamente assottigliando o, in alcuni casi, diventando negativi.” “E' vero - dice - che la normativa sugli appalti pubblici prevede meccanismi di revisione dei prezzi introdotti con il Decreto Aiuti e rafforzati dalla Legge di Bilancio 2026. Tuttavia, in molti casi gli adeguamenti riconosciuti coprono solo una parte degli aumenti e, per alcune opere, esiste un limite massimo intorno al 35%. Se i costi dei materiali salgono oltre queste soglie – come sta già accadendo su alcune lavorazioni – il rischio economico torna completamente sulle imprese”. “Le aziende con attestazione Soa - ricorda - sono il motore operativo dei lavori pubblici italiani: costruiscono strade, ferrovie, infrastrutture energetiche e opere strategiche finanziate dal Pnrr. Se queste imprese entrano in difficoltà finanziaria, l’impatto si trasmette immediatamente a tutta la filiera delle costruzioni”. Per il presidente di Argenta Soa il punto decisivo è la durata del conflitto: “Due settimane fa molti osservatori pensavano a una crisi breve. Oggi lo scenario sta cambiando. Se la guerra dovesse protrarsi per mesi, il nuovo shock inflazionistico rischia di trasformarsi in un problema strutturale per i cantieri italiani. Il paradosso è che i fondi ci sono, i progetti ci sono e i cantieri sono aperti. Ma se i costi continuano a salire e i contratti restano fermi ai prezzi del passato, le imprese saranno costrette a lavorare in perdita. E nessun sistema industriale può reggere a lungo una situazione del genere”. Secondo Pelazzi il rischio non riguarda soltanto la redditività delle aziende, ma la tenuta complessiva del cronoprogramma del Pnrr: "Il sistema dei lavori pubblici è entrato nella fase più delicata del Piano. Le risorse PNRR devono essere utilizzate entro il 31 agosto 2026 e proprio in questi mesi si concentra la fase esecutiva di migliaia di cantieri. Se i costi continuano a crescere e le imprese si trovano senza margini finanziari, il rischio concreto è che una parte dei lavori rallenti o venga sospesa”. “La partita del Pnrr - dice - si gioca nei prossimi mesi. Senza interventi rapidi sui meccanismi di revisione prezzi e sulla liquidità delle imprese, il rischio è che proprio nel momento decisivo del Piano si creino le condizioni per rallentamenti diffusi nei cantieri e difficoltà di chiudere alcuni lavori entro i tempi previsti”.
(Adnkronos) - Da oggi a Milano tutte le capsule di caffè in alluminio possono essere conferite direttamente nel sacco giallo destinato agli imballaggi in plastica e metalli, nella propria raccolta domestica o condominiale. Si tratta di una novità significativa resa possibile dalla collaborazione tra il Comune di Milano, Amsa, A2A Ambiente, Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (Cial), Nespresso. La possibilità di conferire le capsule nel sacco giallo a Milano nasce dal lavoro congiunto sull’impianto di selezione di A2A Ambiente di Muggiano, alle porte di Milano, dotato delle tecnologie necessarie per intercettare e recuperare anche l’alluminio piccolo e leggero. L’impianto utilizza infatti un separatore a correnti parassite (Ecs - Eddy Current Separator), che grazie ad una nuova fase di selezione permette di separare l’alluminio di piccole dimensioni - come quello delle capsule di caffè, ma anche tappi, blister e altri piccoli componenti metallici - dal resto del flusso di rifiuti per avviare a riciclo l’alluminio anziché scartarlo. Con questa tecnologia, che rappresenta un’eccellenza in Italia, la frazione più fine viene quindi rilevata scongiurandone la perdita e garantendone l’avvio a una nuova filiera che prevede la fusione e la trasformazione in nuovi prodotti. Un processo reso possibile anche grazie alla collaborazione con Nespresso e Cial che hanno affiancato e contribuito attivamente alla fase di verifica ed efficacia del sistema di rilevamento e separazione. L’alluminio possiede infatti caratteristiche ottimali in quanto può essere riciclato al 100% e riutilizzato all’infinito mantenendo invariate le caratteristiche del metallo. Il progetto, in un Paese come l’Italia povero di bauxite, contribuisce al fabbisogno di alluminio e consente inoltre di risparmiare il 95% di energia altrimenti necessaria alla lavorazione a partire dalla materia