ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - "La nostra nazione è tornata. Più solida, migliore, più ricca e più forte di prima". Donald Trump apre così il discorso sullo Stato dell'Unione, il primo del suo secondo mandato da presidente degli Stati Uniti e il più lungo mai pronunciato da un presidente: 1 ora e 48 minuti, un record da quando i discorsi vengono trasmessi in diretta televisiva. "Tra meno di 5 mesi il nostro paese festeggerà il 250esimo anniversario della nostra gloriosa indipendenza americana. Ancora non avete visto niente, faremo sempre meglio: questa è l'età dell'oro dell'America", dice Trump aprendo la serata. "Dopo un solo anno" di mandato, "posso dire con dignità e orgoglio che abbiamo attuato una trasformazione mai vista prima. Non torneremo mai al punto in cui eravamo prima. L'America non è mai stata così rispettata". Dall'aula viene espulso il deputato democratico Al Green, che esibisce un cartello con la scritta 'I neri non sono scimmie', riferimento evidente al video recentemente condiviso da Trump con un'immagine di Barack e Michelle Obama rappresentati come scimmie. Nella fase iniziale del discorso, Trump rivendica i risultati ottenuti nel contrasto all'immigrazione illegale: "Da 9 mesi non si verifica nemmeno un ingresso al confine", dice affrontando un tema che viene riproposto anche in altri passaggi dell'intervento. Il presidente invita i presenti ad alzarsi per mostrare sostegno all'affermazione secondo cui "la prima missione degli Stati Uniti è difendere i cittadini americani e non gli immigrati illegali". I democratici che rimangono seduti vengono presi di mira del presidente: "Dovreste vergognarvi", tuona Trump. "Questa gente è pazza, ve lo dico: sono pazzi. I democratici stanno distruggendo il nostro paese, li abbiamo fermati appena in tempo", aggiunge. Quindi, il presidente evidenzia gli effetti delle politiche economiche. "Eravamo un paese morto, ora siamo il paese più in forma. L'inflazione è scesa, il prezzo della benzina è calato. Ci siamo assicurati investimenti dall'estero per 18 trilioni di dollari. Migliaia di nuove aziende stanno prendendo forma, la produzione di petrolio è aumentata e abbiamo appena ricevuto dal Venezuela, nostro nuovo partner, più di 80 milioni di barili", dice il presidente, accendendo i riflettori anche sull'"enorme taglio delle tasse". Tra applausi ripetuti, Trump rivendica risultati record per l'occupazione con una delle varie affermazioni che, in base al fact checking proposto in tempo reale dai media americani, si rivelano imprecise: "Il 100% dei posti di lavoro creati sotto la mia amministrazione sono nel settore privato". "Stiamo vincendo troppo...", ironizza Trump che, "a proposito di vittorie", rende omaggio alla nazionale di hockey, reduce dal trionfo alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina e ospite per il discorso. "Hanno battuto una fantastica squadra del Canada. Hanno vinto come la nazionale femminile, che presto verrà alla Casa Bianca". "Ho usato i dazi per concludere ottimi accordi a livello economico e di sicurezza nazionale. Quasi tutti i paesi vogliono mantenere gli accordi già fatti, sanno che nuove intese potrebbero prevedere condizioni peggiori", dice Trump soffermandosi sul tema dazi: dopo "l'infelice, totalmente sbagliata e eludente sentenza" della Corte Suprema, che ha bocciato buona parte dei dazi introdotti lo scorso anno, i partner commerciali degli Stati Uniti sono pronti a confermare gli impegni sottoscritti. Trump riproporrà le tariffe con nuovi provvedimenti. "Credo che le tariffe, pagate dai paesi stranieri, sostituiranno sostanzialmente il moderno sistema di tasse sul reddito, togliendo dalle spalle delle persone che amo un grande peso finanziario", dice Trump. Dopo circa un'ora e mezza, si arriva alla politica estera. "Ho risolto 8 guerre", dice con una delle affermazioni più ripetute negli ultimi mesi. "E' una bugia", urla la deputata democratica Rashida Tlaib. Il presidente degli Stati Uniti rivendica in particolare i risultati ottenuti in Medio Oriente: "Nessuno pensava fosse possibile", dice riferendosi all'accordo raggiunto per Gaza. Solo un accenno alla guerra in Ucraina: "Ogni mese muoiono 25mila soldati, la guerra non sarebbe mai iniziata se io fossi stato presidente". Trump si sofferma in maniera più ampia sull'Iran: "Non esiterò a fronteggiare le minacce all'America ovunque sia necessario. Per questo lo scorso anno abbiamo distrutto il programma nucleare iraniano con l'operazione Midnight Hammer. Il regime iraniano e suoi proxy non ha fatto che diffondere terrorismo, morte, odio. Hanno ucciso migliaia di soldati americani e milioni di persone. Sono individui terribili, hanno già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi Oltreoceano. E stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti". "Dopo l'operazione Midnight Hammer sono stati avvertiti, non devono più tentare di ricostruire il programma nucleare. Vogliono ricominciare, stiamo trattando: vogliono un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le parole 'non avremo mai un'arma nucleare'. Io preferisco risolvere il problema con la diplomazia, ma una cosa è certa. Non consentirò mai allo sponsor numero 1 del terrorismo di avere un'arma nucleare, non posso permettere che accada", afferma.
