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(Adnkronos) - Dopo un ictus l'attenzione si concentra sulla porzione di cervello direttamente colpita dalla lesione, dove i neuroni sono rimasti danneggiati. Tuttavia, il funzionamento del sistema nervoso non dipende da singole aree isolate, ma da reti di connessioni distribuite tra i due emisferi cerebrali. Quando uno dei due viene danneggiato, anche l'altro può modificare la propria attività, contribuendo in modo decisivo al recupero oppure ostacolandolo. E' su questo equilibrio tra i due emisferi cerebrali che si concentra uno studio condotto dal Laboratorio di Neurofarmacologia dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), in collaborazione con l'università di Lund in Svezia (Tadeusz Wieloch) e l'università di Washington, St. Louis, negli Usa (Adam Bouer), pubblicato su 'Stroke'. La ricerca - informa Neuromed - ha individuato proprio nell'emisfero controlaterale, cioè quello opposto alla lesione, un nodo cruciale per il recupero della funzione motoria. In altre parole, dopo un ictus l'assetto delle reti cerebrali cambia profondamente: l'emisfero non colpito può diventare eccessivamente attivo determinando un disequilibrio funzionale che ostacola il recupero. Per individuare possibili strategie farmacologiche in grado di ripristinare l'equilibrio tra i due emisferi - illustra una nota - i ricercatori hanno focalizzato l'attenzione sui recettori metabotropici del glutammato di tipo 5, o mGlu5, proteine che regolano la comunicazione tra i neuroni e i processi di plasticità sinaptica, ossia la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni. Per comprendere con precisione come agiscono i recettori mGlu5 nel favorire o ostacolare la ripresa post-ictus, gli scienziati hanno utilizzato molecole sensibili alla luce, capaci di essere attivate o disattivate in modo selettivo in specifiche regioni cerebrali. Questo approccio, chiamato fotofarmacologia, consente di modulare l'effetto del farmaco in aree molto circoscritte senza intervenire geneticamente sui neuroni. "La nostra ricerca - spiega Federica Mastroiacovo, del Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed, primo autore dello studio - ha mostrato che il recupero motorio dopo un ictus può essere influenzato in modo decisivo dall'emisfero cerebrale non colpito dalla lesione. Bloccando selettivamente i recettori mGlu5 nell'area cerebrale omotopica controlaterale alla lesione abbiamo osservato un significativo miglioramento della funzione, mentre lo stesso intervento nella zona lesionata non produceva effetti comparabili". Per i ricercatori si tratta dunque di un intervento finalizzato al recupero funzionale, a prescindere dall'estensione del danno ischemico e da eventuali precedenti strategie terapeutiche di natura vascolare. "Questo studio - commenta Ferdinando Nicoletti, professore ordinario di Farmacologia nell'università Sapienza di Roma e responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia di Neuromed - identifica con precisione il sito cerebrale necessario perché il blocco dei recettori mGlu5 possa favorire il recupero. I risultati indicano che l'emisfero controlaterale non è semplicemente spettatore del danno, ma parte attiva nei processi di riorganizzazione delle reti. Comprendere questi meccanismi è essenziale per sviluppare interventi sempre più mirati nella fase post-ischemica dello stroke". La ricerca - si precisa nella nota - è stata condotta in modelli animali di ictus e rappresenta un avanzamento nella comprensione dei meccanismi neurobiologici che regolano la plasticità cerebrale dopo un danno ischemico. Saranno necessari ulteriori studi per verificare se e in quale misura questi risultati possano tradursi in applicazioni terapeutiche nell'uomo.