prima. L’attività risponde, inoltre, all’aggiornamento normativo relativo alla gestione degli involucri. A partire dal mese di agosto 2026 diventerà, infatti, effettivo il nuovo regolamento Ppwr - Packaging and Packaging Waste Regulation che riconoscerà le capsule come imballaggi e, quindi, introdurrà il loro conferimento nella raccolta differenziata. Ma perché il riciclo dell’alluminio piccolo e leggero sia effettivo, sarà necessaria la presenza di impianti e processi idonei, come garantito qui a Milano grazie a questa collaborazione. Oggi, secondo la normativa vigente, le capsule non sono classificate come imballaggi, a causa della loro struttura composta da alluminio e caffè esausto rimasto all’interno dopo l’uso, e per questo sono destinate alla racconta indifferenziata dei rifiuti generici. Il riconoscimento delle capsule come imballaggi, la tecnologia Ecs presente presso l’impianto di A2A Ambiente di Muggiano, e il lavoro congiunto svolto insieme a Amsa, Cial e Nespresso rappresentano quindi un’applicazione concreta di come sia possibile trasformare l’innovazione normativa che porterà il Ppwr in impatto reale. È questa evoluzione tecnologica che permette oggi a Milano di garantire che le capsule conferite dai cittadini nella raccolta del sacco giallo vengano davvero riciclate. "Poter conferire le capsule di alluminio nel sacco giallo, anche se contengono i residui di caffè, è un passo avanti che semplifica la gestione dei rifiuti domestici da parte dei cittadini e delle cittadine e che ci permetterà di migliorare la raccolta differenziata e di riciclare una grande quantità di alluminio (elemento prezioso e che ben si presta al riciclo) che fino ad oggi andava disperso", spiega l'assessora all'Ambiente e Verde Elena Grandi. "Iniziative come queste possono contribuire ad aumentare la raccolta differenziata del capoluogo lombardo e a semplificare al contempo la raccolta domestica delle capsule usate da parte dei cittadini - dichiara l’amministratore delegato di Amsa, Marcello Milani - Con oltre il 63% di raccolta differenziata, Milano è al vertice tra le metropoli europee sopra il milione di abitanti, confermandosi come esempio di eccellenza". "L’impianto milanese di Muggiano rappresenta uno degli esempi più avanzati di innovazione applicata all’economia circolare - aggiunge Giovanni Faedda, responsabile Impianto di Muggiano di A2A Ambiente - Grazie all’impiego della tecnologia Ecs (Eddy Current Separator), il sito oggi consente di recuperare anche l’alluminio più piccolo e leggero, come quello delle capsule di caffè, avviandolo al riciclo". Per il direttore generale di Cial Stefano Stellini, "questa novità rappresenta un passo decisivo per due motivi fondamentali: per il comparto del mondo alluminio significa accrescere le quantità di materiale recuperato, fondamentale per il fabbisogno del Paese dato che qui in Italia non abbiamo produzione di alluminio primario da bauxite, per i cittadini vuol dire semplificare il gesto quotidiano della raccolta differenziata. L’Italia è oggi tra i leader mondiali nel riciclo dell’alluminio grazie a un modello industriale maturo e tecnologie sempre più avanzate". "Il progetto - spiega Monica Pellegrini, direttrice operativa di Nespresso Italiana - rende ancora più facile lo smaltimento e concreto il riciclo dell’alluminio, dando un esempio eccellente di applicazione del Ppwr. Lavoriamo da oltre 15 anni nella gestione di sistemi dedicati per riciclo e questo rende naturale il nostro supporto per avviare il sistema, che si affianca ai nostri progetti dedicati, quali 'Da Chicco a Chicco' e il Servizio di Raccolta a Domicilio, con cui abbiamo recuperato oltre 3.500 tonnellate di capsule nel comune di Milano, e 6.000 in Lombardia dal 2011". L’iniziativa sarà accompagnata da una campagna informativa istituzionale, sviluppata da Amsa e Cial con il supporto di Nespresso, per sensibilizzare i cittadini a conferire correttamente le capsule nella raccolta domestica. La campagna vedrà una pianificazione fisica per le strade delle città, accompagnata dalla presenza sulla stampa e sui canali digitali e social di Amsa, Cial e Nespresso. Il nuovo sistema lanciato su Milano sarà progressivamente esteso ai comuni dell’hinterland serviti da Amsa.