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(Adnkronos) - 'Belve' di Francesca Fagnani si prepara a tornare dal 7 aprile nel prime time del martedì di Rai2, con una importante novità. Dopo l'esperimento andato in onda nell'ultima puntata della scorsa edizione, lo spazio dedicato ad un montaggio dei provini di persone comuni diventerà una 'striscia' presente in ogni appuntamento della nuova edizione. La conduttrice aveva chiuso la prima puntata della scorsa edizione autunnale del programma con un invito ai telespettatori a proporre la propria candidatura. "Avviso ai naviganti: in molti mi chiedono di intervistare persone comuni. Per dire cosa? Chi pensa di essere giusto per questo sgabello, scriva a questo indirizzo", aveva detto la conduttrice mentre sullo schermo appariva l'indirizzo mail belveprovini@rai.it. "Ci vediamo ai casting", aveva concluso. Ebbene, dopo quella chiamata all'azione, erano arrivate oltre 11.000 mail di candidatura: persone che avevano voglia di raccontarsi, con storie più o meno comuni o singolari. La Fagnani con la sua redazione aveva selezionato quelle più interessanti ed aveva effettuato dei provini: un assaggio di quei provini era andato in onda nell'ultima puntata della scorsa edizione, riscuotendo parecchio interesse tra i telespettatori. Per questo, nell'edizione in partenza il 7 aprile, i provini torneranno e occuperanno una striscia in ogni puntata. Le puntate previste al momento, secondo quanto risulta all'Adnkronos, sono otto: cinque dovrebbero essere dedicate alla versione tradizionale del programma con le interviste senza rete a persone famose (con l'aggiunta appunto dei provini di gente comune) e tre allo spin off 'Belve Crime'. Sulle interviste, sono iniziate a circolare già le prime indiscrezioni, alcune delle quali trovano conferma: Amanda Lear e Micaela Ramazzotti saranno tra le ospiti che si siederanno sul temuto sgabello. Ma circolano anche rumors non confermati, come quello di un corteggiamento del cantante dall'identità misteriosa Tony Pitony.
(Adnkronos) - Amazon annuncia l’apertura dei bandi per l’ottava edizione di 'Amazon Women in Innovation', il programma che assegna borse di studio a sette studentesse universitarie in altrettante Università italiane in ambito Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Per il settimo anno consecutivo, l’università di Roma Tor Vergata è tra gli atenei coinvolti nell’iniziativa: la vincitrice del bando beneficerà di un finanziamento di 6.000 euro all’anno per tre anni e di un percorso di mentorship dedicato, con l’affiancamento di una manager Amazon. Fino al 31 marzo, potranno presentare la propria candidatura tutte le studentesse immatricolate per la prima volta all’a.a. 2025/2026 al Corso di laurea in Ingegneria informatica e Ingegneria di Internet che abbiano conseguito almeno 6 CFU con una media ponderata non inferiore a 25/30. Per ulteriori informazioni visitare questa pagina. Dal 2018, 'Amazon Women in Innovation' ha supportato 33 studentesse e, oltre all’Università di Roma Tor Vergata, il progetto coinvolge altri sei atenei: l’Università degli Studi di Cagliari, l’Università di Catania, il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Palermo, il Politecnico di Torino. “Otto edizioni di Amazon Women in Innovation rappresentano per noi una testimonianza concreta di quanto crediamo nel potenziale delle giovani donne che scelgono percorsi tecnico-scientifici”, afferma Rita Malavasi, responsabile delle relazioni istituzionali per Amazon.it. “In questi anni abbiamo visto talenti straordinari affrontare con determinazione settori ancora oggi caratterizzati da un forte squilibrio di genere. Continuare a investire in questo programma è il nostro modo di contribuire a cambiare questa realtà, un passo alla volta”, continua. Amazon Women in Innovation si inserisce nel più ampio impegno di Amazon a formare 200.000 studenti e studentesse in ambito stem in Italia entro il 2026, un piano che coinvolge scuole secondarie di primo e secondo grado, università, corsi post-diploma e percorsi di formazione professionale. Maggiori info: https://www.aboutamazon.it/creare-valore-per-il-paese/impatto-sulla-comunita/educazione-stem
(Adnkronos) - “Per noi l'idrogeno è uno strumento mirato per la transizione energetica. Non si tratta di una soluzione universale ma pensata soprattutto per il trasporto pesante”. A dirlo è Stefan Stabler, director strategic marketing & communication di Alperia Group, alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, in programma fino al 6 marzo alla Fiera di Rimini. L’evento, firmato Italian Exhibition Group, rappresenta uno dei principali appuntamenti in Italia e in Europa dedicati a tecnologie e soluzioni per la transizione energetica. (VIDEO) Per Alperia, che si posiziona come abilitatore di sistema, l’idrogeno non è un’alternativa all’elettrificazione, ma un complemento utile in applicazioni selezionate: l’approccio è graduale e pragmatico, basato su progetti pilota, integrazione territoriale e realismo industriale: “Il costo dell'idrogeno è ancora molto alto. Per questo stiamo cercando di selezionare progetti che abbiano anche una forte valenza territoriale. A Bolzano Sud stiamo costruendo un impianto di produzione idroelettrico verde, insieme al trasporto locale SaSa. Stiamo inoltre collaborando alla Hydrogen Valley, che vuole creare una filiera completa di produzione e distribuzione dell'idrogeno verde. Abbiamo infine sostenuto anche la creazione di una cattedra all’università di Bolzano proprio sull'idrogeno”. “Crediamo che la transizione energetica - conclude - passi proprio tramite la valorizzazione della produzione e della distribuzione dell'idrogeno”.