(Adnkronos) - In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Manageritalia commenta gli ultimi dati sull’andamento della dirigenza privata in Italia, che confermano un trend strutturale di crescita della componente femminile ai vertici delle imprese italiane. Secondo il Report Donne elaborato da Manageritalia partendo dagli ultimi dati ufficiali Inps (2024), i dirigenti privati sono aumentati del 2,6% rispetto all’anno precedente, consolidando la crescita già registrata nel 2023 (+2,6%) e nel 2022 (+3,8%). A trainare l’incremento sono soprattutto le donne, cresciute del 6,2% a fronte dell’1,5% degli uomini. Dal 2008 ad oggi le donne dirigenti sono più che raddoppiate (+114%), mentre nello stesso periodo gli uomini hanno registrato un calo dell’1,3%. L’aumento complessivo dei dirigenti privati (+12,4%) è dunque interamente attribuibile alla crescita della componente femminile. “L’8 marzo – commenta Cristina Mezzanotte, coordinatrice area Deia di Manageritalia – è l’occasione per valorizzare un cambiamento concreto: le donne manager non solo crescono in numero, ma stanno contribuendo in modo determinante all’evoluzione qualitativa della classe dirigente del Paese. Abbiamo bisogno del lavoro delle donne e le aziende sono più consapevoli che non possono rinunciare ai loro talenti e le più illuminate stanno attuando dei sistemi Welfare che consentano alle persone di poter continuare la propria carriera senza rinunciare alla genitorialità. Le nuove Generazioni di Manager chiedono lo stesso periodo di congedo ad entrambi i genitori. Insomma, qualcosa sta cambiando e Manageritalia Deia (gruppo Diversity Inclusion Accessibility) sentiamo la responsabilità di tenere un faro acceso su questa trasformazione. Con l'attuazione della Normativa 2023/970 i Manager avranno la responsabilità in azienda della trasparenza retributiva: pari lavoro pari retribuzione. Le aziende dovranno fornire informazioni chiare sulla retribuzione iniziale nelle offerte di lavoro. Se i dati evidenzieranno un divario retributivo di genere superiore al 5% non giustificato, l'azienda dovrà intervenire con le rappresentanze sindacali (i dati indicano che le Donne nell'EU guadagnano in media il 13%in meno dei colleghi uomini)”. Per Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, “La crescita delle donne manager non è solo un segnale positivo sul piano dell’equità, ma un indicatore concreto di evoluzione del nostro sistema produttivo. I numeri dimostrano che la managerialità femminile sta contribuendo in modo determinante allo sviluppo delle imprese, soprattutto nei settori più dinamici. Ora è fondamentale consolidare questo trend, investendo su competenze, merito e ricambio generazionale, perché una leadership più inclusiva significa aziende più competitive e un Paese più forte”. Oggi le donne rappresentano il 22,7% del totale dei dirigenti privati (erano il 19,1% nel 2020). Le proiezioni 2025 indicano un ulteriore avanzamento: le donne superano il 23% e i dirigenti privati raggiungono per la prima volta il massimo storico di oltre 134mila unità. Nel solo terziario privato, nel 2025 la crescita è pari al +3,2% complessivo, con un incremento del +6,5% per le donne e del +2,2% per gli uomini, confermando un rafforzamento strutturale della leadership femminile. La crescita della dirigenza è particolarmente significativa nel terziario, che negli ultimi otto anni ha registrato un +20% (contro il +4% dell’industria) in un settore in cui le donne sono maggiormente presenti (25,8% rispetto al 16,5% dell’industria). Tornando ai dati, la prospettiva è sempre più rosea: la componente femminile pesa per il 40% tra gli under 35 e per il 32% tra gli under 40, a fronte del 22,7% sul totale. Anche tra i quadri la presenza femminile è pari al 33,4%, segnale di un ricambio generazionale che vede progressivamente crescere la rappresentanza delle donne nei ruoli apicali. I dirigenti crescono in maniera diffusa