(Adnkronos) - Dopo la firma del protocollo d'intesa lo scorso ottobre, Asstra (Associazione italiana di trasporto pubblico locale) e Sviluppo Lavoro Italia (società in house del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) compiono un decisivo passo avanti per trasformare l'accordo in azioni concrete a supporto delle imprese del settore. Martedì 24 febbraio 2026, a partire dalle ore 10.30, presso la sede di Asstra a Roma (piazza Cola di Rienzo 80/A), si terrà l'incontro di presentazione delle attività operative del Protocollo, dedicato alle aziende associate. L'obiettivo della giornata è illustrare nel dettaglio le opportunità e gli strumenti messi a punto per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ridurre il mismatch di competenze e qualificare il capitale umano nel trasporto pubblico locale. L'evento, che vedrà la partecipazione dei vertici e dei tecnici di entrambe le realtà, sarà un momento di confronto fondamentale per condividere i bisogni emergenti delle aziende e co-progettare interventi mirati, dalla rilevazione dei fabbisogni professionali all'attivazione di percorsi formativi in modalità duale. Dopo i saluti istituzionali del presidente di Asstra, Andrea Gibelli, e della presidente di Sviluppo Lavoro Italia, Paola Nicastro, i lavori entreranno nel vivo con gli interventi dei team di Sviluppo Lavoro Italia, che approfondiranno le direttrici strategiche e operative dell'accordo. In particolare, si discuterà di competenze come fattore chiave per la transizione del settore, dell'analisi dei fabbisogni professionali a breve termine e delle modalità di realizzazione di percorsi formativi duali. Spazio anche alle esperienze dal territorio con le testimonianze di Carlo Poledrini, direttore centrale di Arst Spa, e Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità Spa, che porteranno esempi di soluzioni innovative già avviate dalle imprese associate. La sessione pomeridiana sarà infine dedicata a un ampio spazio di confronto con le aziende presenti, per raccogliere aspettative e priorità, in un'ottica di collaborazione concreta per costruire insieme la mobilità del futuro. "Con l'incontro del 24 febbraio entriamo nel vivo dell'accordo con Sviluppo Lavoro Italia", dichiara Andrea Gibelli, presidente di Asstra. "Dopo aver condiviso la visione e gli obiettivi, ora è il momento di mettere a terra strumenti operativi che rispondano ai reali bisogni delle nostre aziende. Le grandi trasformazioni in atto, dall'innovazione tecnologica all'evoluzione dei modelli organizzativi, richiedono professionalità sempre più qualificate. Questo confronto diretto con le associate è fondamentale per calibrare al meglio gli interventi, rendendoli efficaci e immediatamente fruibili per accompagnare il settore e i suoi lavoratori in questa fase di cambiamento", spiega ancora. “Il Protocollo avvia ora la sua attuazione con un lavoro strutturato di analisi delle evoluzioni occupazionali del settore e dei fabbisogni professionali e di competenze, anche attraverso strumenti avanzati di labour market intelligence”, dichiara Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “L’obiettivo -continua- è tradurre questa attività di analisi e confronto con le imprese in interventi mirati, capaci di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e accompagnare il settore nelle transizioni ecologica e digitale. L’intesa rappresenta uno strumento strategico per far fronte alla domanda di nuove professionalità da parte delle aziende, rafforzando al tempo stesso i canali di accesso dei giovani nel mercato del lavoro. In questa prospettiva intendiamo valorizzare i percorsi duali e gli Its, contribuendo alla costruzione di una filiera formativa integrata, capace di rispondere in modo tempestivo ai bisogni del sistema produttivo e di generare occupazione stabile e di qualità”. L'incontro del 24 febbraio rappresenta quindi il primo fondamentale tassello di un percorso che, grazie alla collaborazione strutturata tra il sistema delle imprese di trasporto e la società del Ministero del Lavoro, punta a costruire una filiera formativa integrata e capace di generare occupazione stabile e di qualità. L'obiettivo condiviso è quello di non limitarsi a leggere i cambiamenti, ma di fornire alle aziende gli strumenti per governarli attivamente, investendo sulle competenze come leva strategica per l'innovazione e la competitività dell'intero comparto del trasporto pubblico locale.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.