sul territorio nazionale con le sole eccezioni di Piemonte (-2%) e Trentino-Alto Adige (-0,5%). Le crescite più marcate si registrano in Calabria (+15,4%), Basilicata (+14,8%), anche se con bassi numeri assoluti. Ottimi tassi di crescita anche in Sardegna (+5,7% ma -30,2% dal 2008) Umbria (+4,9%) e Toscana (+4,1%) e si confermano Lombardia (+3,4%) Lazio (+2,6) ed Emilia-Romagna (+2,9%) che in assoluto sono nell’ordine le prime tre regioni per dirigenti. Permane tuttavia un significativo divario manageriale: il rapporto tra dirigenti e lavoratori dipendenti è pari allo 0,9% a livello nazionale, con punte dell’1,8% in Lombardia e dell’1,4% nel Lazio, ma valori compresi tra lo 0,2% e lo 0,3% nel Mezzogiorno, ben al di sotto del 3% dei principali Paesi competitor. Quanto alla presenza femminile, il Lazio guida la classifica con il 29% di donne dirigenti, seguito da Sicilia (27%), Puglia (26,3%), Molise (26,2%) e Lombardia (24,8%). In coda Marche (14,2%), Umbria (14,2%) e Trentino-Alto Adige (11,5%). In conclusione, i dati dimostrano che le imprese hanno compreso che la managerialità è condizione necessaria per crescere e competere. In questo scenario, la leadership femminile rappresenta un fattore strutturale di sviluppo e competitività del sistema produttivo italiano.
(Adnkronos) - A Rimini sono arrivati i Bioeroi! Sono atterrati oppure sbarcati, questo non è ancora chiaro, ma si sono posizionati allo stand n.331 al pad. A7 di Cisambiente Confindustria alla Fiera KEY - The Energy Transition Expo che è iniziata oggi mercoledì 4 marzo. I due Bioeroi sono H2 e CH4, rispettivamente idrogeno e biometano ricavati dal rifiuto. Energia totalmente green, che con loro due porterà avanti il nostro Paese non solo nell’abbattimento della CO2 ma spingerà l’Italia avanti nell’economia perché grazie ai bioeroi si spenderà poco e si rispetterà l’ambiente: alimentati di pulito e di ambiente perché non solo ti fa bene ma è anche più economico. Cisambiente Confindustria partecipa, quest'anno per la prima volta, alla Fiera KEY - The Energy Transition Expo, manifestazione dedicata a tecnologie, servizi e soluzioni integrate per la transizione energetica e le energie rinnovabili. L'Associazione si presenta in fiera con il tema dei Bioeroi, idrogeno e biometano, che hanno un ruolo chiave per la transizione energetica, e mette in rilievo i vantaggi dei biogas sotto il profilo ambientale e della sostenibilità economica. La partecipazione a KEY - The Energy Transition Expo riflette l’attenzione crescente di Cisambiente verso i temi dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, testimoniata dall’impegno costante di tante aziende associate nella produzione di energia da rifiuti e nello sviluppo di nuove soluzioni nel comparto energetico. L'appuntamento rappresenta un’ulteriore occasione per valorizzare il ruolo delle imprese dell'Ambiente nel processo di decarbonizzazione e per intercettare nuove opportunità. "La nostra presenza in fiera è un'opportunità per rendere visibili le evoluzioni del settore energetico grazie al lavoro delle aziende che recuperano energia dai rifiuti - dichiara il Direttore Generale di Cisambiente Confindustria Lucia Leonessi - le nostre imprese, con impianti a biomassa e produzione di biometano a servizio di interi territori, sono la prova che emanciparsi dalle fonti fossili è possibile e vantaggioso. Biogas e biometano sono ecologici ed economici, hanno un ruolo strategico per l'autonomia energetica del Paese". Cisambiente Confindustria ha inaugurato la sua prima partecipazione a Key Energy con la visita allo stand del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, accolto dal Direttore Generale Lucia Leonessi. Nello spazio Cisambiente, allestito con una grafica a tema su idrogeno e biometano, simbolicamente rappresentati come Bioeroi dell'Ambiente, il Ministro si è intrattenuto in conversazione con il DG Lucia Leonessi e si è soffermato nell'area.